Il viaggo è sempre un momento di crescita e di confronto, se è fatto in solitaria poi questo discorso potremmo dire che sia moltiplicato.

Ecco 9 cose che ti succedono solo quando viaggi da solo:

1. Potrai incontrare gli stranieri più gentili

La quantità di volte che ho incontrato gli stranieri più generosi e disponibili durante i miei viaggi da sola è incredibile. Infatti, dal momento in cui lascio casa, le cose buone sembrano accadere una dietro l’atra e tutto grazie alla gentilezza degli estranei. Ho incontrato gente che ha cambiato tragitto solo per accompagnarmi in macchina in ostello, persone che si sono offerte di mostrarmi la loro città nel tempo libero, di invitarmi ad una cena di famiglia, a farmi giocare il sabato sera con le zie e le nonne e potrei andare avanti così per ore. E direi che anche noi ci trasformiamo nella versione più gentile di noi stessi, l’anno scorso a Semuc Champey, in Guatemala, ad un ragazzo canadese si era smagnetizzata la carta di credito e non aveva più soldi né per mangiare decentemente né ovviamente per visitare il bellissimo sito naturale, e così gli ho pagato io l’entrata, una ventina di euro circa. Qualche giorno dopo l’ho rincontrato ad Antigua dove mi ha resisituito il denaro prestato.

La gentilezza degli estranei è, spesso, solo qualcosa che si incontra quando ti esponi agli altri, e viaggiare da solo è la chiave di questa apertura.

2. Si diventa impavidi

Direi che non c’è nulla di più spaventoso di imballare la tua vita in uno zaino, abbracciare gli amici e familiari e di partire per un viaggio in solitaria. Si sta dicendo addio a un comodo stile di vita, sicurezza, grandi amicizie e il nostro senso di appartenenza. Da solo è un ottovolante assoluto di un’avventura che vi costringerà ad affrontare i profondi timori che tutti abbiamo.

Ho dovuto usare latrine avendo la torcia in testa per essere sicura che non fossi morsa da ragni insetti strani. Ho dovuto controllare le mie scarpe per ragni velenosi. Sono andata a bar da sola, al full moon party da sola, ha trovato ostelli da sola, ho contrattato e comprato oggetti di prima necessità usando solo i gesti e mi sono abbastanza disperata nella metro di Tokyo perchè non capivo il sistema delle uscite. Sono stata male più di una volta senza avere nessuno a cui chiedere di portarmi da mangiare o da bere.

Da solo ti trasformerai in un essere umano senza paure, o quanto meno senza molte di quelle che prima avevate.

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3. Si diventa più tolleranti

Anche se viaggio dall’età di otto anni, prima avevo sempre una “spalla amica” alla quale appoggiarmi, che mi riportasse ad un luogo conosciuto e sicuro, poi quando ho iniziato a viaggiare da sola gli scontri e gli incontri con le culture diverse sono diventate la norma. Più ho viaggiato, e più persone interessanti  ho incontrato nel mondo, più tollerante sono diventata.

Sono fermamente convinta le persone che viaggiano, soprattutto quelle che viaggiano da soli, diventano alcune delle persone più tolleranti che si possano. Il viaggio ti insegna che ognuno è diverso. Ti rendi conto che non c’è sempre un diritto e un rovescio, non importa quanto forte si può sentire quello che noi chiamiamo “cultura” o educazione. La nostra cultura è nostra solo a casa, in viaggio si cerca di capire le altre anche se i comportamenti altrui sembrano scortesi o intollerabile. Troverete strano a mangiare con le mani, mentre altri pensano che tu sia strano per l’utilizzo di una forchetta. Per molte culture fare versi mentre si mangia o sputare per terra è normale, per noi è un sacrilegio.

Più mondo si vede, più ci si rende conto che non è tutto in bianco e nero come si pensava in precedenza.

Non tutti i paesi usano la carta igienica. Non tutte le persone abbracciano o si baciano o si stringono la mano quando si incontrano persone nuove. Religione, linguaggio e gesti delle mani e l’etichetta possono essere confusi o male interpretati, è frustrante, ma imparare dagli altri ci rende persone migliori e ci insegna ad amare ed accogliere tutti quelli che incontriamo, a prescindere da quanto diversi ci possano sembrare.

Siria 2009

Siria 2009

4. Perdi totalmente la cognizione del tempo

Questo è davvero un aspetto divertente, a casa si lavora Lunedì – Venerdì, si mangia quasi sempre allo stesso orario, il sabato è il giorno in cui tutti possono fare tardi, la domenica quando ci si rilassa. Si ha sempre sotto controllo l’ora, il giorno, la data e non si può mai semplicemente perdersi per la città, perdere il treno e decidere di sedersi nel parco e leggere il tuo libro per 5 ore. Qualcosa che io assolutamente amo fare quando viaggio da sola.

Quando sei da solo, non c’è nessuno che ti aspetta, nessuno a cui rendere conto. Un peso enorme è improvvisamente sollevato dalle spalle mentre si accorge di avere una nuova libertà. Si può mangiare in qualsiasi momento si desidera. Si può dormire tutto il giorno e fare festa tutta la notte, se è quello che vuoi. Non c’è nessuno lì per giudicare quanto pigro sei stato. Il fatto che magari hai speso sei settimane a Sydney, e non ti sei mai preso la briga di vedere l’Opera House!

Poi magari ti capita di chiedere a degli sconosciuti che ora è e sentirsi rispondere: “Chi se ne frega?” E hanno ragione, chi si preoccupa? Se hai fame mangia. Se hai sete, bere una birra. Da solo hai la libertà di fare quello che vuoi, quando vuoi.

 

5. Padroneggiare il linguaggio dei segni

La comunicazione può essere la parte più difficile del viaggio. Per quanto io sia una fautrice del fatto che bisogna parlare più lingue possibili, a volte è davvero complicato. Uno dei motivi per cui amo tanto il Latinamerica è perchè in tutti i paesi, tranne uno, si parla sempre Spagnolo, quindi basta imparare una lingua per poter comunicare con tutto un continente, e non mi riferisco solo alla cameriera o al ragazzo dell’ostello, ma proprio tutti, puoi chiedere consigli culinari ad una signora al mercato, parlare di politica con un tassista o giocare con i bambini per strada.

In Asia la cosa si fa più complicata perchè le lingue cambiano completamente da stato a stato, ma per fortuna o sfortuna, il turismo e le dominazioni del passato hanno contaminato molto e diciamo che con l’Inglese e in alcuni posti il francese riesci a sopravvivere, cosa simile in alcune zone dell’Africa, ma ci sono posti come la Russia, il Giappone, la Cina dove la cosa si fa sempre più complicata.

Ad esempio ieri a Mosca ho dovuto far capire ad un dipendente della compagnia telefonica russa che volevo comprare una scheda dati per il mio smartphone e ovviamente lui non parlava inglese e non aveva esattamente uno spirito collaborativo. Non so se se in questo noi italiani siamo facilitati, ma di certo per quanto riguarda la comunicazione sui bisogni primari non abbiamo grossi problemi, con un po’ di pazienza di ottiene tutto.

Roma dal Gianicolo

Roma dal Gianicolo

6. Potrai incontrare quel ragazzo. O quella ragazza.

Non sempre accade, e non sempre dura per sempre, ma le possibilità d’incontrare alcuni membri sorprendenti del sesso opposto (o dello stesso sesso a seconda delle preferenze) sono un bel po’ più frequenti quando si viaggia da soli.

Che si tratti di un bacio romantico su una spiaggia di Bali, un compagno di viaggio improvvisato per un paio di settimane in Guatemala o qualcuno che ti fa pensare che in fondo potresti anche trasferirti per lui, le storie romantiche in viaggio accadono a tutti.. almeno una volta..

Quando si viaggia da soli, ti spingi oltre il limite molto più del solito. Si incontrano persone nuove e interessanti che non si avrebbero probabilmente mai incontrato a casa.
Si condivide dormitori angusti, lunghi trasporti in autobus, barche o risciò. Però anche tramonti senza fine, lunghe immersioni con gli squali, notti di luna piena nella giungla, incontri che ti riscaldi quando hai sottovalutato il clima delle Ande e che tolgono il sonno nelle notti tropicali. Per qualche strano motivo finisci per condividere un’esperienza molto più intensa e autentica in viaggio che a casa, forse perchè tu stai dando il meglio di te o forse perchè non ti fai troppe domande sul futuro..

 

7. Metterai in discussione le scelte di vita

Per prima cosa, viaggiare da solo porta inevitabilmente a mettere in discussione il vostro equilibrio mentale, a un certo punto. Urlerete a voi stessi chiedendovi perché mai avete deciso di scalare un vulcano invece di rimanere comodamente in spiaggia. O perchè continui a dormire in bungalow che hanno lo scarico con il secchio e la doccia fredda!

Quindi si passa dall’equilibro mentale alle scelte della vita.. a parte gli scherzi, il contatto con gente che ha fatto percorsi diversi dal tuo ti fa naturalemnte porre delle domande. A me è accaduto nel 2011 in Patagonia, io ero in ferie, in un periodo molto duro della mia vita, non riuscivo ad avere una vision (che per me è fondamentale) non guardavo oltre il giorno dopo, non avevo sogni raggiungibili, forse potremmo dire così, e mi sono accorta che intorno a me era pieno di persone con una carriera anche più florida della mia che aveva scelto di regalarsi un periodo sabbatico.  Chissà perchè quando pensiamo a regali che ci possiamo fare si pensa sempre ad un paio di scarpe, una moto, se abbiamo i soldi, un massaggio, ma mai al tempo. Secondo me il regalo migliore che ci possiam fare nella vita è regalarci del tempo per fare quello che più ci piace e nel mio caso è stato: viaggiare.

A volte non è facile o indolore fare questo tipo di riflessione, ma il viaggio da solo ti dà quella perfetta occasione per mettere in discussione le scelte di vita, a guardare le cose con un certo punto di vista, a pensare alla vita senza distrazioni. Senza influenza, senza occhi indiscreti o voci prepotenti, si può capire cosa si vuole veramente dalla vita, e poi si può iniziare a fare un piano su come impostare le ruote in movimento.

Livingston Guatemala

Livingston Guatemala

8. Imparerai a risparmiare

Quando si hanno 3 mesi di tempo per sopravvivere con i propri risparmi, si diventa rapidamente un maestro di budgeting. Imparerai scorciatoie. Probabilmente non prendere i taxi, a meno che non abbiate trovato altri viaggiatori con cui dividere la spesa. Mangerete per strada o cucinerete insieme ad altri in ostello. Imparerete che spendere per l’alloggio è meno importante che spendere per le escursioni.

Dovrete pianificare e calcolare un fattore imprevisto, una serie di centinaia di dollari nel caso in cui ci sia un contrattempo, un’emergenza o anche una novità, che potrebbe essere anche bella, come per me fu andare alle Galapagos nel mio viaggio in Ecuador. Io consigli sempre di tener nota di ogni spesa, aiuta molto, io lo faccio in un app, ma anche un file excel va bene.

9. Potrai sorridi a delle piccole cose

Viaggiare da soli può essere davvero impegnativo di fronte a situazioni difficili e può essere difficile ridere delle complicazioni, come un autobus mancato o un portafoglio rubato. Però forse l’abbassare il proprio standard ci aiuta ad aprrezzare le piccole cose, di giorie di momenti semplici e piacevoli. Soprattutto quello che mi ha più colpito nella vita è che ci meravigliamo della natura, impariamo ad osservarla con altri occhi, a prenderci più tempo per guardare a notare i particolari che la fretta ci ruba. Seduta su una spiaggia, guardando il tramonto sulle isole Gili in Indonesia bevendo un acqua di cocco, ero sola, ero felice, ero grata.

Le dune della spiaggia di Cabo Polonio in Uruguai , è stato lì che mi sono commossa per la prima volta per quello che stavo vivendo, indipendentemente dal resto del mondo. Sono questi piccoli momenti insignificanti che ti fanno capire che ne vale sempre la pena.

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Questo articolo è stato ispirato da uno letto su Matador Network 

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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