Viaggiare da sola

Suzanne la donna che mi ha ispirato a viaggiare da sola

[box style=’info’] Ho sempre avuto coinquiline, straniere, così potevo praticare le lingue, quell’estate era venuta Suzanne una californiana che come tutte faceva la guida turistica a Roma, faceva la spola tra Roma e la Thailandia, il suo fidanzato era di Krabi, incontrato in viaggio ovviamente. MIi disse che aveva venduto ogni cosa in america, che aveva solo il suo zaino e che non aveva idea di quando darebbe tornata a casa, erano anni che faceva questa vita, lavorava a Roma e spenseva i soldi in Thailandia. Eravamo in piedi davanti alla porta della sua camera, anche io le raccontavo dei miei viaggi, dato che da li si vede la mia collezione di Lonely Planet, le parlavo del momento di enorme confusione che stavo vivendo, e lei mi disse: “perchè nn parti un paio di settimane da sola? Così ci pensi su!”

Queste parole echeggiarono nella mia mente per qualche ora, scesi per andare a fare la spesa, feci una deviazione, comprai una guida della Turchia e da li iniziò tutto. A distanza di 7 anni ho deciso di intervistarla, anche perché lei ha una storia fantastica, da film![/box]

Viaggiare da sola

La prima volta che mi sono innamorata del viaggio, ed in particolare del viaggiare da soli, avevo 20 anni. Ero una ragazza di una piccola città americana e mi venne questa “folle”idea di prenotare 3 mesi zaino in spalla in Europa. Ero salita una sola volta su un aereo, prima di allora. Non conoscevo niente. nel senso che che sono arrivata a Londra e non riuscivo a capire una sola parola di quello che gli altri dicevano, e sono americana! Quell’estate è stato uno dei momenti più divertenti della mia vita. Ho incontrato così tante persone, con alcuni di loro sono ancora in contatto, e ho vissuto delle esperienze incredibili. Quel viaggio mi ha cambiato, o forse dovrei dire, mi ha mostrato finalmente chi ero. Quando viaggi da sola capisci subito chi sei e di che pasta sei fatto. In quei mesi  è iniziata la mia lunga relazione d’amore con il viaggio.

1. Anni fa decidesti di vendere tutto ed iniziare a viaggiare, quale è stata la molla?

Dopo quell’estate ho capito che avevo trovato la mia vera passione, e ho iniziato a pensare ad altri modi per ritornare sulla strada. Anni dopo sono tornata in Europa per un programma di studio, studiando lingue a Roma, Parigi e Barcellona. Ho iniziato così a lavorare come guida turistica, per due meravigliosi anni, ma poi sono tornata in US, per completare i miei studi, quelli “seri”. Mi sono laureata in design e vivevo felicemente a San Francisco. Ma se ami viaggiare, quel desiderio non ti abbandona mai, rimane sempre in un angolo della tua testa. Laurea alla mano, ho guardato la vita davanti a me e mi sono vista ad un bivio. Avrei potuto continuare la mia carriera , cercare un appartamento migliore, sposarmi, macchina, mutuo, figli. Avevo 27 anni. Poi ho pensato che magari avrei potuto vendere tutto quello che avevo ed iniziare una nuova avventura. Usare il mio denaro per viaggiare, forse sarebbe potuta essere la mia ultima possibilità. Accada quel che accada. Se le cose fossero andate male, sarei sempre potuta tornare a San Francisco dopo due mesi e riprendere il mio lavoro da dove l’avevo lasciato. Altrimenti chissà dove la vita mi avrebbe potuto portare! Quindi con i soli 2400$ dollari che avevo sul conto e la vendita dei miei averi ho comprato un biglietto di sola andata e sono partita.

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2. Dove sei stata nel tuo viaggio e quanto è durato?

Sono priva volata in Messico e poi in Svezia, sono andata a trovare i miei vecchi amici del corso di lingua che vivevano all’estero. Sono finita di nuovo a Roma e ho ripreso a fare la guida turistica. Poi ho continuato a viaggiare in Nord Africa e in Europa dell’Est. Sono volata in Thailandia, era la prima volta per me in Asia. Mi sono innamorata, e così il cerchio ha iniziato a ripetersi per molto tempo. Ho vissuto per 5 anni fuori, girovagando.

3. Cosa hai imparato su te stessa in questo viaggio?

Ho imparato che avevo molte più risorse di quante pensassi. Quando inizi a fare quello che ti rende felici, molte persone dicono che ogni cosa prende il suo posto. Anche io lo penso, ma credo che tu inizi a trovare anche modi per rendere tutto più fluido. Devi imparare ad andare oltre, a superare le barriere, se ci riesci, credo che niente sia impossibile.

4. In Thailandia hai incontrato il vero amore e hai iniziato un lungo periodo saltellando da un continente ad un altro, raccontaci di più di questo periodo.

Quando ero in Thailandia ho incontrato mio marito. Un vero uomo da isola. Non avremmo potuto essere più differenti, ma allo stesso tempo ci appartenavamo. Ho iniziato a lavorare a roma in alta stagione come guida turistica (mmm, gelato!) e a ritornare in Thailandia nei mesi invernali (sabbia calda, acqua fresca)  a spendere tutto quello che avevo guadagnato a Roma. Se guardo indietro era una vita quasi perfetta! Le relazioni a distanza sono molto difficili, ma non impossibili. La maggior parte dello stress di quel periodo veniva dalla preoccupazione di come sarebbe stato il futuro, come potevamo trovare un paese dove vivere entrambi! Al momento viviamo entrambi in California, e in effetti rimane quella la nostre grande fonte di stress.

Suzanne e suo marito in Thailandia
Suzanne e suo marito in Thailandia

5. Cosa rappresenta il viaggio per te?

Il viaggio per me è indipendenza. Di sicuro viaggiare con amici è divertente, o meglio in effetti non è sempre così divertente. Infatti spesso non c’è divertimento, ma magari litigi, o spettegolare sugli altri e soprattuto scendere a tanti compromessi. Quando viaggi da solo sei libero di prendere qualunque decisione tu voglia. Sei il capitano della tua barca. Oltre a questo sei libero dai tuoi limiti culturali e sociali, vivi in un mondo a parte con altri viaggiatori che condividono le stesse idee, che si sentono anche loro liberi di sentirsi come ti senti tu.

6. Dopo qualche anno sei tornata negli Stati Uniti con tuo marito thailandese, come ti sei reinventata il tuo stile di vita?

Tornare in america è stato un enomre cambiamento per entrambi. Qui c’è un ragazzo abituato a vivere in un isola, trapiantato nel mondo delle grandi macchine, della corsa ai soldi e Starbucks! E anche io sono tornata a questo mondo che mi giudica ancora per le mie scelte. Costruirsi una carriera, comprare una casa, avere un bambino (al momento questa è stata la parte divertente). Da quando siamo tornati in questo mondo è stata una grossa lotta cercare di non essere di nuovo fagocitati in questa maniera di pensare. Cerchiamo di rimanere fedeli a quello che siamo, a quello che vogliamo e cercare di far accadere le cose nella maniera meno convenzionale possibile.

Suzanne e suo marito
Suzanne e suo marito

7. Cosa è GoFreeBird?

La spinta che c’è dietro il nostro progetto Freebird è quella di cercare di continuare la nostra vita di viaggi. Abbiamo iniziato Freebird come risposta ai problemi  che abbiamo incontrato tornando a vivere negli Stati Uniti. Per ogni problema c’è una soluzione e questa è stata la nostra. Freebird è la nostra agenzia di viaggi “speakeasy” . Usando il network 2.0 cerchiamo di far viaggiare le persone giuste con altri simili a loro. Vogliamo far vivere ai nostri clienti la parte “local” delle location esotiche. Mi piace pensare che Freebird da una piccola spinta alle persone ad uscire dal guscio, ad imparare ad essere un viaggiatore indipendente, Può essere dura all’inizio.

8. Hai appena avuto un bambino dolcissimo, come pensi cambierà la tua maniera di viaggiare?

Oh il nostro piccolo bambino, è davvero dolcissimo hai ragione! Di sicuro avere un bambino piccolo porterà dei grossi cambiamenti, sicuramente ora dovremmo organizzarci molto di più e soprattutto in anticipo. Ma abbiamo già fatto la richiesta per il passaporto! L’abbiamo chiamato come l’isola sulla quale ci siamo incontrati e ci siamo innamorati, quindi sappiamo che sarà pronto per l’avventura.

La sua bellissima famiglia
La sua bellissima famiglia

9. Tu sei stata la persona che mi ha spinto a viaggiare da sola. Non potrò mai dimenticare quella chiacchierata in piedi davanti alla porta della tua stanza. Dopo tutto quello che è accaduto nella tua vita, cosa consiglieresti a qualcuno che vuole iniziare a viaggiare da solo?

Fallo! Esci ! Parti! La parte più difficile è comprare il biglietto, ma per piacere nn metterci troppo.

Francesca, ho amici che da 15 anni mi ripete: “Suzanne, mi piacerenbbe tanto riuscire a partire  e a viaggiare come te. Vorrei essere così coraggioso!” E io dico loro: “Fallo, cosa aspetti, vai!” Ma quello che veramente vorrei dire loro è : ” per piacere non passare tutta al vita a sognare di poterlo fare, a desiderare di essere coraggioso, per piacere, per piacere, compra quel biglietto!”

10. Tre oggetti senza i quali non potresti mai viaggiare.

  1. Tappi per le orecchie
  2. Mascherina
  3. La mia pashmina preferita. (la uso per ogni cosa)
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