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Avete mai sentito il suono di una campana tibetana? È una delle cose più piacevoli che le vostre orecchie possano sentire, non so bene perché ma è piacevole e ipnotico al tempo stesso, completamente diverso da uno strumento come la chitarra o il piano, non si creano melodie, si creano suoni per la mente.

In alcune lezioni di yoga mi è capitato che gli insegnanti terminassero la classe con dei suoni prolungati di gong bowl o campane tibetane, che suono pazzesco, mi piacerebbe così tanto imparare a farlo.

Per caso altre volte, mi è capitato di leggere che esistono alcuni tipi di meditazione in cui il corpo viene circondato da campane tibetane che suonandosi contemporaneamente producono un bagno di suono che rilassa in senso profondo il corpo.

Quest’anno passeggiando per Ubud mi sono imbattuta in un centro yoga che faceva il bagno di gong ed ho prenotato subito.

Vi racconto la mia esperienza e quello che ho potuto capire parlando con il maestro che ha suonato i gong. Molto spesso si trovano bagni di gong per gruppi molto grandi anche di 10-15 persone in cui le campane sono distribuite in tutta la sala, ma solitamente i gong si devono posizionare in maniera così distale dalle persone che si perde molto dell’effetto ipnotico.

Io ho avuto la fortuna di farlo solo in due, ma mi diceva che fino a 5 l’effetto si mantiene lo stesso.

Si inizia in posizione prona, faccia rivolta verso terra appoggiata su un cuscino che ti mantiene la fronte, intorno a te ci sono tantissimi gong di diverse dimensioni, il maestro li inizia a suonare, personalmente ho iniziato subito ad applicare delle tecniche di respiro per potermi rilassare e bloccare ogni pensiero, ma la mia mente continuava ad andare. la prima cosa che ho pensato è stata “ma come farò a stare un ora sdraiata ascoltando solo campane?”

Poi piano piano come ogni buona meditazione ho iniziato a “sprofondare” sempre di più nei suoni, rimanendo ipnotizzata dalla loro dolcezza e purezza. Il maestro mi ha messo un grosso gong sulla schiena che vibrava massaggiando tutto il mio corpo.

Dopo circa mezz, ora ci siamo girati in shavasana e lì è iniziato il vero viaggio, non so se perché io amo moltissimo questa posizione e riesco a raggiungere picchi meditativi molto profondi, ma il mio corpo ha iniziato a fluttuare, le vibrazioni delle campane rendevano tutto molle e al tempo stesso così pesante da farmi sprofondare nel pavimento (ovviamente era una sensazione). Cercavo di liberare la mente , di svuotare i miei pensieri, di concentrarmi sui suoni che mi avvolgevano da tutti i lati. La sensazione era bellissima, ma mentre ero lì non avevo capito quanto profondamente stessi meditando. Alla fine del bagno di gong ci ho messo davvero dei minuti prima di prendere di nuovo la coscienza e per almeno 10 minuti non ero in grado di lasciare il centro o guidare. Il mio corpo e la mia mente erano completamente intontiti, ma in senso positivo, come se avessero dormito profondamente.

È stata un’esperienza bellissima che spero di rifare quanto prima e che consiglio a tutti, specialmente a chi sta vivendo un periodo molto stressante o difficile della propria vita.

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Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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