La Sicurezza per Donne che viaggiano da sole

Viaggio da sola dal 2008, in effetti non è tantissimo e non ero molto giovane quando ho iniziato, avevo 28 anni, ma onestamente prima d’allora non avevo mai considerato l’ipotesi, poi come sempre accade nella vita ci sono “degli incontri” non casuali direi. Una ragazza, Suzanne, ha affittato la mia stanza a Roma e lei viaggiava da sola da anni, trascorreva qualche mese a Roma per lavorare e il resto in Asia viaggiando, così lei ha messo un seme dentro di me, seme che dopo poche settimane è fiorito.

Il mio primo viaggio da sola è stato in Turchia, poi Giappone, poi ho deciso di partire per periodi lunghi ed è iniziato il mio pellegrinaggio per il Sudamerica: Cile, Argentina, Perù, Bolivia, Colombia, Ecuador 6 mesi in tutto e poi ho iniziato a cambiare continenti, in pratica sono 10 anni che viaggio da sola e 10 anni che prima di partire mi fanno domande sulla sicurezza.

È così pericoloso per una donna viaggiare da sola?

La realtà spesso è molto diversa da come la immaginiamo, diciamo che le donne, molte direi, si sentono molto vulnerabili in viaggio, si sentono fragili, purtroppo sono convinta che sia frutto della nostra cultura che da più di 2000 anni trasmette il concetto che non possiamo farcela da sole.

Mi fa sorridere pensare che nella vita di tutti i giorni è assolutamente normale avere un lavoro full time, una casa da mandare avanti, lavatrici, pulizie, due figli da crescere e non ci spaventa affatto la cosa, sappiamo che possiamo farlo, ma quando l’opzione è andare 10 giorni da sole in Thailandia la cosa ci spaventa! Ma davvero??? Noi sottovalutiamo le nostre abilità e le nostre capacità, sottostimiamo la nostra forza e il nostro istino.

Come ho detto in molti articoli e nel mio libro, se un luogo è pericoloso lo è sia per le donne che per gli uomini, certo, molto spesso loro, i maschi, si sentono infallibli e troppo superbi, motivo per il quale mi è capitato molte volte di vedere uomini rapinati o raggirati in modi davvero elementari, perchè abbassano troppo spesso l’attenzione.

Quello su cui davvero dobbiamo porre l’attenzione, non è che sul punto di essere più o meno vulnerabili, ma sul nostro sesto senso.

Avete presente quando le leonesse corrono dai loro cuccioli perchè hanno sentito qualcosa di strano? Si dice che sia un istinto primordiale femminilie, ecco, nei millenni abbiamo sostituito quell’istinto con la razionalità.

Il viaggio in solitaria ci porta a recuperare questa capacità: ascoltare e credere alle nostre sensazioni.

Il nostro cervello rettiliano, il cervello primoridiale, quella strana sensazione che sentiamo a volte nella pancia, quello non mente, non mente mai! Seguiamolo.

Quando siamo in un paese che non è il nostro abbiamo meno parametri per interpretare la realtà, quindi se abbiamo una sensazione strana meglio seguirla sempre. Il tipico esempio che faccio è che se dobbiamo tornare a casa la sera anche se il percorso è breve, ma la strada sembra isolata e buia, meglio prendere un taxi anche se per un paio di minuti. Evitiamo sempre di metterci in situazioni in cui c’è un dubbio, se abbiamo conosciuto qualcuno è sempre un’ottima idea chiedere di camminare insieme, di  condividere un taxi o un uber.

Viaggiare da soli non è percoloso come ci vogliono far credere, ovviamente sempre ci possono capitare cose spiacevoli, non necessariamente dall’altra parte del mondo, anche nella città in cui viviamo, ma fa sempre più rumore quando accade all’estero.

I miei consigli sulla sicurezza:

  • non portare con se il passaporto, meglio lasciarlo al sicuro (in una cassettina di sicurezza) in hotel o ostello
  • avere pochi contanti
  • lasciare una carta di credito in hotel in modo da non essere scoperti in caso di furto
  • non mostrare oggetti di valore
  • portare i soldi o il cellulare possibilmente sempre addosso, in una tasca con zip
  • viaggiare sempre con un’assicurazione di viaggio, io da 15 anni viaggio con Europ Assistance e mi trovo benissimo
  • seguire il proprio istinto
  • non drogatevi e non esagerate con l’alcol.
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