Viaggi e Psicologia perché queste due tematiche sono collegate

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È dal 2010 che ho iniziato ad interessarmi di queste mie due grandi passioni, come la psicologia orienta il viaggio e come i viaggi impattano sulla psicologia, o meglio sulla nostra psiche. I viaggi sono esperienze affascinanti e avvincenti che ci permettono di esplorare il mondo esterno, scoprire nuove culture, paesaggi mozzafiato e connetterci con persone diverse da noi. Eppure non sempre la scelta dei viaggi che decidiamo intraprendere è totalmente frutto della moda o del marketing, la nostra psicologia, o meglio i nostri tratti di personalità influenzano e non poco questa scelta. Questo è stato il primo interrogativo che mi sono posta, all’inizio il mio interesse era nell’industria del turismo, così per rispondere a questa articolata domanda ho condotto uno studio che è stato pubblicato in una pubblicazione scientifica. Ma con il passare del tempo, dei viaggi e degli incontri ho capito che l’aspetto che mi interessava di più era un’altro, analizzare l’effetto che i viaggi hanno sulla nostra psicologia, sulla nostra vita, poiché le esperienze di viaggio possono scatenare una serie di reazioni emotive e mentali davvero sorprendenti e se veicolate bene, possono in fin dei conti cambiarci, o aiutare a farlo. In questo articolo, esploreremo insieme alcune tematiche legate ai viaggi e alla psicologia, prendendo spunto da quello di cui tratto nel mio podcast TRAVEL THERAPY che trovate ogni lunedì sulla vostra piattaforma di podcast preferita.

La Psicologia del Viaggio cosa è e perché ne abbiamo bisogno

Viaggio come Metafora della Vita

Il viaggio è spesso paragonato alla vita stessa, poiché entrambi presentano sfide, cambiamenti e momenti di crescita personale. Come affermato nel podcast, il viaggio può essere visto come una metafora per il processo di auto-esplorazione e crescita interiore. Quando ci immergiamo in una nuova destinazione, ci troviamo di fronte a situazioni inaspettate e sconosciute, che ci spingono a sviluppare abilità di adattamento e flessibilità mentale. Il viaggio si capisce e si apprezza soprattutto guardandolo dalla fine verso l’inizio, intendo che in questo modo possiamo osservare e prendere consapevolezza di tutte le piccole cose che abbiamo imparato e superato. Sono tutti meccanismi che si attivano sempre, a prescindere, ma la differenza, quello che lo trasforma in un momento di crescita è proprio la capacità di avere uno sguardo più consapevole sul processo, in alcuni casi possiamo sviluppare questo sguardo in maniera indipendente in altri, se non conosciamo gli strumenti è meglio affidarsi ad un travel coach, almeno per imparare ad impostare il metodo.

Liberare sé stessi

L’ho detto mille volte, ma meglio ripetere sempre, quando facciamo un viaggio, meglio se da soli, e usciamo dalla nostra area di comfort ci troviamo nella rarissima situazione in cui siamo davvero noi stessi, in cui possiamo davvero capire cosa ci piace, cosa ci rende felice, cosa invece non amiamo fare, senza costrizioni sociali, senza dover assecondare altre persone, è altamente liberatorio e molto illuminate.

Lontani dalla nostra zona di comfort, siamo costretti a confrontarci con aspetti di noi stessi che potremmo aver evitato o ignorato. I momenti in solitaria e in riflessione durante i viaggi possono portare alla riflessione più presente su queste questioni personali e consentirci di guadagnare maggiore consapevolezza di chi siamo realmente.

Fatti delle paure tue

Tantissimi persone mi chiedono “come superare la paura di viaggiare da soli”, come se ci fosse una paura universale, come se tutti avessero la stessa cosa che fa loro paura, o lo stesso immaginario. Di paure sul viaggio ne ho parlato in abbondanza, ma quello che secondo me è importante sottolineare è che quando ci troviamo frenati davanti ad una cosa che si spaventa dovremmo farci delle semplici domande: quale è lo scenario che ci fa paura, nel senso quale è l’immagine che richiami alla mente che ti spaventa. È una paura tua o di qualcun altro? No, non sto dicendo un’assurdità, ma tantissime persone, specialmente in Italia, assorbono le paure dei propri genitori o di figure con similare importanza emotiva, in pratica ci ritroviamo con sentimenti che non abbiamo esperito noi in prima persona ,quindi non riusciamo a definirli bene e ovviamente neanche a trovare una soluzione . faccio un esempio, molte persone mi dicono “ho paura che succeda qualcosa di brutto”, ossia una frase molto molto vaga, ma esattamente cosa sarebbe qualcosa di brutto? Perdere il treno, perdere il bagaglio, essere aggrediti essere rapiti, morire in un incidente? Ognuna di queste paure specifiche può essere diciamo razionalizzata, si possono trovare delle soluzioni, strumenti che ti posso aiutare o modi diversi di metterle a fuoco, ma una paura vaga, resta vaga e quindi irrisolvibile. Quindi ritornando alle domande di prima, una volta che abbiamo individuato la paura e analizzato nel dettaglio possiamo trovare strategie per superarle, e la cosa che mi stupisce è che è un processo che mettiamo in atto ogni giorno della nostra vita, davanti ai problemi della quotidianità ma che nel contesto viaggio spesso paralizza, forse perché viene visto come evitabile, non necessario.

Il potere del tempo del viaggio

Spesso per affrontare alcune questioni nella vita servono mesi, anni, mentre in viaggio è talmente tutto intenso, tutto rapido che spesso si fanno dei passi da gigante in poco tempo, e mi sento di dire che se non siamo abituati all’auto osservazione dei nostri comportamenti, non ce ne accorgiamo neanche. Pensiamo solo a quanto lavoriamo sulla nostra capacità di Problem solving, sulla flessibilità, sulla presa di decisione, che deve essere sempre rapida e concreta, sulla timidezza, sulla fiducia, potrei stare ore ad elencare aspetti che in viaggio sono cruciali e che sono vissuti ed elaborati modo molto più rapido che nella vista di tutti i giorni. Il viaggio è una palestra perfetta, è lo scenario che forse cerchiamo, senza saperlo in molti momenti critici della nostra vita, il mio lavoro degli ultimi 10 anni è proprio accompagnarvi in questo percorso di consapevolezza.

La Crescita dell’Empatia

I viaggi ci mettono in contatto con persone provenienti da diverse culture e sfondi sociali. Questa esposizione alla diversità può promuovere la crescita dell’empatia, poiché impariamo a comprendere e apprezzare i punti di vista altrui. Essere testimoni delle sfide e delle gioie delle persone che incontriamo durante i viaggi ci insegna ad essere più tolleranti, compassionevoli e comprensivi. Più si viaggia e più, se siamo allineati questo processo viene stimolato e ampliato. “conoscere di persona” chi è diverso da noi ci avvicina moltissimo, mi apre verso nuove scenari e nuove sensazioni e in molti casi questo processo contagia anche il mondo naturale. Vedere di persona come la natura sta cambiando, quanto si sta affossando o anche semplicemente quanta violenza si agisce su di essa per un semplice tornaconto edonistico che durante il viaggio a volte si amplifica, penso ai selfie con le tigri addormentate, le foto con le stelle marine, le cavalcate a dorso d’elefante, tutte cose dannose che all’inizio ci incuriosiscono, ma che quando sviluppiamo l’empatia ambientale ci inorridiscono. Ne parlo più nel dettaglio in un episodio del podcast che si chiama “Viaggiare ti rende forse più ambientalista?

I viaggi sono un’opportunità per esplorare il nostro mondo interiore, affrontare sfide personali, crescere come individui e sviluppare empatia verso gli altri. Quando viaggiamo con una mente aperta e una consapevolezza del nostro impatto, possiamo trasformare le esperienze in momenti di crescita e arricchimento sia per noi stessi che per il mondo che ci circonda. Quindi, la prossima volta che ti prepari per un viaggio, ricorda di essere aperto alle sfide e alle opportunità di crescita che ti attendono lungo il percorso. Buon viaggio e buona esplorazione di te stesso e del mondo!

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Autore

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 75 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi edito Feltrinelli.