Come organizzare l’Inca Trail e vedere Machu Picchu all alba

Francesca Di Pietro Pubblicato il

Quando si parla di viaggi si parla spesso di sogni nel cassetto, io avevo un progetto: Attraversare tutta la Cordillera delle Ande, da Ushuaia alla Punta estrema della Colombia (la Guajira) e l’ho compiuto, in una serie di viaggi nel 2011 e 2012. All’interno del mio progetto c’era un sogno: percorre l’Inca Trail e sorvolare sulle linee di Nazca, tutti desideri abbastanza cari, quindi li ho messi a budget e poi li ho realizzati.

Molti associano il Perù ad un viaggio molto caro, e prima d’andarci lo pensavo anche io, leggi ovunque che ci vogliono almeno 3.500€ per vederlo decentemente. Ecco essendoci stata per un mese ho capito è una grande bugia. Il problema principale del Sudamerica sono i collegamenti aeri con l’Europa, per motivi che mi sfuggono ce ne sono davvero pochi, quindi arrivarci è piuttosto caro. Questo è il motivo per cui molta gente, me compresa, quando si prende un periodo sabbatico sceglie di viaggiare in Sudamerica, perchè viaggiarci è economico, arrivarci no!

Tornano ai miei sogni cari, sorvolare le linee di Nazca costa circa 100$ se organizzato in maniera indipendente, in questo articolo spiego tutto.

Per quanto riguarda l’Inca Trail ora facciamo chiarezza.

Come arrivare a machu picchu

Come arrivare a Machu Picchu

Ci sono tantissimi modi per arrivare a Macchu Picchi, direi per ogni tasca e per ogni schiena, dipende molto da quanto volete spendere e da quanto volete stare comodi. I modi più famosi sono 2.

  • In treno. La maggior parte della gente ci arriva con un tour organizzato che vi porta in transfer a Ollataitambo, poi da lì si prende un treno di lusso per Aguas Caliente, si dorme una notte nella località più cara e finta del Perù e il giorno dopo si va in bus turistico fino alla porta del sito archeologico, meglio se la mattina presto.
  • A piedi. I backpackers che non vogliono investire centinaia di dollari in un trekking attrezzato ci vanno letteralmente a piedi. Prendi un mini bus fino alla Idroeletrica e poi sali lungo il fiume e la ferrovia fino a Aguas Calientes, da lì o prendi il bus o continui a salire a piedi. Il tutto costa sicuramente poco, ma il paesaggio non è spettacolare ed è molto stancante ugualmente.
  • Trekking ce ne sono tanti

come arrivare a machu picchu

Di Inca Trail ce ne è uno ma ci sono tantissimi trekking alternativi

Ogni agenzia di Cuzco vi proporrà un trekking nella giungla che vi porta a Machu Picchu, c’è quello dove fai anche rafting, quello dove attraversi territori pieni di orchidee, quello più lungo e a parer mio (da quello che mi hanno raccontato) il più bello che dura tre giorni e include anche la vetta di Salcantay.

Nessuno di questo ti permette di entrare a Macchu Picchu dalla Puerta del Sol all’alba, con tutti questi trekking alternativi si entra come tutti dall’ingresso principale.

Io l’ho fatto con Peru Treks, e mi sono trovata benissimo,ma so che ce ne sono anche altri.

Come fare l’Inca Trail Originale

Lo devi prenotare con tempo, e per tempo intendo almeno 6 mesi prima, possono accedervi solo 500 persone al giorno e ti assicuro che esistono più di 500 persone che lo vogliono fare.

Ci sono pochissime organizzazioni che hanno l’autorizzazione per il percorso, vi consiglio di fare delle ricerche incrociate sul web e leggere un po’ di recensioni, ma lo standard è davvero molto molto alto ovunque. Il Perù sono davvero bravi con il turismo, mai visto un paese così.

Devi scegliere il periodo giusto dell’anno, l’importante è che non piova. Si dice che l’inverno sia il periodo migliore ossia giugno – luglio – agosto, in realtà lì si parla di stagione secca che va da aprile ad ottobre; considera che di giorno con il sole fa sempre caldo e la notte scende sempre molto dato che starai quasi sempre sopra i 3000mslm. Se viaggiate verso novembre dicembre aspettatevi grosse piogge, come è accaduto a me, il che vi renderà ultimi per 4 giorni, non è bello!

il mio gruppo
il mio gruppo

Il trekking Dura 3 notti 4 giorni, si dorme sempre in delle aree di sosta attrezzate, ovviamente i bagni sono pochissimi e l’acqua fredda.

Quasi tutto il tempo si salgono gradoni, infatti si percorre il cammino sacro che Inca percorrevano per giungere a Machu Picchu. Vi consiglio di portarvi dei bastoncini da trekking o di prendere un ramo resistente per strada.

Itinerario dell’Inca Trail

Questa descrizione l’ho scritta il giorno dopo aver concluso il cammino, diciamo che ero alquanto concitata, ma ho ritenuto importante citare tutto interamente, l’articolo completo lo trovate qui.

L’Inca Trail originale è abbastanza caro costa circa 500$ e va prenotato almeno con 3 mesi d’anticipo in bassa stagione, per cui diciamo che la maggior parte dei viaggiatori zaino in spalla non lo fa e si concede un percorso alternativo. Quindi, primo punto a sfavore: è frequentato quasi esclusivamente da gringos! Soggetti decisamente poco interessanti che girano il mondo pensando ancora di essere i colonizzatori, con la presunzione di non imparare neanche una parola nella lingua locale; arrogandosi il diritto di farsi comunque sempre capire. Soggetti che sentono la mancanza del cibo cinese e pizza hat, che non mangiano con la gente del posto, che continuano a fare le sesse cose che fanno nei loro paesi anglosassoni ma con una longitudine diversa! (scusate lo sfogo!)

Il nostro campeggio
Il nostro campeggio

La cosa davvero apprezzabile dell’Inca Trail è l’organizzazione, per 16 partecipanti avevamo 22 portadores inclusi cuoco e aiuto cuoco. I portadores sono una delle figure che più mi ha colpito nel mio viaggio (dopo i minatori di Potosì). Solo da pochi anni esiste una regolamentazione sul loro stato lavorativo, diciamo che in Perù fino a meno di 10 anni fa era ancora presente la schiavitù! Queste persone trasportano correndo (nel vero senso della parola) uno zaino di solo 25kg (prima non era regolamentato) per le montagne a 4000mslm! In modo da montare il campo prima che i turisti arrivino. Montano e smontano l’accampamento, ti portano i tuoi bagagli perché noi occidentali sveniamo solo per la camminata, cucinano e ti servono! La guida ci ha tenuto a precisare che dormono in sacchi a pelo e non all’addiaccio come i muli, a certo dimenticavo, ovviamente loro indossano sandali!

Il primo giorno è bello non troppo difficile e con un paesaggio naturalistico vario, abbiamo incontrato solo una leggera pioggerella, neanche troppo fastidiosa.

come organizzare l'Inca Trail

Il secondo giorno è allucinante!!! Dalle 5,30 del mattino alle 12:30 solo e dico solo scale in salita, scalini di almeno 30cm  con un altitudine crescente fino a 4000mslm; avete presente quanto poco ossigeno c’è? Ovviamente il tutto contornato da una acquazzone continuo e vento, diciamo che il cammino è nella foresta pluviale, ma che con la pioggia e la nebbia diventa una nuvola bianca, praticamente stavo salendo una montagna immaginaria nella provincia di Brescia!

nebbia

 

Dopo questa leggera passeggiata e persone con la bombola dell’ossigeno è arrivata la discesa! Rilassante, penserete voi?! Beh, immagina di scendere 2 ore di scale di 30cm nella giungla con l’erba e la pioggia torrenziale, direi per niente scivoloso! Nell’accampamento si regalavano ginocchia! Lato positivo è che la solidarietà con gli altri gruppi è diventata molto intensa e il tutto è sembrato leggermente meno duro.

Il terzo giorno dicono tutti sia il più bello, e secondo me tutti hanno questa percezione perché nn c’è niente di peggio del secondo! Per fortuna la pioggia e la nebbia ci hanno accompagnato solo fino alle 12:00, poi per le restanti 7h di trekking c’è stato il sole! E finalmente si è visto il panorama, incredibile ci sono delle valli oltre la nebbia!! Il tramonto sulla valle di Machu Picchu è stato sensazionale, così anche la torta che ci hanno preparato per cena!

 

come organizzare l'Inca Trail

Il 4 girono ringraziando il celo non pioveva, così la nostra sveglia alle 3:45 a.m. ci ha consentito di vedere una bellissima alba ed arrivare a Machu Picchu alle 7:30!!! Finalmente stavamo raggiungendo il nostro agognato obiettivo e devo dire che c’era una notevole eccitazione trai 500 corridori del inca trail! Superata la puerta del sol, l’emozione è stata forte! La foto da cartolina l’abbiamo fatta, anche quella di gruppo, con un gruppo di cui non gliene fregava poi niente a nessuno! Ma la cosa più bella è stata scendere verso Machu Picchu sedersi su una terrazza e osservare, osservare quella città sperduta che ogni viaggiatore sogna di raggiungere una volta nella vita e che tutti vorrebbero incontrare percorrendo il camino sacro!

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Beh non ho ancora capito se lo consiglierei …forse a qualcuno si ;-), ma sicuramente è stata una forte sfida per il mio corpo e sono fiera di esserci riuscita senza neanche troppi dolori!

La cosa principale è che un giorno, racconterò ai miei nipotini che la nonna ha fatto l’Inca Trail da sola sotto la pioggia, e mi auguro che sogneranno con me!

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Cosa portare per l’Inca Trail

Innanzitutto io consiglio di pagare un portadores, ossia una persona che vi porti il bagaglio, costa circa 40$ per 4 giorni, vi assicuro che il cammino è lungo e lo zaino pesante non è un buon alleato.

Portatevi un piccolo zaino da trekking per il necessario giornaliero, direi 20-25 litri.

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La borsa che consegnerete al portador ve la dà l’organizzazione.

  • 2 pantaloni, perchè si bagnano
  • 1 pile molto caldo
  • 2 o massimo 3 magliette da trekking traspirante
  • 1 maglia termica
  • 1 intimo termico
  • qcs per dormire, anche l’intimo termico va bene
  • cambi di intimo
  • una giacca a vento, anche imbottita
  • una sciarpa
  • guanti sottili
  • cappellino para sole
  • occhiali da sole
  • crema alta protezione
  • burro di cacao protettivo
  • una torcia frontale
  • coltellino svizzero
  • una borraccia
  • un bastoncino da trekking
  • ovviamente scarpe da trekking
  • 3 paia di calze termiche
  • un sacco a pelo molto caldo, diciamo da 0C
  • un sacco lenzuolo , io preferisco perchè tiene più caldo
  • un asciugamano in microfibra
  • come organizzare l'Inca Trail

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 75 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi edito Feltrinelli.

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