10 Luoghi da non perdere a Tivoli

Francesca Di Pietro Pubblicato il

La maggior parte delle persone che vengono a Roma per turismo rimangono fagocitati dall’infinita quantità e qualità di arte e storia che offre la capitale, ma ci sono luoghi altrettanto sorprendenti anche a 30 minuti di macchina. Sto parlando di Tivoli, l’antica Tibur, non solo luogo amato dagli imperatori romani, ma una delle tappe più dipinte e sognate dai grandi viaggiatori del Grand Tour ottocentesco.

Questi consigli sono perfetti se hai intenzione di visitare Roma per un tempo più lungo o se vivi in zona, anche io che vivo a Roma da 24 anni ci sono andata la prima volta solo 4 anni fa, ma me ne sono innamorata talmente tanto che ogni volta trovo luoghi nuovi che ancora non ho visto.

Come di consuetudine prima di iniziare la mia gita fuori porta sono passata ad un’area di servizio di Energas per fare il pieno di gpl, così non mi preoccupo di spendere tanto per i trasporti.

 

10. Luoghi da non perdere a Tivoli

 

1.     Villa Adriana

La residenza imperiale dell’imperatore Adriano, fatta erigere come dimora personale intorno al II secolo d.C., ora patrimonio UNESCO.

L’area della villa raggiungeva i centoventi ettari, l’area archeologica ora visitabile invece ne comprende solo 40, che comunque sono tantissimi!

Questa zona di Tivoli era ed è famosa per l’abbondanza di acqua, per questo molti degli edifici fatti erigere da Adriano aveva come tema principale l’acqua: le piccole e grandi terme, il Canopo, il Teatro Marittimo dove l’imperatore aveva il suo studio privato circondato da acqua per garantire la sua privacy, l’Edificio con Peschiera e poi ancora numerosi ninfei e giardini.

Se vi soffermate sul plastico che si incontra all’inizio della visita rimarrete davvero sconcertati dalla vastità e dalla perfezione architettonica, anche se vedendo la ricostruzione dei giardini vi renderete conto da soli che sono identici a quelli che moltissimi secoli dopo abbiamo chiamato “giardino all’Italiana”.

Anche il museo che si trova vicino all’edificio del Canopo è davvero meraviglioso, contiene le statue originali ritrovate in loco, di una bellezza e candore del travertino da restare senza fiato. Vi suggerisco di prendere anche l’audioguida così potrete comprendere meglio quello che state vedendo, una visita di Villa Adriana dura circa 3h ma può durare anche molto di più, a differenza di molti siti archeologici ha una folta vegetazione, quindi c’è sempre la possibilità di andare all’ombra.

2.     Villa d’Este

Fatta costruire nella metà del 1500 dal Cardinale Ippolito II d’Este dopo la delusione di non essere diventato papa.

Successivamente venne ampliato il progetto dei suoi enormi giardini all’Italiana progettati da Pirro Ligorio, che volle ricalcare la magnificenza e i giochi di acqua di Villa Adriana e possiamo dire che ci riuscì piuttosto bene.

Le stanze della villa sono tutte affrescate con le tipiche grottesche cinquecentesche e i numerosi ninfei, in alcuni punti si sono trovati scavi di ville romane sottostanti e sono stati valorizzati con cristalli sul pavimento. La parte più imponente sono sicuramente i giardini che regalano giochi di colore in ogni stagione e le sue fontane marmoree. Una volta arrivati in biglietteria vi suggerisco di controllare gli orari in cui la fontana dell’organo suonerà perché è uno spettacolo unico al mondo. È un organo che viene attivato dalla forza dell’acqua e che produce una melodia barocca.

3.     Santuario di Ercole Vincitore

Questo luogo mi ha davvero stupito, ammetto che prima di andarci non ne conoscevo l’esistenza, l’ho scoperto mentre compravo i biglietti delle ville sul sito, perché fa parte dello stesso circuito archeologico.

È uno dei maggiori complessi sacri dell’architettura romana di epoca repubblicana, si tratta di una struttura scenografica di dimensioni imponenti, realizzata su un terrazzamento a picco sul fiume Aniene.

Il santuario aveva una dimensione davvero incredibile, oggi giorno è quasi totalmente distrutto, ma c’è una ricostruzione in ferro a grandezza naturale per far comprenderne la sua magnificenza. Era composto da 3 parti principali: il teatro, che sfruttava il naturale digradare del terreno, oggi in parte ricostruito e utilizzato per spettacoli estivi; una grande piazza delimitata da portici, ancora visibile, e il tempio vero e proprio in posizione centrale rispetto alla piazza e in asse col teatro.

Ancora mi viene difficile capire come sia stato possibile, ma a seguito della decadenza del luogo di culto, la presenza di condotte d’acqua favorì l’insediamento di mulini, armerie e fonderie, della prima centrale idroelettrica da cui sia stata lanciata a distanza corrente alternata e, infine, di una cartiera. Praticamente c’è un continuo alternarsi di luoghi romani e luoghi industriali fatti dopo il 1800, con tanto di binari per i carrelli merci. È un luogo unico e molto interessante, vi suggerisco una visita anche al museo che fa parte del circuito dei depositi giudiziari. Quando ci sono stata io c’era una mostra dedicata ai carabinieri dove venivano mostrati dei reperti romani ritrovati in una retata a Ginevra, pezzi d’affresco e statue magnifiche, c’era anche una grande esposizione di statue di travertino rinvenute in un giardino della zona mentre il proprietario stava scavando per creare una piscina. È incredibile pensare quanti tesori inestimabili abbiamo intorno a noi, spesso senza neanche saperlo.

Info tecnica, è possibile comprare un biglietto unico che prevede l’ingresso a Villa d’Este, Villa Adriana e il Santuario di Ercole vincitore, avete 3 giorni per vederli e risparmierete sul prezzo dei singoli biglietti.

4.     Mausoleo dei Plauti

Mausoleo dei Plautii è un importante monumento funerario databile ai primissimi anni del I sec. d.C., fatto erigere dalla gens Plautia, della cui famiglia sappiamo ci furono numerosi consoli.

Si trova lungo la via Tiburtina, è un mausoleo a forma cilindrica con base quadrangolare attualmente interrata, sormontata da una rotonda circolare a due ordini, alta circa 35 metri e rivestita di travertino. Una buona parte del cilindro che possiamo osservare oggi è però di rifacimento medievale, come pure la parte superiore, coronata da beccatelli, infatti nel XV sec. il mausoleo fu trasformato in torre di guardia a protezione del ponte lucano.

5.     La Mensa Ponderaria

Si tratta di una pesa pubblica romana, che un tempo era situata nel foro della città di Tibur. Ho visto per la prima volta un edificio simile nel foro di Pompei. L’edificio, probabilmente di età augustea, fu rinvenuto casualmente nel 1883. Si tratta di uno dei rari casi in cui si è potuta identificare la specifica funzione di pesa pubblica grazie alla presenza di due mensae, realizzate in marmo e provviste di cavità concave di dimensioni diverse per alloggiare i pesi ufficiali di riferimento. Si trova in pieno centro storico vicino alla Cattedrale di San Lorenzo ed è possibile visitarla su prenotazione da effettuare almeno 2 giorni prima.

6.     Villa Gregoriana

Un’opera d’arte tra natura e architettura voluta nel 1832 da papa Gregorio XVI che volle creare qualcosa di innovativo per contenere le continue esondazioni dell’Aniene, incanalando le sue acque in un doppio traforo scavato nel monte Catillo e ingrossandole poi artificialmente dando così vita ai 120 metri di salto della nuova Cascata Grande, seconda in Italia dopo le Marmore.

Anche se nacque con uno scopo funzionale il risultato fu talmente bello, specialmente data la sua ubicazione, che per anni i viaggiatori del Grand Tour fecero tappa qui e tantissimi artisti ne furono ispirati per i propri dipinti.

Dopo la seconda guerra mondiale, la Villa divenne una proprietà statale, ma non fu valorizzata, così nel 2002 passò in concessione al FAI, ora è aperta al pubblico dal 2005 ed è tenuta benissimo. Sono valorizzati sia i resti archeologici romani che la magnificenza della natura. È una visita piuttosto impegnativa, un continuo sali e scendi immersi in un bosco con molta acqua. È aperta tutti i giorni e vanno considerate almeno 2 ore per vederla.

7.     Gli acquedotti

Anche se trovare nel Lazio resti di acquedotti romani può sembrare scontato, la zona di Tivoli era molto importante a livello idrico nella storia ed è uno spazio in cui si possono vedere facilmente diverse opere monumentali come Acquedotti Anio Vetus e Aqua Marcia, Acquedotto Anio Novus.

8.     Tempio di Vesta

Credo sia l’elemento architettonico più iconico di Tivoli, ritratto in tutti i dipinti dell’800 del Grand Tour, icona di tantissime foto. Fatto costruire nel II secolo a. C. da Lucio Gellio, a pianta circolare con 14,25 metri di diametro, su un podio in calcestruzzo alto 2,39 metri, cinto in origine da un ordine architettonico in travertino con 18 colonne d’ordine corinzio, finemente intagliate e scanalate di cui ora ne restano solo 10. In epoca cristiana fu trasformato in una chiesa, restò abbandonato per secoli e fu recuperato e valorizzato solo il secolo scorso.

9.     Terme di Tivoli

Le acque delle Terme di Tivoli erano famose fin dall’antichità per le sue proprietà curative, ricche di acido solforico e anidride carbonica, perfette per curare i disturbi della pelle. Sembra che anche Cesare Augusto amasse trascorrerci del tempo. Sin dall’epoca romana vennero chiamate Acque Albule e ad oggi si trovano all’interno di un complesso termale privato.

10.  Rocca Pia

Fatta costruire da Papa Pio II Piccolomini verso il 1461 sulla sommità di una collinetta, sia per controllare la valle dell’Aniene, sia per evitare eventuali insurrezioni popolari. La rocca ha una struttura quadrangolare con quattro torri circolari di altezza differente, dove la più alta raggiunge i 36,50 metri. Una curiosità piuttosto rara è che il Papa riuscì a far costruire una rocca così grande in un solo anno solare.

È visitabile tutti i weekend su prenotazione.

Questi sono 10 luoghi che assolutamente non puoi perdere a Tivoli, ma ricordiamoci sempre che il suo centro storico è meraviglioso e che una passeggiata tra i vicoletti, magari con un gelato in mano è sempre una buona scelta.

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 75 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi edito Feltrinelli.

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