Ricevo sempre tante email sul mio viaggio in solitaria lungo la Transiberiana, molti di voi mi chiedono quali siano le difficoltà principali, io onestamente ho trovato solo un unico grosso limite: la mia scarsa conoscenza della lingua russa e quindi la difficoltà estrema nel poter comunicare.

La Russia è un paese davvero grande ed esclusa Mosca e San Pietroburgo le persone nelle zone rurali o in piccoli centri non parlano inglese. Mi è persino capitato d’andare in ostello e le ragazze alla reception non riuscivano neanche a spiegarmi le regole del posto in inglese.

Risulta davvero importante conoscere, anche un poco, la lingua russa prima di intraprendere un viaggio lungo la Transiberiana.

Vi sarà preziosissimo non solo per fare amicizia o ingannare il tempo sul treno, ma anche per chiedere informazioni per strada e alla stazione. Ad esempio non tutti sanno che i treni in tutta la Russia hanno sempre l’orario di partenza con il fuso orario di Mosca, questo significa che se vi trovate più ad est ogni giorno dovrete fare calcoli per capire a che ora recarsi alla stazione, dove ovviamente tutte le indicazioni sono solo in cirillico. Ovviamente anche in metropolitana è tutto in cirillico, risulta quindi vitale conoscere qualche parola di russo.

Inoltre essendo una lingua che in davvero pochissimi parlano, quando inizierete a fare amicizia con qualcuno del luogo e si renderanno conto che potete parlare con loro in russo, il loro approccio nei vostri confronti cambierà radicalmente e saranno tutti più gentili ed ospitali.

Durante il mio viaggio lungo la Transiberiana mi è successo un inconveniente, adesso rido ma sul momento ero nera, che avrei potuto tranquillamente evitare se avessi imparato un po’ di russo.

Ero diretta sul lago Baikal, avevo prenotato l’alloggio sull’isola di Olkhon in una guest house, quindi avrei dormito proprio a casa di una signora che in estate affittava un paio di stanze ai turisti. Per motivi poco chiari anche se avevo prenotato il bus da Irkutsk alle 7 del mattino decidono di mettermi su quello delle 13, dopo diverse ore si arriva al porto e da lì si aspetta per essere traghettati verso Olkhon, ma c’è un ferry piccolissimo e tantissime macchine e pullman, così aspettiamo fino alle 19, arrivamo ad Olkhon che è già buio. Il nostro autista, forse non troppo pratico si impantana con le ruote nella sabbia e siamo costretti a chiamare i soccorsi che arrivano dopo più di un ora. Ripartiamo e dopo soli 20 minuti ci ri-insabbiamo di nuovo, un’altra ora per uscire dalle sabbie, insomma arriviamo alla guest house alle 2 di notte circa e la proprietaria di casa non ci voleva far entrare in nessun modo. Siamo stati più di un ora a cercare di farci capire senza successo, solo dopo molto tempo è arrivata una persona che parlava sia inglese che russo e la signora si è convita. Credo sia stato il momento peggiore del viaggio.

Ho scoperto che un modo davvero facile per imparare il russo è iniziare ad usare una app come quella di Babbel i mesi precedenti al nostro viaggio. Babbel è un sistema interattivo molto divertente che ti permette di imparare parole, frasi e modi di dire in modo molto facile. È una metodologia d’apprendimento molto utile, basata sull’aspetto pratico della lingua più che sulla mera grammatica. Si può scaricare su mobile o tablet e la si può usare in modo facile nei tempi morti, anche sul treno stesso e credetemi lì di tempi morti ne avrete tanti!

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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