La parte più difficile di un cammino è sempre il primo passo. Nel viaggio quel primo passo ha una forma precisa: il momento in cui premi «prenota» su un biglietto per partire senza nessuno accanto. Prima di quel clic arrivano tutte le domande insieme. Mi annoierò? Sarà pericoloso? Da dove comincio?

Viaggio in solitaria dal 2008, ho visitato 80 paesi e ho intervistato più di cento persone che hanno fatto la stessa scelta. Quello che ho imparato è che la maggior parte di queste paure si scioglie nel momento in cui si comincia a organizzare, perché ogni dubbio diventa una decisione concreta da prendere. In questa guida ti accompagno passo dopo passo, dalla scelta della meta alle cose da sistemare prima di partire.

Una premessa che per me è importante: il primo viaggio in solitaria non sarà l’ultimo della tua vita. Se il paese che sogni da anni oggi non ti chiama, o non te la senti di affrontarlo senza compagnia, va bene così. C’è un tempo per ogni viaggio, e il primo serve soprattutto a scoprire come viaggi quando a decidere sei solo tu.

Viaggiando in solitaria sta solo a noi scegliere di prendere una strada o l’altra, oppure di non prenderne nessuna e sedersi ad aspettare gli eventi.

Primo viaggio da soli: una laguna in Kerala, India

Che tipo di esperienza stai cercando?

Prima ancora della meta conviene chiedersi perché si parte. I viaggi non sono tutti uguali, così come non lo sono le ragioni che ci spingono a farli. C’è chi parte perché attraversa una crisi lavorativa, chi perché è finita una storia importante, chi perché sente di aver esaurito le energie e chi, semplicemente, ha finalmente del tempo tutto per sé.

Si può cercare svago, silenzio, avventura, incontri, oppure tutte queste cose insieme. Non esiste una risposta giusta, esiste la tua, e conoscerla prima di scegliere ti evita di ritrovarti in un posto che non risponde a quello di cui avevi bisogno. Su questo vale la pena essere onesti fino in fondo: a volte diciamo di volere l’avventura quando in realtà abbiamo bisogno di riposo, e scegliere un trekking di dieci giorni per dimostrare qualcosa a qualcuno è il modo più sicuro per tornare delusi.

Quanto costa un primo viaggio da soli?

In Italia si tende a sovrastimare quanto costi viaggiare, e spesso è proprio il budget immaginato a far rimandare la partenza. La realtà dipende molto dalla zona del mondo e dal tipo di viaggio. In gran parte del Sud-est asiatico, dell’America Latina e dei Balcani si viaggia ancora con una cifra intorno ai 35-50 euro al giorno, compresi alloggio in guest house o ostello, cibo, trasporti locali ed escursioni. In Europa occidentale, in Australia o in Giappone la cifra sale, indicativamente tra i 70 e i 120 euro al giorno se dormi in ostello o in camere semplici. Ovviamente parlo di viaggio, non di vacanza in resort.

Chi viaggia in solitaria deve mettere in conto anche il costo della stanza singola. Nei paesi economici fa poca differenza, in Europa invece può pesare parecchio, ed è uno dei motivi per cui ostelli e piccole camere private sono così diffusi tra chi parte senza compagnia.

Il vero lusso in viaggio è il tempo, non i soldi. Negli anni ho visto tantissime persone accorciare il viaggio perché avevano pochi soldi, non poche ferie, ed è l’errore più grande che si possa fare: se il budget è stretto, la soluzione è spendere meno ogni giorno, non partire per meno giorni. Bastano un po’ di creatività e di flessibilità. Ne parlo anche in questi articoli su come viaggiare risparmiando e su come dormire low cost nel mondo.

In che periodo dell’anno conviene partire?

Non tutti i mesi sono adatti a ogni paese, e non è solo una questione di caldo o freddo. In bassa stagione molti luoghi diventano più difficili da girare: strutture chiuse, trasporti ridotti, pochi altri viaggiatori. Per un primo viaggio in solitaria questo conta più del solito, perché trovare tutto aperto e incontrare altre persone rende l’esperienza molto più semplice.

Il mio consiglio è di puntare sulla media stagione: prezzi più bassi dell’alta stagione, clima ancora buono e abbastanza viaggiatori in giro da non sentirsi mai isolati. Quindi scegli una meta, vedi qual è la stagione alta per quella destinazione e prendi le settimane o subito prima o subito dopo, avrai tempo e costi migliori

Quanto tempo hai a disposizione?

Sembrerà controintuitivo, ma meno tempo hai e più è difficile, e caro, viaggiare. Con pochi giorni bisogna organizzare tutto prima di partire perché ogni tassello si incastri, e così basta un inconveniente lungo la strada per irritarsi e cominciare a mettere in discussione la scelta di essere partiti in solitaria.

Quando invece il tempo c’è, ci si può lasciar ispirare dalla strada, dagli incontri, dalle suggestioni, senza pensare solo a cosa c’è da vedere, e prendersi anche dei momenti per far decantare quello che si sta vivendo. Anche dal punto di vista economico conviene: con più giorni si ammortizzano i voli, si scelgono mezzi più lenti ed economici e si trovano più facilmente compagni con cui dividere qualche spesa.

Organizzare il primo viaggio da soli

Dove andare per il primo viaggio da soli?

Se hai già in mente un posto, parti da lì: il desiderio è la bussola migliore. Se invece non hai ancora le idee chiare, ci sono destinazioni che rendono il primo viaggio in solitaria più semplice, perché sono sicure, ben collegate, abituate ai viaggiatori indipendenti e piene di occasioni per conoscere altre persone.

In Europa penso alla Spagna e al Portogallo, dove ci si muove facilmente in treno e in autobus e gli ostelli sono tra i migliori del continente, all’Irlanda, dove parlare con gli sconosciuti è quasi uno sport nazionale, e a Malta, piccola, anglofona e perfetta anche per pochi giorni. Se cerchi la natura, l’Islanda è uno dei paesi più sicuri al mondo, anche se richiede un budget più alto.

Fuori dall’Europa la Thailandia resta la porta d’ingresso classica per chi viaggia in solitaria: rotte collaudate, costi bassi e una comunità di viaggiatori enorme. Il Vietnam è il passo successivo, un po’ più avventuroso ma ugualmente accessibile, mentre il Giappone è la scelta ideale se ti spaventa l’idea di perdere il controllo della situazione: tutto funziona, tutto è ordinato ed è tra i paesi più sicuri al mondo.

È sicuro viaggiare da soli?

È la domanda che mi fanno più spesso, e la risposta onesta è che i rischi dipendono soprattutto dalla destinazione e dal contesto, molto meno dal fatto di essere in compagnia. Ci sono però alcune abitudini che rendono qualsiasi viaggio in solitaria più tranquillo.

Prima di partire consulta sempre Viaggiare Sicuri, il sito della Farnesina con le informazioni aggiornate sulla situazione di ogni paese, e registra il tuo viaggio su Dove siamo nel mondo, il servizio che permette alla Farnesina di rintracciarti in caso di emergenza. Prenota sempre la prima notte, così all’arrivo, quando stanchezza e disorientamento si fanno sentire, hai già un indirizzo dove andare. Lascia a qualcuno di fiducia il tuo itinerario di massima e condividi la posizione in tempo reale nei tratti più isolati. Tieni una copia digitale di passaporto e documenti sul telefono e una in una mail, e dividi contanti e carte in posti diversi.

Infine, fidati delle tue sensazioni. Se una situazione non ti convince, non serve una ragione precisa per andartene: in viaggio l’istinto è un alleato, non un’esagerazione. Se sei una donna e vuoi approfondire, ne parlo anche nell’articolo dedicato a chi vuole iniziare a viaggiare da sola.

Come costruire l’itinerario e capire le distanze

Per chi non l’ha mai fatto, decidere un itinerario non è facilissimo: quanto fermarsi in ogni luogo, quanto tempo dedicare alla natura, quanto ai trasporti. Noi europei tendiamo a misurare le distanze in un solo modo, come se cento chilometri corrispondessero sempre a un’ora di viaggio e ovunque ci fossero orari dei trasporti affidabili e un ufficio informazioni. Nella maggior parte del mondo non è così. Spesso è inutile chiedere quanto dista un luogo, meglio chiedere quante ore ci vogliono per arrivarci: in Madagascar ho percorso 23 chilometri in tre ore.

La regola che do a tutti per il primo viaggio è semplice: prevedi meno tappe di quelle che vorresti. Fermarsi almeno tre notti in ogni posto ti dà il tempo di orientarti, di riposare e di vivere davvero il luogo invece di attraversarlo con lo zaino in spalla.

Dove dormire nel primo viaggio in solitaria

Non in tutti i paesi si ha la stessa scelta, e la sistemazione giusta cambia da un posto all’altro. Nel Sud-est asiatico spesso conviene una guest house, perché costa pochissimo e offre una stanza privata, mentre in Europa o in Australia l’ostello resta di gran lunga la soluzione più economica. E nemmeno gli ostelli sono tutti uguali: ci sono quelli da festa, i coliving per nomadi digitali, quelli tranquilli e quelli pensati per le famiglie. Ho scritto una guida su come scegliere un ostello e una su che camerata scegliere, oltre a un approfondimento su Couchsurfing per chi vuole essere ospitato da persone del posto.

Per il primo viaggio ti consiglio di alternare: qualche notte in ostello per conoscere gente e qualche notte in una stanza tutta tua per ricaricarti. Trovi tutte le opzioni nel mio articolo su dove dormire viaggiando da soli.

Dove dormire nel primo viaggio in solitaria

Come conoscere persone viaggiando da soli

Una delle paure più comuni è quella di annoiarsi o di sentirsi soli. In realtà viaggiare in solitaria è il modo più semplice per incontrare persone, perché si è più aperti e anche gli altri si avvicinano con più facilità a chi non è chiuso in un gruppo.

Gli ostelli con spazi comuni sono il luogo più ovvio, ma non l’unico. I free walking tour, che trovi in quasi tutte le città, sono perfetti per il primo giorno: due o tre ore in compagnia, e spesso si finisce a pranzo insieme. Lo stesso vale per corsi di cucina, escursioni di gruppo di una giornata, lezioni di yoga o di surf. Se preferisci partire con qualche contatto già fatto, puoi cercare compagni di viaggio online oppure scrivere nel mio gruppo Facebook Viaggiare in Solitaria, dove più di 217.000 persone si scambiano consigli e, a volte, si danno appuntamento in giro per il mondo.

E poi c’è l’altra faccia della medaglia. Imparare a godersi anche i momenti di solitudine, una cena con un libro, una giornata intera senza parlare con nessuno, fa parte del viaggio quanto gli incontri, ed è spesso lì che succedono le cose più importanti.

A chi chiedere consigli

Capire quali escursioni si possono fare in autonomia e quali è meglio fare con un’agenzia locale può rendere il viaggio molto più sicuro e farti risparmiare parecchio. In tanti anni mi sono accorta che chi parte per la prima volta ha spesso paura proprio della destinazione che vorrebbe visitare, e si chiede se sia adatta a un primo viaggio in solitaria. È normale, ed è per questo che conviene confrontarsi con qualcuno che ci è già stato o che ha più esperienza: viaggiatori incontrati online, forum, gruppi dedicati, oppure le persone del posto, che sono quasi sempre la fonte migliore.

La paura prima di partire

Anche chi nella vita di tutti i giorni è una persona sicura e determinata può sentirsi insicura all’idea di affrontare il primo viaggio in solitaria, magari all’estero. È un’emozione del tutto normale: è giusto avere paura di ciò che non conosciamo. La differenza non sta nel non avere paura, ma nel partire nonostante la paura. Ho scritto una riflessione su questo tema, la trovi in Quanto vale la paura?.

Quasi tutte le persone che ho accompagnato mi hanno raccontato la stessa cosa al ritorno: la paura era fortissima la sera prima di partire e si era già ridimensionata dopo il primo giorno, appena ci si era resi conto di sapersela cavare.

Le cose da sistemare prima di ogni viaggio in solitaria

La prima riguarda i documenti. Verifica con largo anticipo se serve un visto, anche solo di transito per uno scalo, e se va richiesto prima di arrivare alla frontiera. Ho incontrato molte persone respinte all’imbarco o al confine per non averlo controllato, costrette a pagare centinaia di euro per un volo di rientro.

La seconda è l’assicurazione sanitaria di viaggio. Se ne parla sempre, eppure continuo a vedere raccolte fondi per ragazzi che si sono fatti male dall’altra parte del mondo e non sanno come pagare le spese mediche: in paesi senza sanità pubblica una frattura può costare migliaia di euro. Personalmente la faccio anche in Europa, e in questo articolo spiego perché. Da molti anni mi affido a Heymondo, che ha un’app semplicissima e un’assistenza attenta, e i lettori del sito hanno uno sconto del 10% dal mio link.

La terza è restare connessi. A me tranquillizza moltissimo: posso usare le mappe, ritrovare i luoghi che ho salvato mentre organizzavo e mandare la posizione in tempo reale a chi è a casa quando sono in posti un po’ isolati. In alcuni paesi la sim locale si compra in aeroporto per pochi euro, in altri è cara o complicata, e in quei casi conviene una eSIM da attivare prima di partire. Io uso da anni Holafly, e dal mio link hai il 5% di sconto.

Trekking a Lion’s Head, Città del Capo

Organizzare il primo viaggio in solitaria con me

Ho viaggiato in 80 paesi, in molti sono tornata più volte e spesso mi ci sono fermata per più di un mese. Sono psicologa del turismo e mi sono trovata nelle stesse situazioni in cui potresti trovarti tu: conosco i dubbi, i timori e gli errori ingenui che si fanno la prima volta, perché li ho fatti anch’io. Il mio obiettivo è insegnarti a viaggiare in autonomia: non prenoto le strutture al posto tuo, ti insegno a cercarle, costruiamo insieme l’itinerario, impariamo a orientarci tra i trasporti e a preparare uno zaino leggero e funzionale, e se ne senti il bisogno ti accompagno anche dal punto di vista emotivo.

Abbiamo parlato di noi e dei nostri viaggi, fatti e previsti, di cosa ci piace… Dopo la chiacchierata tre erano le mete individuate insieme, per ognuna mi ha mandato uno schizzo di viaggio, ne ho scelta una e abbiamo continuato a definirlo insieme, io sempre di più, lei pian piano lasciandomi sempre più spazio man mano che le mie idee si sviluppavano. Fosca

Se vuoi partire con un supporto pratico, scopri come funziona la consulenza per il primo viaggio da soli. Se invece senti che il viaggio è parte di un cambiamento più grande, posso accompagnarti con un percorso di travel coaching.

Domande frequenti sul primo viaggio da soli

Meglio un viaggio organizzato o fai da te la prima volta?

Dipende da quanto ti senti a tuo agio con l’imprevisto. Un viaggio di gruppo garantisce compagnia e logistica risolta, ma ti toglie una parte della scoperta. Una via di mezzo che funziona molto bene è il fai da te in un paese facile, integrato da qualche escursione di gruppo di una giornata.

Quanto dovrebbe durare il primo viaggio in solitaria?

Direi almeno una settimana, meglio due. I primi due o tre giorni sono quasi sempre di adattamento, e un viaggio troppo breve rischia di finire proprio quando cominci a sentirti a tuo agio.

Serve sapere l’inglese?

Aiuta molto, soprattutto per conoscere altri viaggiatori, ma non serve essere perfetti: bastano le basi e un po’ di coraggio. Ne parlo in perché chi viaggia in solitaria dovrebbe saper parlare inglese.

Ci si annoia viaggiando da soli?

Molto meno di quanto si immagini. Si incontrano più persone che in coppia o in gruppo, e i momenti di solitudine, quando arrivano, diventano spazi preziosi per riposare, leggere, osservare.

È più caro viaggiare da soli?

Un po’, soprattutto per l’alloggio, perché non si divide la stanza. Ostelli, guest house, camere private piccole e mezzi pubblici riducono molto la differenza, e in tanti paesi la spesa resta comunque contenuta.

Si può iniziare a viaggiare da soli a 50 o 60 anni?

Assolutamente sì, e sempre più persone lo fanno. Sul sito trovi le storie di chi ha cominciato dopo i cinquant’anni, come chi è diventato backpacker dopo una vita di lavoro o Loredana, che a 50 anni ha fatto il giro del mondo.

Viaggiare in solitaria nel bosco di Corviano, nel Lazio