Come guadagna un travel blogger: vivere viaggiando

Il mio lavoro mi sorprende continuamente, dopo 10 anni quasi di blogging, nella settimana in cui ho pubblicato l’articolo “Essere Nomadi Digitali: perché non è più quello che voglio

Tutti improvvisamente si sono incuriositi a questo tipo di vita, proprio ora che ho deciso di farlo in maniera meno intensa, quindi colgo l’occasione per fare un po’ chiarezza sia sui nomadi digitali sia su quello che è il mio lavoro.

Cosa significa essere Nomadi Digitali:

Essere nomadi digitali non significa fare il travel blogger, vuol dire semplicemente avere un tipo di lavoro che si può svolgere da remoto e scegliere di viaggiare lentamente e continuativamente. Molti lavori si possono svolgere da remoto, anche cose alle quali magari non avete mai pensato: avere dei negozi on line, fare consulenza, gestire la fatturazione elettronica dei clienti, lavorare con i social media, fare siti, essere programmatori o anche molti ingegneri informatici regolarmente assunti, possono lavorare ovunque nel mondo, basta una connessione e un computer.

Questo è uno dei modi che ti permette massima libertà, di viaggiare ovunque o di stare a casa e condurre una vita libera da vincoli. Chi vuole viaggiare e lavorare contemporaneamente non necessariamente deve lavorare on line, ci sono anche diversi lavori che si possono facilmente fare una volta che arrivi in un paese straniero, in questo articolo ho elencato 37 lavori per viaggiare e lavorare, sicuramente alcuni sono molto creativi, altri molto faticosi, altri si basano su specializzazioni individuali come essere insegnanti di yoga o di diving e ti danno la possibilità di viaggiare molto, ma è necessario fermarsi diversi mesi in ogni location. Questo per dirvi che si può tranquillamente vivere da nomadi o da nomadi digitali senza essere un travel blogger, anche perché non è così facile come si crede diventarlo.

Come guadagna un travel blogger:

In questo paragrafo cercherò di accorpare tutti i modi che conosco, non necessariamente solo come guadagno io. Come tutti i lavori anche il blogging si deve declinare molto sulle proprie passioni e abilità.

Iniziamo con il dire che una persona che ha solo Instagram o Facebook, non è un blogger, ma un influencer e chi ha solo un canale Youtube non è un blogger. Questo non significa che non parlino di viaggi, che non guadagnino e che non siano nomadi digitali, ma è semplicemente un altro lavoro. Un po’ come il chirurgo e l’anestesista, sono entrambi in sala operatoria, ma fanno cose diverse.

Il blogger è una persona che scrive su un sito internet, ovviamente in questo momento storico non può prescindere dall’avere dei canali social e spesso un canale Youtube (segui già il mio canale youtube?) ma il suo lavoro principale si orienta intorno alla scrittura.

Un blog può guadagnare in due modi:

  • Rendita Passiva:

vuol dire che ci sono degli automatismi che ti permettono di guadagnare senza una tua azione, come ad esempio dei banner di pubblicità, dei programmi di affiliazioni, la vendita di prodotti, la vendita di info prodotti.

Quello che molti sottovalutano è che per avere un reale guadagno passivo il sito deve avere un grosso traffico o una grossa forza di indicizzazione. Per essere più specifici, per avere un guadagno che superi i 300€ mensili con i banner di google adsense dovrete avere almeno 200/300.000 visualizzazioni mensili (poi dipende da quanti banner mettete ovviamente). Ci sono anche altri provider privati che ti permettono d’avere una pubblicità dispaly sul tuo sito, ma solitamente per accedervi devi garantire un traffico importante. Per quanto riguarda l’affiliazione non devi necessariamente avere grandi numeri, ma essere molto autorevole. Ad esempio nel mondo travel conosco persone che fatturano solamente da un articolo ben indicizzato spingendo alcuni hotel su Booking. Anche in questo caso, per essere talmente indicizzato da risultare in prima posizione su google e quindi convergere molto, devi essere una persona molto brava sul SEO ossia l’ottimizzazione per i motori di ricerca, che sta alla base di chiunque voglia mai scrivere sul web. Diciamo che se scrivi sul web e non conosci la SEO, nella maggior parte dei casi, hai un diario online.

Anche con gli info-prodotti si può guadagnare molto bene, come ebook specifici o video-corsi, ma per poter davvero essere scelti ed essere pagati, dovrete essere molto autorevoli in materia e soprattutto rispondere ad una domanda davvero di nicchia. Ci sono anche tanti blogger, specialmente all’estero, che vendono prodotti brandizzati, come tazze, magliette, zaini, e in molti casi va davvero bene, in quel caso dovrete essere davvero bravi sul processo di post vendita in modo da garantire tempi di consegna soddisfacenti.

  • Rendita Attiva: 

la rendita attiva è quella dove devi produrre un contenuto che direttamente porta ad un guadagno, il mezzo più comune è quello degli articoli commissionati, ossia dove una azienda ti commissiona un pezzo sponsorizzato nel quale parlare di loro. La tariffa per un articolo simile cambia in base alla tua autorevolezza on line, quella che viene chiamata Domain Authority; e può andare da 20€ a post fino a più di 1000€.

Quello che solitamente risalta più all’occhio sono le campagne sponsorizzate dai brand, che in molti casi sono enti del turismo, che ti mandano in una località per raccontarla sia sul sito che sui social ed in quel caso la retribuzione può essere in base ai giorni di permanenza o in base ai contenuti prodotti. Ovviamente ci possono essere anche campagne promosse da hotel, da brand di viaggio e non, come vestiti tecnici, valige, carte di credito. Solitamente queste aziende ti trovano facendo delle ricerche sul web, è molto difficile che tu riesca a promuovere una campagna a pagamento con un brand con il quale non hai mai lavorato, per la maggior parte dei casi il processo è inverso. In Italia molti brand collaborano con società di PR che quasi nella totalità hanno sede a Milano, sicuramente aiuta essere di Milano o andarci spesso, per conoscere le varie pr negli eventi di lavoro, ma ad ogni modo se sei una persona che produce contenuti di qualità avrai sicuramente modo d’emergere anche abitando lontano.

In pratica possiamo dire che il blog e Youtube ti permettono di guadagnare anche se non hai rapporti  con le aziende perché sono piattaforme che consentono la monetizzazione interna, mentre i social media come Facebook e Instagram ti permettono di guadagnare solo se lavori per un’azienda e questo secondo me è la loro grande pecca ed il motivo per cui ci sono tanti profili finti.

Personalmente come consiglio, invito sempre a puntare su un guadagno indipendente dalle società, almeno per la maggior parte indipendente, perché è davvero molto preoccupante pensare che il proprio sostentamento dipenda solo dalla relazione che si instaura con delle aziende o delle pr e che se per qualche motivo un anno il budget si sposta noi rimaniamo senza lavoro. Meglio sempre diversificare e crearsi una base sicura.

Spero di essere stata il più esaustiva possibile, se avete altre domande lasciatele nei commenti.

 

 

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