Viaggiare insegna più di mille master, se lo capissero anche le aziende saremo a cavallo, ma secondo me sono sulla strada giusta. Nella nostra cultura sembrano soldi meglio investiti quelli in un master post univeristario qualcunque piuttosto che quelli che investiamo in un giro del mondo. Non è colpa nostra, è la società che ci insegna questo, ormai la super specializzazione non è mai abbastanza, forse quella del post lauream è una nuova industria molto redditizia, per questo ci hanno incucato questo senso di continua insicurezza del nostro livello di specializzazione, ma vi svelo una cosa: anche se siete ultra specializzato, molto spesso le cose non cambieranno.

No non sono una catastrofica, sono solo una che ha invesito moltissimi più soldi in master che in viaggi, infatti dopo esseremi laureata ne ho fatti ben 4! La domanda è “mi hanno portato a fare un lavoro migliore? mi hanno aperto nuove porte? ” No ! Le stesse di prima. Dopo il tirocinio sono entrata in un’azienda (sicuramente grande e stimolante) e lì sono rimasta per 8 anni, nonostante i mille mila colloqui che abbia fatto per cambiare lavoro. Forse a qualcuno risulta familiare come sensazione. Con questo non voglio dire che fare i master sia sempre inutile, la mia è ovviamente una provocazione, dico però che forse andrebbe cambinata con un viaggio lungo, dico che viaggiare dopo l’università andrebbe sprontato come avviene in Australia o nei paesi del nord Europa, e che i genitori dovrebbero appoggiare questa scelta allo stesso modo di un corso post lauream.

Io ho fatto entrambi, per questo mi sento di dirlo, 4 master e tantissimi viaggi, iniziati da uno lungo in Sudamerica, che mi ha cambiato la vita e ho pensato mille volte a quanto sarebbe stato importante per me come donna e lavorativamente averlo fatto a 24 anni invece che a 31, ma la vita non la puoi cambiare e devi solo prendere il buono, quindi menomale che l’ho fatto. Però non perdo occasione di spronare i ragazzi a farlo, a superare la parue, a non pensare che se non trovi un lavoro dopo 2 mesi dalla laurea è finita, non cambia nulla se lo cerchi dopo un anno e nel mentre stavi viaggiando.

10 Ragioni per cui tutti i ragazzi dovrebbero fare un lungo viaggio:

1. Ti apre la mente:

Ti fa capire che non tutto il mondo è come lo vediamo noi, che non in ogni paese ci sono gli stessi modi di intendere, la famiglia, i soldi, i diritti, il lavoro e che dalle altre visioni potremmo apprendere o magari contaminarli con la nostra.

2. Ti insegna a dare il giusto valore ai soldi:

Questo l’ho scirtto mille volte, ma è davvero importante, qualche mese fa il mio feed di Facebook era sommerso da post sul se era giusto spendere 1.600€ per il nuovo Iphone X, il punto non è come tu spendi i tuoi soldi (se ovviamente li hai e li guadagni tu), ma il valore che dai ad essi. Se a Roma reputi normale spendere 10€ per un cocktail, ti assicuro che in Asia reputerai molto caro un posto letto in ostello alla stessa cifra, perchè nel mondo non tutto vale come qui, perchè non è vero che viaggiare è per ricchi, andare in vacanza ad Ibiza lo è! Viaggiare ti insegnerà che con gli stessi soldi di una serata in discoteca ci vivi una settimana e fai cose più divertenti e che non ti viene il mal di testa il giorno dopo. Imparare a capire il valore dei soldi nel mondo, ti insegna a dare il valore giusto al tuo tempo, al tuo lavoro futuro, a quello che desideri o progetti di fare.

3. Ti insegna ad uscire dalla bambagia

Le nostre famiglie sono davvero accoglienti, forse troppo, sempre più persone ritengono normale restare da mammà così si mettono i soldi da parte, (e vi posso assicurare che conosco anche commercialisti di 40 anni che lo fanno, quindi nn mi riferisco a studenti di 21 anni), piuttosto che diventare indipendenti e dover veramente imparare a badare a se stessi, a cucinare, fare la spesa, avere un bilancio familiare, caricare la lavatrice. Il viaggio stanca, il viaggio ti fa venire le rughe, sulla strada impari a gestire la biancheria, il bucato, a ottimizzare i soldi, a inventarti strategie per far quadrare tutto, non chiami casa se qualcosa non va.

4. Sviluppa il Problem Solving:

Questa è una caratteristica fondamentale, specialmente molto amata dalle risorse uname nei colloqui, di sicuro chi ha viaggiato da solo, ha imparato per forza di cose a cavarsela in ogni situazione, a trovare soluzioni alternative se c’è uno sciopero, una nevicata, se vuole fare qualcosa di troppo caro. Una volta ero a fare un assesment per una posizione in una grossa multinazionale, e una delle classiche domande era “cosa porteresti con te in un isola deserta?” e io dissi “le pasticche per purificare l’acqua ” Ricordo ancora la faccia della selezionatrice, mi disse una cosa tipo “brava, non ci avevo mai pensato in effetti è utile”, beh si vede che lei non aveva mai fatto campeggio! Il viaggio ti aiuta a trovare una soluzione valutando un punto di vista che magari solitamente non averesti considerato.

5. Ti rende meno timido

Sabato sera, andiamo in un locale e ci sediamo direttamente al tavolo dei nostri amici, gli altri li osserviamo un po’ con quello sguardo vuoto che va oltre, con quell’atteggiamento misto tra “non ho bisogno di conoscerti” e “sembri simpatico, ma come faccio ad attaccare bottone senza sembrare uno sfigato?” Ok, non sono tutte così le situazioni, ma direi la maggior parte, siate sinceri. In viaggio è l’opposto, è tutto sdoganato, ti siedi e la prima cosa che fai è sorridere a chi ti sta accanto, siamo tutti uguali, tutti curiosi e senza preconcetti. Un tempo anche io ero timida.. pensate un po’..

6. Mette in crisi le tue certezze

E questo è il punto più bello per me. Come dice mio padre, un uomo eroso da certezze è uno stupido. Farsi le domande è un sintomo di intelligenza. Quando inizi a viaggiare tutto è un punto interrogativo, “ma sarà il caso di continuare a vivere in Italia?””ma in effetti anche questo vino è buono quanto il nostro” ” ma saranno più belle le australiane o le argentine?” “Siamo proprio sicuri che la mia strada sia nella finanza?”

Fatti più domande possibili e poi non avere tempo nel trovare delle risposte, appariranno nella tua mente, per caso, come delle visioni, devi solo essere ricettivo ad ascoltarle.

7. Impari che nulla è per sempre

Ma non mi riferisco alla morte, mi riferisco ai tuoi gusti e alle tue certezze! Avere la consapevolezza che non saranno eterni ti alleggerisce. Stai sereno, non è detto che se ora lavori in banca ci lavorerai tutta la vita, non è detto che ti dovrai per forza innamorare della donna che voleva tua madre. Non è detto che vorrai fare dei figli prima dei 30. Sperimenta, datti tempo, nulla dura per sempre ed è un bene! Nella nostra epoca l’unica certezza siamo noi stessi (e ora scatteranno le polemiche del “non evvero anche sui nostri affetti possiamo contare” certo ma non sai mai come va a finire, le persone vengono trasferite, le persone cambiano, le persone muoiono, lo so non si dovrebbe direi, ma purtroppo accade!). Avere questa consapevolezza ti aiuta a prendere ogni decisione con più leggerezza, come una prova, ma senza essere una condanna. Ovviamente non voglio dire, fai un lavoro con superficialità tanto lo puoi cambiare o ti sposi pensando che poi finirà, le responsabilità hanno un peso importante, proprio perchè tutto è così fluido, quando decidiamo di prenderle dobbiamo mettercela tutta. Ad ogni modo mi riferisco più a scelte di vita o lavorative non di cuore. Vedo tanta crisi nei ragazzi che non sanno se accettare lavori in altre città o all’estero, io dico sempre “vai, tanto il tempo per tornare c’è sempre!”.

8. Vedi nuove opportunità

Osservando il mondo capisci quello vuoi essere e quello che vuoi fare. Non è detto che la tua vita sia quella scelta dal centro orientamento universitario, o da tuo padre. Magari in viaggio ti vengono delle idee che non avevi considerato o magari capisci che il tuo destino è esattamente quello che immaginavi da bambino. Ad esempio io ho capito viaggiando che in Italia nessuno parlava di viaggi in solitaria e che avrei potuto parlarne io, l’ho capito viaggiando, a Roma non ci avrei mai pensato! Ho amici che in viaggio hanno capito che importare un certo tipo d’artigiananto sarebbe potuto diventare un buon business, o hanno capito che il modo in cui cucinavano all’estero era molto apprezzato o che lavorare nelle onlus era la loro vocazione. Da una cameretta in città queste cose non le capisci. Le decisioni si prendono facendo non pensando.

9. Impari veramente le lingue

Ho visto insegnanti di inglese del liceo che non sapevano parlare con qualcuno di Londra, però poi ti correggevano tutti i verbi irregolari. Il tuo livello di lingua non si basa solo su quanto hai preso al proficiency o al DELE (sono test di lingua per stranieri), ma da quanto comunichi le tue idee, capisci le persone in un contesto di vita vera, sai interpretare gli accenti, apprendi lo slang. In viaggio lo devi fare per forza, almeno l’inglese lo devi parlare e dico almeno perchè secondo me lingue romanze in viaggio bisognerebbe impararle tutte, perchè è incredibile quello che puoi imparere quando parli la lingua del posto e in molti paesi del mondo si parla spagnolo, francese e portoghese.

10. Impari ad essere tollerante

A lavoro è molto probabile che vi ritroviate a lavorare in un open space rumoroso dove i telefoni squillano e i cellulari vibrano, e non sarà esattamente facile concentrarsi ed è un po’ simile ai mille ostelli con gente che russa, pullman notturni con bambini che piangono. Il viaggio ti insegna a tollerarlo, perchè è indispensabile farlo, perchè un giorno anche tu russerai perchè sei raffreddato e quindi invece di lamentarti ti compri i tappi per le orecchie buoni ed impari ad usarli tutti i giorni.

 

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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