Mi chiamo Francesca Di Pietro, sono una Psicologa e una Viaggiatrice. Mi occupo di psicologia turistica. Ho lavorato circa 10 anni in Risorse Umane poi nel 2011 mi sono presa un periodo sabbatico per viaggiare e ho deciso di aprire questo sito per ispirare altri viaggiatori italiani a viaggiare da soli.

 

Il mio primo viaggio l’ho fatto ad 8 anni, in Egitto; da lì ho capito che non mi sarei mai più fermata. Ad oggi ho visitato più di 75 paesi, nella maggior parte dei quali sono tornata più di una volta.

DOVE SONO STATA

La mia storia

Sono napoletana, figlia unica, a 18 anni mi sono trasferita a Roma che è la città che amo di più al mondo. Sono una psicologa sociale, mi sono laureata alla Sapienza quando ancora esisteva il vecchio ordinamento (bei tempi!). Ho lavorato per 8 anni in una grande azienda in Formazione del Personale e poi nel 2011 ho preso la palla al balzo e ho preso prima una lunga aspettativa e poi mi sono licenziata. Nel mentre ho iniziato a viaggiare per periodi molto lunghi e la mia prospettiva della vita e di come sarei voluta diventare è cambiata. Nel 2012 ho aperto questo sito perchè volevo aiutare gli altri ragazzi a viaggaire in solitaria e con il tempo ho trovato il modo per conciliare viaggi e psicologia. Dal 2014 al 2020 ho avuto con altri soci una società che si occupava di influencer marketing. Ho iniziato a fare retreat e workshop in giro per il mondo per aiutare le persone a vedere il viaggio come uno strumento di crescita. Nel 2015 ho pubblicato il mio libro Come Viaggiare da Soli: Manuale di Travel Coaching, in auto produzione, ho venduto circa 5000 copie. Nel 2020 Feltrinelli lo ha comprato ed insieme alla mia editor abbiamo creato un libro molto più strutturato e coerente, posso con gioia dire che Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo dai noi stessi, lo potete trovare in tutte le librerie. Nel 2017 sono diventata insegnate di Hatha Yoga e da allora organizzo eventi yoga in Italia e all’estero. Mi piace il mare, fare immersioni, meditare, la mozzarella di bufala, le sirene, il piumone, il sole e i cani, nel 2019 ne ho adottato uno che si chiama Frida, in onore di Frida Kahlo e del Messico che tanto amo.

Nel 2023 ho lanciato un podcast che parla di psicologia e viaggio si chiama Travel Therapy: il podcast dei viaggi trasformativi, è on-line ogni lunedì e lo trovi su tutte le piattaforme di podcasting.

Perché dovresti leggere i miei consigli:

Fare un viaggio in solitaria è un’esperienza che può darti molto, può cambiare la prospettiva con cui vedevi la vita, può renderti più forte, può allinearti con i tuoi obiettivi e liberarti dai parassiti che ti tolgono energie.
Ho sperimentato questa esperienza sulla mia pelle e come psicologa l’ho studiata per molto tempo; per questo ho iniziato a dare il mio supporto a chi desidera iniziare questa avventura e a chi è interessato ad un percorso di Travel Coaching.

 

I miei audiolibri per Audible

 

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Policy del Sito:

Sul mio sito parlo solo di luoghi che visito e conosco in prima persona e quando penso di potervi dare un valore aggiunto, questo è il mio lavoro full time, all’interno del sito sono inseriti link di affiliazione, questo significa che se prenoti da un mio link io guadagno una piccola percentuale, quello che paghi tu non è aumentato in nessun modo, e al tempo stesso supporti il mio lavoro. Io sono affiliata solo a prodotti che conosco e che uso in prima persona, consiglio solo quello che faccio.

 

 

 

Il mio servizio televisivo su X-Style durante il mio primo viaggio a Cape Town

 

 

 

Nel 2012 sono stata ospite di Alle Falde del Kilimangiaro condotto da Licia Colò

62 comments on “Chi Sono
  1. Complimenti grandissimi da una persona, di trieste che vede in lei ciò ke non ha saputo fare nella vita. diventare una psicologa e viaggiare, ma soprattutto da sola, come sono ormai da 15 anni (vedova) . Ci ho provato, giuro che ho sofferto più che a starmene a casa al calduccio. Forse è troppo tardi per cambiare ho 68 anni , non ci credo di averli, non so invecchiare. Ho fatto l’attrice e mi sento ora, sconfitta dalla vita, o incapace di vivere. Per questo mi complimento ancora e le auguro ancora….milioni di kilometri di felicità. Renè millo. P.S. scusi lo sfogo

    1. Signora non è assolutamente troppo tardi, c’è un viaggio per ogni età e per ogni stato mentale. Io credo che lei abbia bisogno di una spinta per riacquistare un po di fiducia e di serenità, mi scriva, magari posso aiutarla nello specifico, altrimenti a cosa servono gli psicologi-viaggiatori 😉

  2. Ciao Francesca sono Alessandro e ti scrivo da Bari. Ti ho appena vista in Tv e mi hai incoraggiato in questa comune passione. Parto quasi sempre da solo e sono felice di sapere che non sono l’unico e che mi devo liberare da quella falsa vergogna di farlo visto che la gente lo vede male. Come se non avessi amici per partire o non amassi la compagnia. La storia di ripercorrere il viaggio della nonna, poi, mi ha fatto venire letteralmente la pelle d’oca. Grazie. Ti abbraccio. Alessandro Sciannameo. Bari.

    1. Sei sicuro che sia la gente a vederla male o tu a pensarlo? Se sai quello che stai cercando e che vuoi vivere non hai paura di sembrare “sfigato” anche perchè non lo sei! Sei solo uno che va dritto all’obiettivo! Spero di averti ispirato e che tu mi manderai presto le tue esperienze di viaggio in solitaria!

      1. Scusa se rompo l’idilio, ma si rischia di diventare stucchevoli ed ingenui:
        se uno/a ha la possibilità di viaggiare in compagnia e sceglie di viaggiare da solo/a è un conto;
        se uno/a, pur volendolo, non ha la possibilità di viaggiare in compagnia, perchè non ha amici, ha difficoltà di relazione o non trova mai chi vuole condividere con lui/lei, è un altro conto.
        Nel primo caso probabilmente si sentirà bene ed il suo viaggio sarà appagante e formativo;
        nell’altro caso potrà essere triste ed il suo viaggio frustrante e controproducente.
        Per uno/a che, fuori dai viaggi, ha una vita di relazione soddisfacente, viaggiare da soli è un lusso.
        Per uno/a che, fuori dai viaggi, pur desiderandolo, non ha una vita di relazione soddisfacente, viaggiare da soli è una necessità.
        Come in altri aspetti della vita, tutto si incentra sui bisogni (Maslow e la psicologia insegnano) ed il loro soddisfacimento, e quindi sul “poter scegliere”.
        Poi lo sforzo di superamento, o come si dice in altri ambiti di “sublimazione” dei bisogni, che ci fa uomini, è un discorso diverso, ma il tutto è appunto meno ingenuo e semplicistico (e qualche volta meno romantico).
        Un saluto, comunque, di simpatia e apprezzamento.

        1. Ciao Massimiliano, ti ringrazio per il contributo, ma non sono pienamente d’accordo con te; credo che per una persona timida con difficoltà nelle relazioni sociali viaggiare da soli sia una sfida importante e formativa. Molto spesso queste persone sono vittime di se stessi nel contesto in cui vivono, pur provando disagio nella loro condizione non riescono a trovare il modo e la forza per uscirne, mentre quando vanno lontano da casa, lontano da tutto e tutti possono liberarsi delle catene che si sono auto inflitti. Spesso i viaggiatori solitari vengono coinvolti dall’entusiasmo e dall’energia di altri viaggiatori, senza neanche rendersene conto. Ad esempio in ostello, magri tu sei al tuo pc a scrivere, ti si avvicina qcn e ti dice “vieni stiamo andando tutti al bar difronte” e tu ti ritrovi a bere con 6 ragazzi di nazionalità diverse mai visti prima. Se il contesto ti da stimoli diversi anche l’idea che tu hai di te stesso può cambiare e ti può aiutare a fare cose che non pensavi di riuscire a fare da solo. Non so se tu hai mai viaggiato in solitaria, magari per lunghi periodi, io (forse è deformazione professionale) amo ascoltare le storie delle persone che incontro e ti assicuro che ho conosciuto ragazzi che prima di viaggiare erano decisamente disadattati.

          1. Cara Francesca, mi rendo conto che la mia osservazione si è spinta un pò in là, e non voglio annoiare con i distinguo. Ho voluto contribuire volutamente “demitizzando” queste situazioni di viaggio, anche per rendere un pò di sollievo a quelle persone che le guardano con ammirazione, ma al tempo stesso con il rammarico del sentirsi inadeguati. Ho viaggiato abbastanza, certamente non con la media dei giovani oggi, più spesso da solo che in compagnia, certamente non per periodi lunghi come i tuoi: le situazioni che hai descritto le ho vissute, ma non sempre è capitato quell’ “andiamo al bar a prendere qualcosa insieme”, così come non capita sempre che l’entusiasmo e l’energia dei viaggiatori si dirigano verso la persona più timida. Negli Ostelli c’è un gran via vai, tutti sono molto occupati col loro progetto di viaggio, pochi sono da soli e ci si raggruppa molto per nazionalità. Capita sicuramente di fare amicizia (anche se non è garantito), ma spesso è la qualità a latitare: scambio di convenevoli, chiacchierate più o meno lunghe, anche una cena di gruppo, ma di racconti coinvolgenti di vita e di un vero interscambio non ricordo granchè, e le amicizie vere, quelle che poi ti porti dietro per la vita, lo stesso. Certamente c’è un arricchimento umano e culturale, ma alla fine sei andato da solo e da solo torni, forse con qualche contatto in più (che nel 90% dei casi rimarrà tale). Concludendo, partendo dal presupposto, penso condiviso, che lo stare da soli deve essere una parentesi, se avevi amici a casa, ti consolerai (ed inconsciamente lo avevi già fatto) col raccontare loro quanto sei stato bravo, aperto ed in gamba ad “essere andato in giro per il mondo da solo”; se non ne avevi, ma anzi li cercavi (ed il viaggio era un’occasione), ritornerai più sconsolato (e più al verde aggiungerei) di prima, e com molte certezze ed entusiasmo in meno.
            P.S. Il viaggio, così come lo stare “veramente”, da soli, secondo me è per pochi. Sono persone che hanno fatto i conti con sè stesse e con la vita e hanno affrontato realmente sofferenza e solitudine, e sono alla ricerca febbrile di un senso ultimo, senza avere nessun paracadute. Il resto è un “fare esperienza”, anche al limite, appuntarsi una medaglia sul petto e pregustare il momento di mostrarla agli astanti, in un contesto, già prefigurato, di benessere ed agio.
            Sempre con stima e simpatia.

  3. Non faccio ideologia riguardo al viaggiare da solo come un qualcosa di più interessante di altre. Sono d’accordo con Francesca che sia un’esperienza da provare ma che non ci esonera dalla “responsabilità” ontologica di dare un senso a tutto ciò che facciamo, in compagnia o da soli. Una persona vuota è vuota sia in compagnia sia con se stessa.

  4. Complimenti! Sono già molti anni che,prima per lavoro poi per piacere, viaggio da solo.Mi piace scoprire i paesi viaggiando in macchina…si proprio in macchina.Con questo mezzo giro nei paesi dell’est europeo…e sempre da solo vado alla scoperta di tutto quello che non è troppo conosciuto;dalla Polonia passando per l’Ucraina,Moldavia,Ungheria,Romania,Bulgaria e tutta l’ex Jugoslavia.Attualmente sono in Romania,sempre per lavoro,ma appena posso(nei weekend)prendo la macchina e vado.,quando vedo qualcosa che attira la mia curiosità mi fermo,e questo lo posso fare solo girando da solo,senza dover discutere con nessuno.Ciò non toglie che faccia delle amicizie nei posti dove ritorno più spesso,mi ritengo un solitario anche se ho avuto una famiglia.Vivo da solo ormai da 10 anni e non mi trovo in difficoltà davanti a niente,prima dipendevo da orari obblighi e abitudini,adesso mi sento libero,libero di essere come mi sento al momento,libero da convenzioni e ipocrisie.Perciò capisco cosa spinge una persona a viaggiare da solo/a;quando viaggio con la macchina mi rilasso,rifletto mi sento perfettamente a mio agio…dunque condivido e consiglio di provare a viaggiare da soli,si fanno molte conoscenze e prima di tutto la nostra,quella più profonda e vera.

  5. Sono sempre stato un amante dei viaggi,sono sposato e con mia moglie abbiamo fatto per tanti anni viaggi insieme,interessanti e spesso avventurosi come in Nepal,Birmania,Sry Lanka,Malesia,tutti viaggi non organizzati,volo e poi avventura…….Lei però purtroppo da un pò di tempo ha problemi fisici e una madre anziana che non potrebbe abbandonare per settimane.Abbiamo deciso che io ogni tanto farò un viaggio da solo,perchè per me rinunciare all’emozione del viaggio sarebbe troppo difficile.Ho 66 anni ma sono adattabile,resistente al caldo e al freddo e dotato ancora di energia.Ho viaggiato da solo quando avevo 20-30 anni,in Israele,Africa,Stati Uniti.Ovvio che condividere un viaggio in due è molto bello ma ci si deve sempre adattare alle esigenze dell’altro.Oggi a un uomo della mia età ancora in forze che mi consigliereste come meta? Consiglieresti di partire solo o con amici improvvisati di questo sito? Sarebbe un’idea anche se andrebbe contro ciò che ho sentito oggi a Kilimangiaro.Amo anche navigare,andare in treno ,o in autobus…..un’idea me la suggerireste ? Anche se io bene o male ne avrei qualcuna….

    Grazie tante.Federico.

    1. Credo non ci sia un limite di età per viaggiare o per viaggiare da soli, da quello che mi racconti tu sei un vero viaggiatore. Mi sembra bellissimo che tu voglia provare quest emozione anche se tua moglie non ti può accompagnare e a dire il vero credo che farlo aiuti anche il vostro rapporto di coppia. Personalmente ritengo che se si viaggia con qcn a cui si vuole bene vale la pena scendere a compromessi, ma se si deve viaggiare con compagni di viaggio improvvisati meglio evitare. Se hai voglia e hai energie viviti la tua avventura, cerca luoghi aggregativi, dormi a casa di locali, e vedrai che non ti sentirai solo. Se poi ti piace navigare potresti pensare di andare in Caicco o in Antartide come ti dicevo non saresti solo, ma sceglieresti tu ogni giorno con chi condividere le tue emozioni. Se hai bisogno di più info, scrivimi in privato.

  6. Ciao Francesca vorrei chiederti un consiglio su Instambul.
    Vorrei andarci a natale, certo per soli 10 giorni, ma il lavoro e altri impegni mi impediscono ora di viaggiare per più tempo. Questo è l’inizio , nel senso che sono partita da sola ma per raggiungere qualcuno, in giro per il mondo; questa sarebbe la mia 1 esperienza.
    Complimenti per le foto in Bolivia, bellissime!! Ho provato grande nostalgia ci sono stata e ho vissuto in un orfanotrofio vicino a Santa Cruz!
    Grazie e a presto
    Sara

  7. Se mi puoi mandare link utili per la notte e se il fatto che parlo l’inglese come Totò mi potrà creare problemi, Che guida hai utilizzato?
    Grazie mille

  8. Ciao Francesca,
    voglio aggiungermi al tuo blog tra i viaggiatori in solitaria e malgrado qualche uscita con amici, credimi che il richiamo a viaggiare da sola è sempre forte. E’ proprio vero che non sempre viene condiviso dagli altri, che non sanno quello che si perdono! Io lavoro nel turismo, sempre in mezzo a tanta gente e il bisogno di staccare veramente la spina e stare sola, mi aiuta a rafforzarmi dentro, a non scoraggiarmi mai e a darmi la carica per ripartire.

  9. Leggendovi sono tornato indietro di qualche anno quando anch’io ero un bravo ragazzo.( non ci credere ,è il mio modo ironico di definirmi di quando ero ventenne ,quaranta’anni fa, non perchè lo fossi veramente).-
    Assieme ad un mio compagno di scuola con la mia cinquecento F comprata di terza o quarta mano, ne ho fatto di chilometri, ho girato mezza europa, per ultimo sono arrivato fino a Petra ,attraversando la ex jugoslavia,Grecia,Turchia,Siria,Giordania Libano e ritorno.-
    Ma quello che mi ha lasciato un segno indelebile è quello che ho fatto in solitudine assieme alla mia Yamaha 650 (sempre terza o quarta mano) come consueto armato di sacco a pelo ,canadese ,zaino e tanta tanta voglia di libertà ,ho fatto tutta la costa della ex jugosclavia in compagnia di me stesso in compagnia delle mie modeste risorse in compagnia delle mie scelte e mie decisioni io e solo io .-
    quella solitudine di dava una sensazione profonda che non dimenticherò mai perechè ho percepito momenti
    oserei dire di felicità si perchè per me la felicità sta nel sapere apprezzare le cose che hai .-
    L’anno successivo mi è andata male, avevo programmato uno pseudo viaggio nella costa mediterranea sempre in solitudine con la moto ;Tunisia, Algeria,Marocco,Spagna,Francia e rientro in Sicilia, la mia terra.ma purttroppo una sera sulla spiaggia di Skikkida in Algeria ,stanchissimo mi fermai per dormire (ero solito dormire nelle spiagge, nelle piazzole di sosta e al massimo in campeggio,) mi trafugaroni lo zaino che avevo lasciato in moto, e mi fregarono i documenti , fortunatam,enmte non i soldi perchè li avevo addosso, cosi fini il mio viaggio all’ambascita algerina mi hannofatto iun documento provvisorio necessario per il rimpatrio.-
    Sono andato fuori argomento, ma mi sonoi sfogato,,grazie…

    1. Che belle avventure, credo che viaggiare 20 anni fa doveva essere un’altra cosa e poi davvero coraggioso, ti va di scrivermi quale esperienza che ti ha colpito particolarmente, nel bene o nel male , così la pubblico, potrebbe essere d’aiuto a molte persone.

  10. Ho 56 anni e vivo in Svizzera. Ho già fatto sette viaggi da sola, che mi hanno aiutato ad acquistare sicurezza, mi hanno fatto crescere e mi hanno permesso di fare una pausa dalla famiglia (marito e due figli). Tornavo dai viaggi con una carica e un ottimismo incredibile. Certo che e sempre anche una sfida personale! Certo che non e sempre ovvio trovare la strada giusta, oppure il mezzo pubblico (o il biglietto) giusto. E bisogna stare molto attente di non farsi truffare, perché una donna e pur sempre più vulnerabile (soprattutto negli occhi degli uomini del 2 e 3 mondo!). In tanti paesi lo stato della donna e ancora a un livello molto basso. L’uguaglianza non ha raggiunto tutte le parti del mondo. Però posso dire che non mi sono mai, ma proprio mai sentita sola e non ho mai subito furti. Mi sembrava di avere le ali e mi sentivo molto, molto libera. In questo momento ho di nuovo ripreso ha partire insieme a mio marito, ciò che e bello, ma non quanto il viaggiare da sola.
    Mi permetto di dare un consiglio a tutti gli “greenhorn”: Bisogna sentirsi OSPITI e comportarsi come tali, avere rispetto delle persone, e adeguarsi all’abbigliamento ai costumi locali.
    Un cordiale saluta dalla Svizzera tedesca.

    1. Stupendo!una bellissima esperienza! sei la prova che non bisogna necessariamente viaggiare da soli da single. Cosa che io concordo in pieno e che ho sperimentato in prima persona. Perchè non ci racconti una tua esperienza di come hai gestito il viaggio in solitaria con l’essere sposata con figlie e come questo ha influito nella tua storia e nella tua vita. potresti essere d’ispirazione per molte persone. Mandamela via email se ti va! info@viaggiaredasoli.net

  11. Ciao francesca… ti ammiro x il tuo bellissimo spirito che condivido a pieno e che esce molto dai nostri canoni mammoni italiani . Viaggiare x me è una filosofia di vita che ho cominciato fin da piccolo con i miei genitori in giro x l italia. Poi a 17 è arrivato il mio primo viaggio in solitaria in girone il Quebec , Canada, x un mese… e di li qualche anno dopo nel 1995 il mio primo INTER RAIL in giro x tutta la scandinavia con partenza da solo …dico partenza xche in 31 giorni di viaggio ne ho trascorsi solo 1.5 da solo il resto sempre aggregandomi ad altre persone che conoscevo al momento…un esperienza fantastica che mi ha insegnato a seguire la mia strada senza aver paura del futuro o a far scelte di comodo….. e questo durante il viaggio mi ha permesso di completare tutto il giro della scandinavia conoscendo tante persone fantastiche senza fermarmi al primo posto per seguire e non perdere la compagnia della prima bella persona che ho incontrato …… Ancora oggi è rimasta come l esperienza di viaggio più entusiasmsnte . insomma ogni anno faccio almeno due o tre viaggi di cui almeno uno da solo e comunque sempre tutti all avventura comprando solo il biglietto aereo e generalmente noleggiato un auto con la guida in mano. Un Saluto di ammirazione .Mirko Faenza

  12. Ciao Francesca,
    ho seguito il tuo intervento alle Fande…. e mi sono consolata, perchè da quando ho cominciato a viaggiare da sola, mi prendono per pazza , ma… cosa c’e’ di meglio che scegliere ogni giorno in piena autonomia e libertà?
    io sono una donna di 52 anni single (divorziata) vivo a roma e finalmente dopo varie peripezie posso decidere la mia vita e i miei viaggi senza condizionamenti.
    la prima volta che sono partita sola non sapevo cosa mi aspettava se avrei sopportato il trascorrere delle ore in piena solitudine , ma una volta raggiunta l’isola tanto sognata ,Ustica ,ho capito che avrei ripetuto l’esperienza.Il silenzio i colori e i profumi dell’isola erano solo per me attraverso i miei occhi la mente si è riempita di sensazioni che non dovevo condividere ma che potevo imprigionare in me per sempre e portarle ovunque.
    Purtroppo le mete raggiunte finora sono in maggioranza in italia, mi sto organizzando per un viaggio che sogno da quando avevo 6 anni, e lo farò da sola.
    saluti LORELLA

  13. Ciao Francesca,
    Ho visto l’intervista complimenti 🙂 Istanbul e la Turchia dovrebbe essere il mio prossimo viaggio, quindi se avrò dei dubbi ne approfitterò :-))) per chiederti qualcosa.
    Un piccolo consiglio per superare i problema della lingua, sopratutto dove anche la scrittura è molto diversa, mi riferisco a paesi dove vengono usati alfabeti che non hanno niente a che vedere con il nostro, la mia soluzione per avere meno problemi è quella di scrivere su un foglio le frasi tradotte nella lingua del paese, che interessano per il viaggio, per esempio:
    “Vorrei un biglietto di seconda classe per ( questo lo lasci vuoto e inserisci volta per volta il luogo)”
    Per tradurre le frasi grazie a internet non è un problema, per esempio possono essere di aiuto le persone che si possono conoscere in “Couchsurfing”, se proprio non si riescono a trovare le persone che lo traducono, si può arrivare nel paese e si approfitterà della prima persona che sa l’Inglese :-))))
    oaiC oaiC
    Lorenzo

  14. Gentile Francesca,
    Le scrivo dallo Studio Mailander, ufficio stampa dell’Ente Nazionale del Turismo della Serbia, per chiederle se è possibile avere un indirizzo email per mandarle una comunicazione.
    grazie!
    cordiali saluti

  15. ciao, non posso che farti tanti complimenti per la bellissima scelta di esplorare questo magnifico pianeta…mi auguro che il Perù ti abbia dato quello che cercavi.
    ciao e buen viaje.
    Michele M.

  16. Ciao Francesca, mi chiamo Alessandro e sono un ‘ragazzo’ Bolognese di 29 anni. Faccio parte di coloro che vorrebbero tanto viaggiare, ma non hanno la compagnia per farlo. Da questo, cercando su google, ho trovato il tuo sito e navigandolo mi sono posto curiosità e dubbi. La prima domanda è qualora intraprendessi un viaggio in solitaria, se continuerei a sentirmi solo come prima..o peggio più di prima. La curiosità più grande è testare il mio carattere; è vedere se lontano da tutti e da tutto ciò che ci conosce, riusciamo a reinventarci scoprendoci diversi da ciò che noi stessi ci immaginevamo.
    Ti vorrei chiedere un consiglio. Come primo viaggio da soli, quale meta consiglieresti al sottoscritto? ho 29 anni, conosco oltre l’italiano solo l’inglese (e nemmeno brillantemente). Vorrei abbinare alla possibilità di vedere posti nuovi, anche l’occasione di fare nuove conoscenze. il periodo per il viaggio sarebbe tra fine luglio o agosto. Quale posto mi consiglierebbe?
    Grazie

    un saluto affettuoso

    Alessandro

    1. Ciao Alessandro, ti assicuro che non ti sentirai solo. Ti consiglierei di buttarti davvero in un’esperienza intensa, di andare in un posto realmente diverso,puoi pensare all’Asia, è molto economica e con l’inglese puoi girare tranquillamente. comunque se ti interessa saperne di più faccio un workshop sul travel coaching a giugno

      1. L’Asia? mi ha sempre attratto un mondo andarci. Un po’ per la loro cultura e, connessa a questa, la diversità del modo di vivere rispetto a noi occidentali. Purtroppo nel periodo mio a disposizione, fine luglio-agosto, pare che di mete asiatiche papabili vi sia molto poco a causa della stagione delle piogge che incombe su buona parte del continente. Il Giappone non sfugge a questa dinamica meteorologica, paese che più di tutti da sempre mi affascina, ed inoltre avrei molti problemi con l’inglese (ho visionato il tuo video quando sei stata ospite alla trasmissione il kilimangiaro). Tuttavia spulciando per bene fra le varie alternative, l’occhio mi è balzato sul Singapore dove pare il periodo luglio-agosto sia il migliore per andarci. Bali potrebbe dunque essere un’idea concreta. Ora ipotizzando un soggiorno di una settimana (o meglio 10-14gg? visto anche che il viaggio non è poca roba..), secondo te (ti sto continuando a dare del ‘tu’ per comodità, perdonami eventualmente), riuscirei a spaziare anche a Lombok, o comunque a stilare un ‘piano di battaglia’ ampliato oppure sarebbe chiedere troppo?
        Il progetto ora è totalmente da sviluppare e si trova in una scoraggiante fase embrionale allo stato attuale, inoltre mi riesce difficile potermi organizzare con raziocinio venendomi a mancare molte delle risposte alle domande che affollano la mia mente. Inoltre essendo già a maggio non c’è nemmeno molto tempo per pensarci se si vuole partire per luglio-agosto. Dovrò darmi una mossa!
        Ti ringrazio per l’invito al workshop, ti assicuro che in questi giorni valuterò la possibilità di parteciparvi. Oltre ad essere un’esperienza formativa per il viaggio, potrebbe rivelarsi un’occasione utile anche per stringere contatti con persone nuove che, per vari motivi, hanno deciso di radunarsi nell’intento futuro di ‘viaggiaredasoli’.

        Grazie Francesca, ti ringrazio per il tempo speso a leggermi e a rispondermi..sei molto gentile!

        un abbraccio

        Alessandro

  17. sono stressatissima in questo periodo… e con un bisogno assurdo di ritrovare anche me stessa… dovrei proprio partire da sola, ma ho una gran paura, non sono abituata!… e nonostante sono molto socievole… ho difficoltà ad inserirmi in gruppi di persone che non conosco quindi ho paura di stare anche peggio…consigliatemi!!!

  18. Salve Francesca , ho trovato questo sito per caso e mi ha incuriosito . Anch’io vorrei diventare una psciologa , ma allo stesso tempo sto sviluppando una passione sempre più grande per i viaggi . Sono quel tipo di persona che non smette mai di curiosare e che ha un grande sete di conoscenza .Ovviamente tutto sembra più bello nei libri , nei romanzi ,nella nostra immaginazione ma io sono determinata a inseguire questo sogno . Ultimamente guardo le altre persone con un certo disgusto , vedendo quanto siano superficiali e prevedibili . Raramente trovo persone che siano veramente speciali e che valgano il mio tempo. Inoltre mi piace studiare le lingue , quindi è un punto a mio favore. Comunque senza dillungarmi troppo concludo col dire che la ammiro , e spero che presto ( mi sembra che il tempo passi troppo in fretta e che non abbia concluso ancora niente 😀 lo so , è un pensiero un po’ contorto da avere a 18 anni ) la mia vita prenderà una svolta diversa e riuscirò a realizzare tutti i miei desideri .

    1. ci sono persone sensibili anche a 18 anni, ti preannuncio che la tua vita sarà più “dura” delle altre… ma è il tuo destino.
      Ti do un consiglio i tuoi desideri trasformali in obiettivi e poi raggiungili.

      1. ciao
        ho trovato qs blog solo ora..lascio cmq un commento e chiedo un consiglio. L’anno scorso ho fatto un piccolo viaggio sola per festeggiare il mio 50°anno…premetto che sono sposata e ho 3 figli ma il lasciare casa con tutti gli annessi e connessi mi ha liberato la mente e questo mi ha rafforzato…ho fatto qcs di semplice xchè ho disturbi alla schiena a cui devo stare molto attenta e come primo viaggio sola avevo qualche timore quindi ho deciso di piazzarmi in centro a Siena e da lì partire per visitare città e dintorni…ho riscoperto il mio inglese xchè essendo maggio c’erano in giro solo americani…insomma condivisione totale di bella esperienza. ora invece la richiesta: se volessi muovermi ancora qs anno per 3/4 gg partendo da Brescia (la mia città) e cercando pvviamente una città “sicura” (come mi sono sentita a Siena anche di sera) quale città mi indicheresti??? grazie mille …e…ognuno di noi ha la propria storia alle spalle nonchè paure e desideri quindi il viaggiare soli ti fa affrontare tutto restituendoti forza e sicrezza….ciaoooo. monica

  19. Vorrei fare un viaggio da sola in Italia però vorrei un suggerimento da voi. Mi piacerebbe fare la Sardegna.

  20. Mi piacerebbe organizzare gruppi per visitare paesi esteri soprattutto Asia, America, Africa e Australia.

  21. Ciao,ho 32 anni,ho viaggiato molto, ma mai da sola e vorrei provare quest’esperienza anche se ho paura. Vorrei vedere la Grecia,girarla in una decina di giorni. Ho paura perchè non parlo bene l’inglese e ho anche paura di sentirmi sola. Cosa mi consigliate? Forse è meglio un posto più facile x iniziare,tipo l’italia stessa o la spagna (dato che parlo bene lo spagnolo)?

    1. La Grecia è facilissima, bene o male le persone capiscono l’italiano e poi nn tutti parlano inglese, sono mediterranei ti capiranno. Magari usa le vacanze per fare un corso on line d’inglese

  22. Ciao! Sono una ragazza di 20 anni e i miei sogni sono studiare psicologia e viaggiare, due cose che ho sempre pensato impossibili da conciliare finché non mi sono imbattuta nel tuo sito web e sono rimasta incantata!Vorrei quindi chiederti qualche consiglio per quanto riguarda il percorso di studi più adatto a questo scopo. Anche io ho sentito parlare della programmazione neuro linguistica e vorrei provare a seguire un corso, secondo te ne vale la pena?
    Ho una nuova speranza!
    Grazie

    1. Ciao Marzia, si certo un corso SERIO di PNL è molto utile, se ti interessa la psicologia turistica vedi di seguire un ateneo dove è prevista, tipo Padova, Udine, o Roma dal 2016 e poi viaggia! Molti hanno un approccio solo accademico, la differenza sta nel provare le cose sul campo.

  23. Ciao e fin da subito : complimenti!

    Sono arrivato a scoprire questo sito grazie ad una tua recensione (molto intelligente e brillante!) sul libro dedicato a Frida Kahlo di Pino Cacucci ! Ed altrettanto interessante è il tema “viaggiare da soli”. Fin da ragazzo ho viaggiato molto da solo (prima di compiere 18 anni avevo già viaggiato dal profondo nord dove vivo fino in Sicilia e l’anno dopo in Sardegna da solo, in autostop; poi a 18 anni in Grecia sempre in autostop) ed ho sempre ritenuto come te (e come molti frequentatori di questo sito) un modo straordinario sia per conoscere in modo non superficiale le persone dei luoghi visitati sia per conoscere “meglio” se stessi … E dopo molti anni ancora spesso viaggio molto da solo : per lavoro (organizzo eventi per la promozione dei vini piemontesi in varie località del mondo) ed anche, ovviamente , per piacere !!! Non credo di essere riuscito a visitare 60 paesi (ma tu davvero li hai visitati? sei perennemente in viaggio :.))) ma non mi stanco mai di partire, di “andare”, di vivere il viaggio ancor più della meta …E non riesco a smettere di credere che ogni borgo del nostro “bel paese” ed ogni angolo dei vari continenti possa regalare emozioni intense e aiutarci a capire noi stessi e il resto del mondo, a crescere … Il tema dunque è “viaggiare da soli” …e mi sorgono alcune domande che lancio a te (e ai tuoi followers): ma davvero per riuscire a “vivere appieno un luogo” è necessario viaggiare da soli? E come si fa se si è in una relazione di coppia? (nel senso il/la partner che deve fare? starsene a casa? viaggiare anch’essa da sola?) . Ed inoltre: solo a me, che continuo a non guarire dall’essere uno spirito romantico (del resto, converrai, che i viaggiatori intelligenti sono per definizione “romantici”) , di fronte a qualche meraviglia di luogo o a qualche affascinante storia sopraggiunge il desiderio di “condividere” cotanto incanto ? Ah quanti dubbi ci riserva la vita ….

    Ps trovo affascinante che tu abbia fatto di questa cultura, di questo approccio al “viaggiare da soli” la tua professione … Ho dedicato la mia attività professionale a operare perché le persone potessero trovare una “propria professione” appagante e a invitare i giovani talenti perché inseguissero questo principio ed ecco che appari tu, con questo sito e questa attività ! Sei un affascinante mito 🙂 Brava!

    1. Grazie sei gentile, mi fa piacere che ti piaccia quello che faccio. Risondendo alle tue domande:
      1. si ovviamente ho visitato davvero 60 paesi
      2. Se si è in coppia ci sono diversi scenari, ovviamente si viaggia con il compagno se si ha modo, ma il viaggio non necessariamente può essere vissuto in un solo modo, si può comunque ogni tanto viaggiare per conto proprio, se si ha più tempo, si può restare dei giorni in più da soli, credo che ognuno abbia la propria ricetta.
      3. Quanto a condivisione, per la maggior parte dei casi, condividi con chi incontri nel posto.

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