viaggiare da soli in Indonesia

Viaggiare da soli in Indonesia

L’Indonesia è un paese perfetto per viaggiare da soli, è come le note del nostro carattere, ogni isola è completamente diversa, ci mette davanti ad emozioni e contesti differenti. Ogni isola, quasi naturalmente ci aggregheremo a viaggiatori completamente distinti l’uno dall’altro. Il lato immensamente positivo è che ognuno di essi ci lascerà un insegnamento nuovo. Quindi potremmo dire che in Indonesia si possono avere 17.508 insegnamenti.

– Vastità:

Iniziamo con il dire che l’Indonesia è uno degli stati più grandi del mondo con 250 milioni di abitanti, ci sono più di 6 religioni praticate e andare due settimane a Bali non vuole dire essere andato in Indonesia, ma solo a Bali!

Personalmente sono stata in Indonesia due mesi e ho potuto solo vedere, neanche troppo approfonditamente, 5 isole: Bali, Gili Air (Travangan e Meno le ho viste solo in giornata), Lombok , Flores, e la parte centro est di Giava.

Dopo due mesi sull’arcipelago ho capito che non avevo visto praticamente niente dell’Indonesia e che per conoscere il paese ci vogliono circa 12 mesi. Ovviamente né io né la maggior parte delle persone ce l’ha, ma almeno si può suddividere in più viaggi nella vita, anche perché ogni volta sarà un mondo completamente a parte.

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La baia di Labuan Bajo – Flores

– Energia:

Cosa la rende energica, un luogo o la gente che lo abita? Forse un equilibrio delle due cose. L’Indonesia è una delle zone più vulcaniche del mondo, questo movimento tellurico influsce sui comportamenti umani, specialmente se vi si soggiorna per un tempo prolungato. Non sempre si ha la capacità di ascoltare i cambiamenti del proprio corpo, la maggior parte delle volte, non si da importanza al corpo, lo si vede solo come una struttura che sostiene la testa o meglio il cervello. Invece il corpo parla di più della sua voce interiore. Quando vivi in una terra energetica a volte hai naturalmente bisogno di meno ore di riposto, di meno cibo, hai più voglia di muoverti e come è successo a me a Giava, più voglia di sorridere alla gente, perché ti senti inspiegabilmente felice, anche se in fondo la felicità non ha mai una ragione razionale.

viaggiare da soli Indonesia
Sul cratere Ijen all’alba

 

– Spiritualità:

Non esiste un concetto universale di spiritualità, ognuno lo interpreta a seconda del proprio credo. In Indonesia esiste molta spiritualità, manifestata in forme e costumi completamente diversa a seconda dell’isola o della regione, l’unica cosa che l’accomuna forse è l’intensità.

In occidente siamo abituati a veder Bali come centro spirituale dell’Asia, per i flussi “migratori” degli anni ’70 e per l’ultimo fortunato libro/film Mangia, Prega, Ama.. dove ovviamente tutti si sono soffermati solo sulla parte “ama”!

villaggi_Flores_Indonesia
Tombe nei villaggi di Flores

Per quanto Bali abbia una forza che spinge a guardarti dentro è solo un esempio della spiritualità di questo enorme arcipelago. L’alternarsi tra tradizioni, valori tribali e valori indotti come la religione islamica e quella cattolica crea un risultato unico. L’Indonesia è il paese con la più alta percentuale di mussulmani al mondo, ma ogni isola sulla quale è professato il culto dell’Islam mantiene una sorta di rituali animisti, quello più forte forse è loro rapporto con i morti e i fantasmi. Su molte isole si crede fermamente ai fantasmi, ad esempio a Sumatra ed in particolare la zona di Padang è famosissima per essere la zona con più spiriti al mondo, ci sono molti indonesiani che non ci vogliono mettere piede o che raccontano storie terrificanti alle quali credono ciecamente. Anche la religione cattolica è mista a rituali aborigeni, ero nell’isola di Flores, a prevalenza cattolica, ed ogni villaggio rurale aveva le tombe di famiglia di fronte l’uscio della porta. Si usava uccidere e regalare per i futuri funerali, un gran numero di bufali e conservarne le corna sulla porta di casa. Sono capitata in un festeggiamento di prima comunione, familiari che provenivano da ogni zona dell’isola per bere vino di cocco, mangiare insieme e ballare tutta la notte e molti di loro non conoscevano neanche il nome del papa [ovviamente è stata una serata bellissima].

– Cibo:

Come molti paesi rurali e con una condizione di povertà diffusa se si ha voglia o a volte è l’unica opzione, di viaggiare in una maniera autentica, seguendo le abitudini del posto, ci si deve preparare all’idea di mangiare poco e sempre le stesse cose. Nei miei due mesi di viaggio ho perso molti kili, la popolazione locale ha un regime alimentare completamente diverso dal nostro, molto riso, pochissima carne praticamente quasi solo di pollo, uova, pochissimo pesce. Il maiale e il manzo sono praticamente introvabili, così come il latte e i latticini, ovviamente non parlo di Bali o zone turistiche parlo di mangiare sulla strada coni locali. I sapori sono anche buoni ma sono quasi sempre gli stessi e di solito noi italiani siamo abituati a variare molto le pietanze, posso ammettere che per me alcune volte è stato duro! E’stata forse la prima volta nei miei viaggi che sono andata talmente in saturazione da riso, carote bollite e fagiolini che speso mangiavo frutta!

– Economia:

“Più un isola è povera più costa poco girarla!” Concetto assolutamente sbagliato. Le zona di interesse turistico, che spesso sono caratterizzati da templi, vulcani, parchi naturali, non sono zona frequentate dai locali, perché non solo legate ad attività lavorative, questo significa che non è così facile arrivarci e trovare una sistemazione nelle vicinanze.

L’Indonesia è un paese molto popolato, ma non tutte le isole lo sono, la vastità dello stato è sorprendente, potete attraversare campagne per ore ed incontrare solo 2 persone. Quindi per quanto riguarda l’aspetto costi ho capito due cose molto importanti. Ovviamente le zone molto turistiche sono care come nel resto del mondo (relativamente care) come Kuta o Semyniak a Bali, quelle super isolate sono carissime, provate ad arrivare a Raja Ampat e poi mi direte. Le isole con poco turismo come Kalimantan hanno un costo molto elevato ed un servizio molto scadente, pagherete per la più infima camera 130.000 rupie senza bagno con acqua corrente e ovviamente acqua calda. Risultato: i luoghi poco turistici sono i più vantaggiosi, tipo Lombok o Giava, li il costo è basso e ha un buon valore.

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Un pescatore di Lombok

– Condivisione:

per chi viaggia da solo e per periodi mediamente lunghi, deve assolutamente ed immediatamente togliere la timidezza dalla propria vita! E’ indispensabile condividere tutto e con tutti, mi spiego meglio: ci sono pochissimi trasporti quindi se trovate altri 2 viaggiatori potrete condividere un taxi o meglio, una macchina, ad un prezzo conveniente. Gli ostelli ci sono in pochissimi posti, la maggior parte delle volte si dorme in guest house e mettere a budget una camera singola ogni notte è abbastanza impegnativo. Risulta naturale a tutti, fermare la persona seduta accanto a te e dire “dormiamo insieme stanotte?” […se lo sapesse mio padre..] . A Flores ho condiviso la stanza e a volte anche il letto con un ragazzo Cileno ed un uomo turco, visti un ora prima sul pullman. Avevamo lo stesso itinerario e tutti pochi soldi in tasca.

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Sulle strade di Jogja

-Motorino:

Se non sai guidare un motorino non andare in Indonesia, o al massimo impara lì!

Ogni isola si gira praticamente solo con le due ruote, molte spiagge sono irraggiungibili con il taxi, anche perché poi al ritorno dove lo trovi. Non è vero che è pericoloso come dicono tutti, i tutti che lo dicono sono inglesi o americani, noi siamo italiani, niente è peggio che guidare un motorino in Italia, (parola di napoletana). Si guida a sinistra, ma dopo un paio di giorni ci farete l’abitudine. Di notte in motorino fa molto molto freddo, quindi portatevi un k-way o felpa.

Le distanze sono lunghissime, per fare 3 km occorrono circa 45 minuti, non ragionate con le distanze europee di strade asfaltate e dritte, li troverete pavimentazione inesplorate!! Meglio non chiedere “quanto dista” ma “quante ore sono?”.

viaggiare_motorino_Indonesia
Io e i miei amici in motorino a Flores

 

tramonto Labuan Bajo
Tramonto a Labuan Bajo..senza filtri!
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6 comments on “Viaggiare da soli in Indonesia
  1. Ciao Francesca!!

    Sto pianificando un viaggio in Indonesia e mi sto guardando intorno su internet per capire quale sia la miglior scelta da fare in termini di trasporti. Mi sai dire se valga la pena affittare un auto e girare 20 giorni con quella? (vorrei atterrare a Giacarta ed arrivare fino a Lombok). Si potrebbe fare secondo la tua esperienza??

    Grazie in anticipo!! 🙂

    1. Ciao Martina, non ne vale la pena a Java usi trasporti pubblici o transfer a Bali motorino o macchina ma meglio motorino e ti porti lo stesso mezzo su Lombok se vuoi o prendi la barca e ne affitti un altro a lombok

  2. Ciao Francesca! Grazie per il tuo bel blog..me lo sto spulciando un po’ alla volta e ci trovo moltissime cose! Io pensavo di fare Bali e Lombok ad agosto (visite e yoga, evitando le zone di mare più turistiche di Bali) e stavo cercando il biglietto: ho visto che se arrivo su Giacarta – puiuttosto che su Singapore – poi sarebbe più facile volare su Bali e tornare poi da Lombok direttamente (senza ripassare per Bali). A quel punto però farei un giretto di Giacarta: dici che vale la pena e che è abbastanza sicura per una donna che viaggia sola? O meglio Singapore e magari allora concentro le energie sulla sola Bali, rinunciando a Lombok? Ho in tutto due settimane, non di più. Tu cosa consigli?

    Grazie mille!

    Silvia

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