10 Cose da vedere assolutamente tra Baia e Bacoli – Napoli

Francesca Di Pietro Pubblicato il

Ci troviamo a circa mezz’ora da Napoli, vicino al golfo di Pozzuoli in una delle zone più importanti dell’epoca romana, ma che ai giorni nostri è ancora poco conosciuta ai non campani.

Luogo molto misterioso, con le sue bocche verso il sottosuolo, i suoi tanti laghi, antiche caldere, panorami mozzafiato e testimonianze storiche che vi lasceranno a bocca aperta.

Durante la mia esplorazione della zona non ho avuto difficoltà a trovare le stazioni di Ener Gas, che servono il Sud Italia in modo capillare, con il mio pieno di GPL ho anche potuto ridurre al minimo i costi di trasporto.

10 Cose vedere assolutamente tra Baia e Bacoli:

1.     La Piscina Mirabilis:

la più grande cisterna monumentale romana, interamente costruita in tufo, poteva contenere fino a 12.600 metri cubi di acqua. Serviva per approvvigionare la marina militare romana che all’epoca era ormeggiata nel porto di Miseno. L’acquedotto raccoglieva acqua dall’avellinese e la portava fino alla costa percorrendo più di 100 km. È rimasta attiva fino al V secolo d.C., poi l’acquedotto augusteo fu distrutto ed è rimasta nello stesso stato in cui è ora. È possibile visitarla durante il weekend o con delle visite su prenotazione gli altri giorni.

 

2.     La Casina Vanvitelliana

Sorge nel bel mezzo del Lago del Fusaro quella che nel settecento era la riserva di caccia e pesca della famiglia reale borbonica. Fu creata in primo luogo come casino di caccia, in stile Barocco, fatta da Carlo Vanvitelli, l’architetto della Reggia di Caserta per fare il punto. Nei secoli divenne una residenza per ospiti illustri della casa reale. Fu usata a tale scopo anche in epoca più recente infatti vi soggiornò anche il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Al piano terra c’è una grande sala circolare piena di vetrate dove si svolgevano gli incontri di gala, al piano superiore c’erano le stanze private dei regnanti, con soffitti magnificamente affrescati.

3.     Parco Archeologico delle Terme di Baia

Che comprende più strutture, tutte di grande importanza storica ed architettonica. La zona di Baia per secoli è stata la meta di villeggiatura di imperatori e nobili romani, per questo motivo troviamo edifici e testimonianze così importanti pur molto distanti da Roma. La maggior parte degli edifici delle terme si chiamano “templi” anche se sono veri e propri edifici termali come le Terme di Mercurio, di Venere, di Diana e le terme della Sosandra. Il mio preferito è quello che resta delle Terme di Diana, vedrete anche dalla strada una enorme cupola ellittica, in parte crollata; è la seconda cupola più grande della storia romana, la più grande dopo il Pantheon.

 

4.     Il Castello Aragonese di Baia

I primi a costruire in quel punto furono i romani, poi gli Aragonesi nel 1495 decisero di erigere una fortezza che potesse proteggere la costa. Infatti da quel punto si può controllare l’accesso dal mare di tutto il Golfo di Pozzuoli e vedere Cuma, Procida e Ischia. Un secolo dopo, quando Napoli passò sotto il dominio spagnolo, fu ulteriormente ingrandito. Nel ‘900 divenne prima carcere militare e poi dopo la Prima Guerra Mondiale un orfanotrofio. Al momento è sede del Museo Archeologico di Campi Flegrei, dove sono custoditi tutti i ritrovamenti più importanti fatti in quest’area, ci sono prevalentemente statue di grande pregio e importanza.

 

5.     Il Parco Sommerso di Baia

Come dicevamo prima questa era la zona preferita dagli imperatori augustei, ognuno di loro intorno al II secolo a. C. vi fece costruire una residenza estiva. Come purtroppo sappiamo bene, questa zona è altamente sismica, e nei secoli fu vittima di bradisismo, un movimento vulcanico che porta allo sprofondare del terreno, così la costa “romana” precipitò sott’acqua. Queste ville furono ritrovate pochi secoli fa quando si volle rendere più accessibile il porto di Baia. Sul fondo marino vediamo resti di ville, mosaici, colonnati, statue, tutte coperte ed inglobate dalla vegetazione marina. Vi consiglio di fare un’immersione per goderne a pieno, è un sito molto facile, si scende solo a 5mt, altrimenti è possibile fare un giro in barca con barche con la chiglia trasparente.

6.     Passeggiata lungo il Lago d’Averno

Il Lago d’Averno è un lago vulcanico di grande importanza mitologica, sia per i greci che per i romani, simboleggiava le porte dell’Ade ossia dell’Oltretomba, citato anche da Virgilio nell’Eneide. Il motivo originale è perché le sue fumarole tossiche, facevano in modo che gli uccelli non lo sorvolassero mai perché disturbati dai gas. Il Lago ha diversi resti romani lungo le sponde de è possibile percorrerne tutto il perimetro con una piacevole passeggiata pianeggiante. In questo momento è di un colore che tende al rosa, purtroppo non per una buona ragione la causa è di una fioritura di un’alga dovuta all’inquinamento.

7.     L’antro della Sibilla

Vi sarà sicuramente successo di sentir parlare almeno una volta nella vita, della Sibillla Cumana, la veggente che leggeva il futuro, parliamo infatti della somma sacerdotessa di Apollo risalente al periodo ellenico di questa cosa. Anche Virgilio ne parla nell’Eneide e ne racconta addirittura il suo antro, per questo motivo nei secoli successivi è stato romanticamente ricondotto ad un’antica galleria militare che ricordava il testo virgiliano.

Quello che oggi viene individuato come Anto della Sibilla si trova all’interno del Parco Archeologico di Cuma, originariamente una galleria militare sannitica, che assunse l’aspetto attuale in età romana. Ci sono aperture laterali che conducevano a cisterne ed alcune aperture verso l’esterno che le conferiscono una luce molto particolare e misteriosa.

8.     Il Parco Archeologico di Cuma

La città di Cuma fu il primo insediamento ellenico della nostra penisola, il sito archeologico al momento copre una superficie di 50 ettari ed è a livello macroscopico diviso in due aree principali: una parte più alta composta dall’Acropoli, la Torre Bizantina con il Belvedere, la Terrazza Inferiore, tradizionalmente denominata Tempio di Apollo, e la Terrazza Superiore sulla sommità del Monte di Cuma, denominata Tempio di Giove. Ed una parte più in basso, nella quale non sono ancora terminati i lavori di valorizzazione composta prevalentemente da edifici di epoca romana quali il Foro, le Terme del Foro, la Crypta Romana, l’Abitato, la Porta Mediana, la Necropoli Monumentale.

9.     L’Arco Felice

Porta monumentale d’ingresso della città di Cuma, alto 20 metri e lungo 6 metri, l’arco fu realizzato sotto l’imperatore Tito Flavio Domiziano intorno al 95 d.C. Questa zona deve molto a Domiziano, lo si nota dal nome della strada usata ancora oggi che collega Roma con Napoli passando da Pozzuoli, che un tempo era uno dei centri commerciali più grandi dell’impero. Per quanto sia assurdo da pensare, è ancora oggi usato come ingresso nel quartiere di Arco Felice, ci si passa senza alcuna protezione in macchina, anzi la leggenda dice che se mentre passi sotto l’arco dai un bacio alla persona che ami rimarrete insieme per sempre

10.  Le stufe di Nerone

Che i romani amassero le terme è risaputo, in questo lato di costa, essendo zona vulcanica ci sono molte “fumarole” ossia sfiati del grande vulcano di Campi Flegrei, alcune sono troppo calde per essere utilizzate, altre rappresentano un punto perfetto dove costruire delle terme naturali. E così oggi come allora nella zona di Baia si può godere del vero benessere termale con una giornata, alle Stufe di Nerone. Non sono una spa, non ricercano il lusso, è un luogo autentico, dove quello che ti fa bene è proprio l’acqua! Ci sono diverse piscine a diverse temperature e la sauna naturale più bella del mondo, ti sembrerà davvero di entrare nella bocca dell’Ade.

 

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 75 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi edito Feltrinelli.

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