Perché è importante camminare nella natura in questo momento

Francesca Di Pietro Pubblicato il

Stiamo vivendo un periodo davvero unico nella storia, e questo diciamo che lo dicono un po’ tutti, quello che però mi sta interessando molto è osservare che non tutti stanno reagendo allo stesso modo. Da psicologa sociale amo vedere come si comportano le persone, quali strategie adottano e come spostano le proprie abitudini e i propri equilibri per “resistere”.

Da più di 20 anni, abito a Roma, la città più grande d’Italia, dove il valore aggiunto, il goal assoluto è da sempre vivere in centro, in più possibile al centro, come si dice in gergo “location, location, location”, magari una piccola mansarda, ma ben ubicata. Perché tanto si sà, si trascorre la maggior parte della giornata in ufficio, la sera si esce e il weekend spesso si va fuori! Poi è arrivato il 2020 e tutto è cambiato radicalmente. Chi abitava in centro si è visto improvvisamente in una gabbia di cemento, magari di marmo se sei a Roma, ma comunque lontano non solo dalle persone e dallo stile di vita al quale di solito siamo abituati, ma anche dalla natura. È indubbio che questo comporta uno stress aggiuntivo, una sorta di sensazione claustrofobia e di conseguente sfiancamento. Non è un caso che in questo anno così privo di stimoli ci sentiamo spesso assonnati, anche se in realtà dormiamo più del solito, o come è successo a me, abbiamo avuto una crisi creativa. Per avere un fuoco ci vuole la legna e in quest’anno c’è stata tolta quasi tutta la legna!

Perché è importante camminare nella natura in questo momento:

La chiamano Forest Therapy o in Giappone shinrin-yoku , lo conferma la scienza, camminare nella natura fa bene, ci aiuta a decomprimere, diminuisce il battito cardiaco, e la pressione sanguigna, produciamo meno cortisolo, è come un antidepressivo naturale, inoltre il movimento contribuisce a farci sentire più energizzati e aumenta la produzione di serotonina. Non basta solo camminare per stare meglio, è importante farlo immersi nella natura, può essere una campagna, un bosco, una spiaggia, o anche semplicemente un parco cittadino, Il processo di benessere parte anche dall’olfatto che è letteralmente inebriato dagli odori naturali e ancestrali. Camminare in un contesto naturale ci porta in maniera dolce e naturale a soffermarci su “altro” su cose che possono apparire inusuali per noi, come il rumore delle scarpe sulle foglie o sull’erba, la rugiada sulle piante, la meraviglia del foliage e delle stagioni che cambiano, elementi che in città sembrano totalmente estranei. A seconda della luce, della stagione e delle condizioni meteorologiche ogni giorno anche lo stesso luogo sarà diverso, la meraviglia della natura regalerà i suoi frutti. Io vado ogni mattina al parco a camminare con il cane ed è una routine che dà un senso alla giornata, prima di prendere Frida, quando non viaggiavo, trascorrevo intere giornate senza mai alzarmi dalla scrivania e mi abbrutivo letteralmente, alla fine della giornata sentivo l’esigenza di qualcosa di forte, di intenso, altrimenti mi sembrava di non aver fatto nulla, anche se magari avevo prodotto tantissimo.

Da un anno ho preso l’abitudine di camminare circa un oretta al parco e quando posso di dedicare delle giornate a passeggiare in natura, non necessariamente facendo qualcosa di difficile o particolarmente sfidante, perché non ne sento l’esigenza, non è un allenamento, non è una sfida per il mio corpo, è una coccola di benessere, una sorta di meditazione in movimento, un po’ come lo yoga. Ci sono giorni in cui magari ha appena smesso di piovere e c’è pochissima gente intorno a me, ma al tempo stesso tantissimi uccelli che vengono a bere, e molto spesso si alzano in volo tutti insieme regalandomi un bellissimo spettacolo. Orizzonte lontano, profumi acri, suoni dolci, in questo momento difficile sono quello che ci può aiutare a superare questa situazione nuova e difficile ad andare avanti nonostante tutto, senza lasciare troppi danni e troppe ferite dentro di noi. Sono molto preoccupata di quello che questa pandemia lascerà dentro ognuno di noi, quello che non è causa di un virus, ma di tutto il resto, le ferite saranno più lontane nel tempo e come spesso accade ai non addetti, di difficile interpretazione, ma così come cerchiamo di mantenerci in salute per non contrarre il virus, dobbiamo mantenere in salute l’altra parte di noi, la mente, la psiche, l’anima, ognuno ha un nome preferito per chiamarla.

Così come a volte mi succede con la pratica yogica, non tutte le mattine ho voglia di andare al parco, ma una volta che ci vado, so che dopo starò meglio, è certo, il mio umore migliorerà e sarò anche più produttiva al lavoro. Ti suggerisco di introdurre questa nuova routine nella tua vita, certo dipende molto dal luogo in cui abiti, ma anche se vivi in città ti suggerisco di scoprire i parchi cittadini e se il colore della tua regione te lo consente, nei giorni liberi andare alla scoperta della natura vicino casa, sembra banale, ma non tutti lo fanno. Sto osservando molti miei conoscenti frustrati perché cercano di riproporre gli stessi copioni, ma con le restrizioni. Tanti pranzi fuori, tanti aperitivi alle 4, oltre al fatto che bisogna stare molto attenti, non necessariamente sono abitudini che ti faranno stare bene come prima della pandemia. Creare strategie nuove è come ampliare la propria cassetta degli attrezzi, sapere d’avere più strumenti per uscire da un momento difficile e poterli usare in ogni istante della nostra vita.

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 75 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi edito Feltrinelli.

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