Sudafrica: un on the road sulla Wild Coast

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La costa del Sudafrica è davvero lunghissima abbraccia quasi tutta l’ampiezza del paese, però solo alcuni tratti sono di solito scelti dalla maggior parte dei turisti e mi riferisco in particolar modo alla garden route, e al parco di St Lucia.

Fin dalla prima volta che sono venuta in Sudafrica tutti i miei amici mi hanno sempre raccomandato di visitare l’Eastern Cape per vivere la vera essenza del Sudafrica, diciamo pure, un angolo di Africa vera in un paese fin troppo occidentalizzato.

Per chi non lo sapesse l’Eastern Cape è la zona del Sudafrica in cui furono segregati i neri durante l’apartheid, quindi parliamo di una zona totalmente nera (perché qui in Sudafrica ci sono ancora aree di colori diversi purtroppo) e di etnia Xhosa.

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Molte delle statistiche dicono che si tratti della zona più povera del paese, ma dopo averla percorsa tutta ed essermi confrontata con persone che lavorano in numerosi progetti di sviluppo direi che il dato non è esattamente corretto. La maggior parte degli abitanti dell’Eastern Cape vivono di agricoltura e pastorizia quindi vengono registrati come primi d’occupazione, la cultura Xhosa punta molto sull’essere autosufficienti, in questa zona il cibo non manca, l’acqua tantomeno data l’abbondanza di fumi. Le case sono curate e con molto spazio verde a disposizione, le scuole frequenti e gli ospedali recentemente ristrutturati grazie ai fondi dello stato. Sicuramente è una zona poco avanzata a livello di sviluppo, ma con certezza posso dire che le persone vivono dignitosamente, la maggior parte fuori dalle situazioni di disagio estremo che ho visto nelle township di grandi citta.

wild coast Southafrica

Se dobbiamo tracciare dei confini la Wild Coast va da East London a Port St Johns e si articola lungo la N2. Io ho scelto di percorrerla in macchina, ho affittato una macchina prenotandola facilmente sul sito di Auto Europe e poi l’ho ritirata e consegnata in prossimità degli aeroporti.

È sicuro guidare da soli sulla Wild Coast?

Assolutamente si, ammetto che mi era stato fatto un po’ di “terrorismo psicologico” anche da parte di alcuni amici di Cape Town, mi avevano detto che per una donna da sola non era una scelta sicura. Personalmente tutta questa differenza di sicurezza io non l’ho notata, ho trovato solo una differenza di strada, quindi ritengo di poter dare qualche consiglio pratico su come affrontare la Wild Coast con una macchina.

  • Prima regola non guidate mai dopo il tramonto, questo generalmente è bene non farlo in tutto il paese, ma in questa zona ancora di più perché molta gente cammina sul ciglio della strada e di notte si rischia di non vederla, non essendo le strade illuminate.
  • Andate molto piano, direi tra i 60 e 80 km/h si attraversano tantissimi paesi, ci sono decine e decine di bambini che tornano da scuola, mandrie che pascolano e attraversano spessissimo la strada, cani randagi che sbucano all’improvviso e tantissimi taxi locali che non rispettano esattamente le regole del sorpasso.
  • Cercate di partire sempre presto e considerando gli orari del tramonto, qui dicono che sulla strada non sai mai cosa può accadere e di solito rispetto i consigli dei locali.
  • Considerate che la N2 non è una strada costiera e in ogni punto voi vogliate andare dovete prendere una strada perpendicolare al mare che vi porta nel paesino e se poi volete solo andare in quello al lato è necessario rifare tutta la strada al contrario, tornare sulla N2 e poi riprendere un’altra strada verso il mare, quindi i tempi si allungano tragicamente anche per muoversi di 40km.
  • Le strade per arrivare ai paesini non in tutti i casi sono asfaltate quindi verificate prima di partire e chiedete alla gente del posto.

Wild Coast Sudafrica

Dove andare sulla Wild Coast

Premesso che ci sono moltissimi altri posti dove alloggiare e cose da fare, io vi racconto la mia esperienza, della quale sono molto soddisfatta.

Tralasciate East London è una città che non offre un gran che, anche se c’è una zona ricca che piace a molte persone, ma in una zona così bella non ha minimamente senso restare in città.

Cintsa

La prima tappa sarà Cintsa, uno dei “miei posti nel mondo” una di quelle viste dove non chiedi nient’altro alla tua giornata, dove potresti restare ore a scrivere, a leggere o semplicemente a guardare l’orizzonte. Ci sono stata due volte, e me ne sono andata via con la forza, gli occhi mi si riempiono ogni volta che sono lì.

Come ho raccontato ampliamente in questo post, il Buccaneers è enorme struttura, una parte backpack e un’altra lodge che avvolge tutta la collina a ovest del fiume. Ha una vista sensazionale, è l’unica struttura da quel lato del fiume e soddisfa ogni vostro desiderio, dal bar, due ristoranti, piscina, lezioni di surf, cavalcate sulla spiaggia, yoga, ogni cosa! E soprattutto, ogni cosa con vista.

Quest’anno mi sono addentrata anche al di là del fiume, in senso letterale, c’è un piccolo villaggio, un paio di ristoranti, un birrificio artigianale, e nel week end fanno diverse attività per strada.

Cintsa Wild Coast
La mia stanza al Buccaneers Lodge & Backpack

Se state guidando voi la macchina vi consiglio di fare come seconda sosta Coffee Bay, so che è quasi alla fine della wild coast, ma nasconde un segreto. Dopo Cintsa, Coffee Bay è l’unico posto che ha una strada asfaltata per raggiungerlo, e ascoltate il mio consiglio….. vale la pena scegliere l’asfalto.

Coffee Bay

Coffee Bay è un piccolo villaggio diventato popolare tra i backpacker verso la fine degli anni ’90. Ci sono 3 backpacker principali Sugarloaf, Fiends e Coffee Shacs e un hotel molto chick l’Ocean View Hotel. Sicuramente il più frequentato è Coffee Shacs, c’è sempre tantissima gente, a parer mio è molto party hostel, adatto per i ventenni o per chi ha molta voglia di divertirsi e fare festa. A me non piace particolarmente, ma è il posto dove si socializza di più. Come lato positivo ha che è l’unico vicino al mare, anche se non ha vista, ha il ristorante e bar interno, la domenica offre la cena gratis a tutti gli ospiti.

La spiaggia di Coffee Bay
La spiaggia di Coffee Bay

L’ostello organizza tantissime attività dal giro nel villaggio Xhosa, ai cosi di surf, al drink al tramonto sulla collina, a un trekking al giorno. Come escursioni giornaliere si può andare verso est a delle scogliere dalla quali ci si può tuffare o verso ovest a quello che chiamano Hole in the wall, un piccolo paesino con un arco naturale; la spiaggia qui è davvero molto molto bella. Da Coffee Bay possono partire dei bellissimi trekking di più di un giorno, verso est si va a Mndumbi, che è un altro paesino nella natura con un backpack sulla spiaggia. Sono circa 4-5 ore di cammino poi si resta a dormire una notte e loro ti mettono a disposizione il servizio di navetta per il ritorno.

Verso ovest invece di arriva fino a Bulungula, ed è quello che ho fatto io.

Hole in the wall
Hole in the wall

Trekking da Coffee Bay a Bulungula

È un trekking di due giorni che consiglio vivamente, il percorso è piuttosto semplice, si salgono e scendono dolci colline, si cammina molto sulla spiaggia, si incontrano decine di animali al pascolo. Prima di arriva a Hole in the wall dopo circa 2,30h 3h, la spiaggia è molto bella, la marea è bassa è piacevolissimo nuotare. Altre due ore di cammino e di arriva a Lubanzi. Lì si hanno due opzioni o dormire in una guest house, o al Wild Lubanzi l’unico backpack del villaggio gestita da quella che chi c’è stato chiama “la coppia hippy”. Io ho dormito al Wild Lubanzi, i ragazzi stanno facendo tutto l’ostello nuovo a mano, senza l’aiuto di nessuno. Una piacevole nottata e chiacchierata post cena. La mia guida ha detto che si può arrivare a Lubanzi in 4.30h io ce ne ho messe 7! Non so se perché faccio tante foto o perché sono lenta, ma meglio avvertirvi.

trekking a Bulungula
trekking a Bulungula

La seconda giornata a parer mio è meno piacevole il paesaggio è più monotono ma più semplice, si attraversano molte spiagge che è una cosa che adoro!

Sono arrivata a Bulungula per le 3 anche oggi almeno 6h di cammino, ma ne ero molto felice.

Bulungula

È un villaggio Xhosa, tradizionale anche il backpack è gestito da una famiglia Xhosa, ci si integra nella comunità totalmente, si mangiano cibi tradizionali, si può visitare il villaggio, si gioca con i bambini sulla spiaggia e la cosa più bella, ogni serva vengono tantissimi ragazzi a suonare il jambé vicino al fuoco. Un ritorno alle origini, decine di persone intorno ad un grande fuoco, ipnotizzate da ritmi tribali, mentre la via lattea illumina i nostri volti. Sembra finto e invece accade ogni sera ed è così inteso che poi finisci per andare a letto alle 9! A Bulungula, come tutti i villaggi rurali, si segue il ritmo del sole, sveglia molto presto e notti corte, tranne quando poi i locals organizzano le feste ed iniziano tutti a bere e ballare canzoni sconosciute.

Bulungula Backpackers
Bulungula Backpackers

Oltre a cercare di avvicinarsi alla cultura Xosa si possono fare molte attività, come la pesca (fatta senza successo) passeggiate a cavallo, o farsi accompagnare da qualcuno alla scoperta del villaggio, farsi presentare il capo villaggio e il “curatore”. Io ho avuto la fortuna di imbattermi in una cerimonia tradizionale, mi hanno spiegato che quando una persona sogna i suoi antenati si fa interpretare il sogno e per assecondare i valori dei propri antenati organizza una festa e prepara una birra artigianale, che sarebbe tipo un latte fermentato. Insomma i morti ti dicono di fare una festa e di far ubriacare tutti e poi vedrai che gli altri problemi si risolveranno. La mia interprete è rimasta molto sconvolta quando le ho detto che nella nostra cultura noi non facciamo niente quando sogniamo gli antenati.

Vi consiglio di restare a Bulungula almeno 2 notti, altrimenti non si respira l’atmosfera.

Poi molto facilmente si può chiedere un trasporto pubblico per tornare a Coffee Bay, diciamo in 3h. E mentre percorrerete la strada sterrata in salita, mi penserete e mi ringrazierete di avervi fatto lasciare la macchina in un luogo migliore.

Se come me lasciate la wild cost via aereo, vi consiglio di volare da Umtata che è solo a 2h da Coffee Bay, molti arrivano fino a Durban senza sostare neanche in città, il che direi che non ha nessun senso!

Xhosa Childrens
Xhosa Childrens

 

 

 

 

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Libri consigliati sul Sudafrica:

Un arcobaleno nella notte di Dominique Lapierre, per me è proprio necessario altrimenti è inutile andarci. Ti permette di capire davvero tutte le ferite e tutta la storia che molti di noi ignorano. Ti permette di conoscere meglio quello che vediamo e soprattutto di capirlo.

Lungo cammino verso la liberà di Nelson Mandela: la sua autobiografia e il racconto dei suoi 27 anni di carcere per un ideale

Le mie fiabe Africane di Nelson Mandela: una raccolta di fiabe tradizionali africane che ne raccontano i valori e le credenze

Sudafrica Lesotho Swaziland, guida di Lonely Planet: io sono in fissa le compro sempre e ovviamente l’ho comprata anche del Sudafrica, come dico sempre, serve per organizzare il viaggio non per conoscere il paese.

Cartina stradale del Sudafrica: è più fondamentale della guida se fare un selfdrive.

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