Ti insegna di più un viaggiatore o un indigeno?

Sono una blogger fortunata, ho molte persone che mi leggono e questo vuol dire che spesso ho anche delle critiche o commenti negativi, ho una carattere molto permaloso anche se negli ultimi anni ho cercato di moderarlo, specialmente sul lavoro.

La settimana scorsa un follower ha commentato una mia foto di una festa in spiaggia a Gili Air dicendo che non sono una brava viaggiatrice perché metto le foto di serate con occidentali e “discoteche”. Poi chi ho spiegato che una festa intorno al fuoco su un’isola tropicale non è esattamente una discoteca!

Non nego che mi sono molto arrabbiata perché mi sono sentita incompresa, poi ho iniziato a rifletterci.

cosa ti insegna un viaggiatore

Lo sapete quale è la cosa che io più cerco in un viaggio?

Il confronto! Confronto con persone che vivono la vita in una maniera diversa dalla mia, che possono insegnarmi cose nuove, amo imparare oggi giorno da persone più coraggiose, più avventurose di me, amo avere punti di vista nuovi su argomenti comuni come il cibo, la casa, l’amore, i soldi, non si smette mai da essere stupiti da quello che le persone possono darti.

Io organizzo sempre il viaggio in modo da stare quanto più è possibile con la gente del luogo, anche se ogni volta che parto ho una domanda diversa e questa volta per me è un cammino totalmente diverso dai viaggi precedenti.

Premetto che questo è solo il mio punto di vista personale, non è esatto, non è assoluto, è solamente il frutto delle mie riflessioni.

Negli ultimi tre anni sono stata continuamente in Sudamerica, senz’altro la parte di mondo che più amo, io sono quasi bilingue spagnola, per me è una grossa fortuna perché ho potuto parlare con ogni tipo di persona, in ogni minuscolo villaggio delle Ande, mi sono fatta dare ricette di cucina dalle signore dei mercati boliviani, ho parlato ore con i tassisti di Buenos Aire su come loro educavano i figli, ogni mio trekking è stata una chiacchiera continua con le guide e i cuochi.

cosa ti insegna un viaggiatore

La cultura sudamericana è molto vicina a quella europea, non per loro scelta ma per dominazione spagnola, praticamente tutto quello che c’era di indigeno è stato strappato con la forza e con il sangue.

L’Indonesia è un paese molto lontano da noi, non solo in termini di miglia ma soprattutto culturali, e per quanto mi riguarda credo che la barriera più alta sia la lingua. Qui davvero poche persone parlano inglese, sicuramente si può comunicare molto con gli sguardi, con i sorrisi, ma è difficile capire di più. Per fortuna ci sono molte home stay in questo modo si ha la possibilità di condividere spazio e tempo con una famiglia qualunque, si apprende molto della loro quotidianità, ma è difficile, almeno per me, entrare in maggior contatto. Purtroppo in parte il turismo porta cattive abitudini, ogni indonesiano che parla bene inglese ci vede come portafogli con le gambe, spende, tranne rare eccezioni, il proprio tempo a convincerci di venderci qualcosa, magari ce lo confessa dopo mezz’ora di chiacchiera, ma prima o poi lo dice!

Scusate il volo pindarico però credo che alla fine per me la verità sia questa:

Le persone dalla quali ho imparato di più, quelle che mi hanno aiutato a cambiare la mia prospettiva sulla vita sono quelle che partono da un qualcosa in comune con me.

L’essere umano ha bisogno di immedesimarsi, condividere, proiettare parti di se stesso per poter poi accettare a livello cognitivo che anche lui può fare una determinata cosa.

cosa ti insegna un viaggiatore

Ho conosciuto un ragazzo catalano che ha lasciato la Spagna, è un massaggiatore e fisioterapista, fa massaggi sulla spiaggia o negli alberghi, guadagna ogni giorno quello che gli serverà per la settimana successiva. La sua dieta dipende da quanto riesce a lavorare, niente è certo per lui solo l’oggi. Questo incontro mi ha molto colpito, molto di più di conoscere una famiglia di Lombok che vive in 5 in una stanza. Il ragazzo spagnolo partiva da un contesto simile al mio, ha deciso coscientemente di mettere in crisi il suo sistema per una qualità della vita più adatta a se stesso.

Con questo dico che nessuno può arrogarsi il diritto di decidere cosa può essere o meno interessante per una terza persona, ogni viaggiatore è in un momento diverso della propria vita, con una domanda ben differente.

A volte quando mi trovo in mezzo a culture tanto differenti senza riuscire a comunicare, mi sembra di vivere in un documentario di National Geographic , qualcosa che ti può arricchire a livello culturale o di consapevolezza sociale, ma, non ti tocca la pancia almeno non la mia!

 

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