I murales prendono piede come fenomeno di espressione di rottura proprio in Messico, grazie a personaggi come Diego Rivera, Siqueiros, Orozco, dipingere i muri di luoghi pubblici per lasciare messaggi divulgativi.
Sono una grande appassionata di street art, sia a Roma che quando sono in viaggio, mi piace dedicare del tempo nell’esplorazione dei murales.
Ogni artista ovviamente esprime temi a lui cari o importanti per la situazione politica, questo fa si che in ogni paese che si visita quello che leggiamo tra i disegni è molto diverso.
Quello che ho amato molto dei murales che ho trovato a Puebla è questo continuo riportare ad un simbolismo preispanico. Con i secoli di colonia, quello che si cercò di fare è sostituire tutte le tradizioni originarie con il cattolicesimo, la maggior parte lo fece, ma in molti cercano di sottolineare e recuperare le proprie origini.
Uno dei quartieri che ho amato di più come murales è El Alto, dove ci fu la prima fondazione della città, un quartiere povero, dove vivevano solo indigeni, ora relegato a mestieri molto usuranti, tra queste strade il tema sociale è molto importante.
Quello che ho notato in tanti viaggi fatti in Messico è che si ritengono le persone “indigene” o “naturales”, come si dice qui, per essere polite, come arretrate, poco sviluppate, invece secondo me sono combattenti, resilienti, che nonostante 500 anni di conquista ancora mantengono le loro tradizioni.
Raccontare la gloria del passato o quanto meno la gloria da dove provengono, grazie ai murales, dato che l’arte classica per obbligo degli spagnoli non poteva farlo.
Ammetto che per un lungo periodo pensavo che l’attaccamento dalla famiglia dei messicani fosse manierista, questo continuo sottolineare l’amore, fosse solo di facciata, invece osservando la vita delle persone e le loro interazioni quotidiane mi sono resa conto che è vero, e per loro è davvero importante.
Alcune cose, come ad esempio le abitudini alimentari non sono mai cambiate. Dall’epoca preispanica, la dieta si basa su mais, frijoles, ossia fagioli, zucca e peperoncino forte, con poca carne, pensate che anche oggi si mangia il pozoles, una zuppa che si faceva sin dall’epoca tolteca, solo che prima era a base di carne umana.
Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori!
Ho visitato 80 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi edito Feltrinelli.