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Una delle cittadine dello Yucatàn che sicuramente consiglio di vedere è Valladolid, perché è ancora autentica, lontana dal turismo di massa, carina e con mucha alma mexicana.

La città ha un bellissimo zocalo, nella piazza c’è un grande giardinetto con le caratteristiche panchine intrecciate, la domenica c’è un mercatino dell’artigianato molto carino.

Nella città ci sono due mercati, quello dell’artigianato che non ha poi troppi oggetti particolari e quello del cibo leggermente più lontano dal centro, molto piacevole, più autentico e ci sono anche pezzi di vero artigianato. Come sempre i mercati rimangono un buon luogo dove mangiare qualcosa, anche se non so come mai, ma a Valladolid ho mangiato praticamente sempre male.

La cosa più simpatica che si possa fare è passeggiare tra le strade, fermarsi in un caffè o in una fabbrica di cioccolato, scattare qualche foto, provare qualche oggetto simpatico.

Due luoghi che ho molto amato sono stati:

– il Parque de la Candelaria, una piazza molto grande che prende il nome dal convento della Candelaria, spesso la sera ci sono spettacoli altrimenti o potrete prendere un po’ di fresco in un tavolino all’ombra degli alberi.

– la Calzada de los Frailes , una strada trasversale che parte da Cinco Calles, ha un’importanza storica non indifferente perché fu fatta verso la fine del XVI secolo per unire la città colonica spagnola, con il piccolo villaggio indigeno di Sisal, è un passaggio verso la fusione e l’avvicinamento di queste due culture così diverse. Ancora oggi è un strada pedonale, completamente ristrutturata, che mantiene uno stile coloniale molto presente, costellata di piccoli negozietti e bar.

Valladolid ha una particolarità davvero unica, ha un cenote stupendo nel centro della città, certo i cenotes sono in tutta la penisola dello Yucatan, ma a differenza delle altre zone qui ci potete andare anche a piedi dalla piazza principale.

Cenoti Zacì al centro della città molto bello e completamente aperto quindi entra abbondante luce, durante la settimana non c’è un afflusso fastidioso, per chi lo desidera si affittano maschere e giubbotti di salvataggio e c’è un ristorante molto carino che affaccia sul cenote.

Cenote Xkenken e Samulà

sono uno al lato dell’altro hanno un diametro enorme circa 60 mt e profondissimi.

Entrambi hanno solo un piccolissimo foro verso l’esterno quindi sono molto bui.

Xkenken ha una zona cavernosa tutto intorno dove sono state create panche e l’accesso all’acqua è molto comodo, potete restare nella caverna comodamente anche senza bagnarvi mentre Samulà ha una caverna più piccola quasi completamente occupata dallo specchio d’acqua.

Il biglietto cumulativo costa ovviamente di meno che i due singoli è possibile visitarli dalle 8 alle 19.30. Intorno ai cenotes c’è un’ampia zona relax con bagni, docce, negozi di souvenir e piccoli bar. Durante la settimana l’afflusso è veramente ridotto io ci sono stata dalle 8 alle 12 completamente da sola.

Vicinissimo a questi due cenotes continuando verso la strada interna si arriva ad un minuscolo pueblo maya, della serie una chiesa e una piazza. Come accade spesso in questi luoghi, sono molto religiosi e fanno tantissime celebrazioni a cavallo tra la tradizione maya e quella cattolica. Ho avuto la fortuna di essere invitata in una festa del Santissimo, dopo una processione per paese la festa si conclude mangiando mole negro a casa del capo villaggio.

Il mole negro è una specie di stufato di carne dove le spezie vengono più volte cotte e macinato e poi si lascia un giorno intero sotto terra. Si mangia rigorosamente senza posate e con le tortillas. I messicani/maya sono molto timidi e riservati, anche se le donne indossavano i loro bellissimi costumi a fiori , nella cerimonia erano tutti seduti e zitti mentre un gruppo suonava musica ranchera a tutto volume. Li avrei fotografati tutti, avevano dei visi stupendi sembravano sottratti ai bassorilievi dei musei ed invece hanno finito loro per fare i video e le foto a me. Un’esperienza davvero autentica, ospitalità tipica del Latinoamerica.

Dove dormire a Valladolid

  • Hostal Tunich Naj: uno dei più carini della città. È una grande casa coloniale, con un bel giardino, molto frequentato con una bella energia viajera, se venite el week end prenotate.
  • Hostal Candelaria: davvero bellissimo, è enorme, ha tantissimi giardini uno dentro l’altro, è nel Parque della Candelaria quindi una zona meno trafficata anche se centrale.
  • Hotel Zacì: io ho dormito qui, mi sono regalata due giorni di relax in puro stile mexicano. È un hotel di comfort ma molto local, con un bel patio, la piscina ed un turismo molto messicano. Stanze grandi e aria condizionata ottima cosa che ho apprezzato.
  • Hotel Meson del Marques: credo sia il più bello della città, un’autentica casa coloniale messicana, un po’ come tornare indietro di 300 anni. Bellissimo anche il ristorante, certo un’esperienza un po’ turistica, ma se siete dell’umore giusto può essere un’idea.
  • Casa Tia Micha: casa coloniale al centro della città, non nella piazza principale quindi più tranquilla ed autentica, arredo molto caratteristico, vi sentriete un po’ Frida Kahlo
Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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