Intervista a Maria Perosino autrice di Io Viaggio da Sola, edito da Einaudi. 

Questa è la storia di una donna la cui vita ha sterzato all’improvviso. Ma è anche molto altro. Un kit di sopravvivenza per cavarsela da sole, tra alberghi, treni, piazze deserte, amici, amori e agguati di malinconia. Una guida gioiosa, eccentrica, ricca di consigli pratici ed esistenziali: da come infilare l’intera vita in valigia a come gustarsi una città acchiappando i piaceri, le emozioni, l’altrove e se stessi.
Un libro che fa bene al cuore, al cervello e a numerosi altri organi, perché mescola con naturalezza intelligenza e ironia.

«Viaggiare da sole non significa affatto essere sole. Significa che vi dovete arrangiare a portare la valigia».

Io Viaggio da Sola di Maria Perosino

Io Viaggio da Sola di Maria Perosino

Sono Maria Perosino, nata a Torino, sotto il segno del sagittario, un numero di anni fa che lascio a voi scoprire. Ora ho casa a Milano, mi occupo d’arte e di iniziative culturali. Il che significa che lavoro dove trovo lavoro. E dunque viaggio.

1. Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?

A rispondere davvero a questa domanda, dovrei scriverne un altro, di libro. Per cui mi limito a dire che erano due o tre anni che ci giravo intorno. Mi pareva che raccontare certe cose fosse un modo di prolungare una sorta di chiacchierata con le amiche, usando il viaggio per dire qualcosa di me. Poi si è messa di mezzo la crisi, e un non gradito calo di lavoro (e di fatturato). A quel punto tanto valeva sfruttare la vacanza obbligata. E tenuto conto che non potevo permettermi di fare shopping e di uscire, mi sono presa sul serio e ho iniziato a scrivere.

2. Che cosa non deve mai mancare nel tuo trolley?

Nel libro cerco di spiegare che quella che non deve mancare, arrangiandosi a trovare lo spazio, è la mia vita. Qui mi limito a citare: una boccetta di olio di Argan.

3. Secondo te l’esperienza di viaggiare da soli è diversa per un uomo e per una donna?

Ho sempre pensato che gli unici effetti collaterali del nascere donna siano il potersi avvalere delle toilette per signora e il fatto che facciamo molta più fatica degli uomini a issare il trolley sul treno. Dunque, per quanto mi riguarda, la risposta è no! Però ho gli occhi per vedere, e vedo che spesso le mie compagne di viaggio si portano nel bagaglio a mano una timidezza che ha radici lontane, che a volte avrei voglia di estirpare a forza.

Maria Perosino Io viaggio da sola

Maria Perosino foto di Olivia Gozzano

4. Credi che viaggiando sa sola sia cambiato in qualche modo il tuo approccio verso l’esterno?

Non solo è cambiato, è che ho proprio spalancato le porte, all’esterno.

5. Quale è la cosa più importante che hai imparato viaggiando sa sola?

Che quando si è da soli si ha bisogno dell’affetto degli altri e dell’affetto dei luoghi. E che per ottenerli, non vale la strategia del mugugno. Tenersi un sorriso a portata di mano e cercare di sedurli è molto più efficace…

6. Un consiglio pratico che daresti ad una donna che sceglie di viaggiare da sola?

Dimenticarsi di essere una donna che viaggia da sola.

7. Hai mai pensato di fare un lungo viaggio sa sola? Dove andresti o dove sei andata?

Mi affascina l’esotismo della normalità assai più di quello dell’altrove. Da tempo mi riprometto di prendermi qualche giorno di vacanza a Milano e usare l’abbonamento atm come un biglietto inter-rail low cost. Ma è una perversione che non mi pare il caso di consigliare a nessuna…

8. Dopo aver viaggiato da sola, hai più o meno fiducia verso il prossimo?

Non è che ho più fiducia, è che ho deciso di scegliere di fidarmi,di puntare sul 50% di probabilità che gli altri abbiano qualcosa da darmi e non da togliermi. E’ un rischio? Sì. Ma vale la pena di correrlo, la sponda opposta è piatta.

Maria Perosino foto di Olivia Gozzano

Maria Perosino foto di Olivia Gozzano

9. Quale è stata la tua esperienza più emozionante in viaggio?

Le esperienze emozionanti sono tante e sono piccole, mi si sono impilate dentro e fatico a riconoscerle una ad una. Però nonostante le frequentazioni assidue, la vista sul Bosforo a Istanbul e le calli di Venezia non sono mai diventate cartoline. Ogni volta che ci arrivo ritrovo lo stupore e la fragranza della prima volta. E se entro in un bar di una città che non è la mia e mi dicono ‘il solito’, mi commuovo.

10. Credi che pubblicare questo libro sia stato più d’aiuto per te o per le tue lettrici?

Per me è stato l’occasione di riordinare dei pensieri, sciogliere dei nodi e anche divertirmi nel farlo. In questo senso è stato terapeutico. Spero che per chi lo legge sia un modo per aprire delle finestre, su di sé o sul mondo, fa lo stesso. Però spero anche che non sia interpretato in modo prescrittivo. In fondo, quello che cerco di dire, è che ognuno deve scriversi la sua, di storia.

Le foto di Maria Perosino sono scattate dalla fotografa Olivia Gozzano www.oliviagozzano.com

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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