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Avete finalmente deciso di cimentarvi con lo studio di una lingua straniera, e tra le tante opzioni disponibili avete scelto il francese? Avete fatto una scelta saggia e al tempo stesso smart: il francese, infatti, non è affatto quella lingua démodé e dalle ricadute limitate dal punto di vista professionale che viene spesso dipinta. Al contrario, rimane tuttora uno degli idiomi più parlati al mondo, e una delle lingue franche per eccellenza nello scenario economico internazionale, soprattutto in alcune zone del mondo (Africa in primis). Pertanto, se avete iniziato a prendere lezioni di francese da un insegnante madrelingua, non abbiate dubbi: state facendo un investimento sicuro sulla vostra carriera, in un mercato molto più ampio e fertile di quello italiano.

Se poi avete la possibilità di accompagnare tali lezioni con brevi – o meno brevi, a seconda delle disponibilità economiche e di tempo – soggiorni all’estero, approfittatene per visitare un paese in cui il francese sia la lingua ufficiale. Non solo – o non necessariamente – la Francia: molte altre possibili destinazioni aspettano di essere visitate, scoperte e indagate sul campo, anche dal punto di vista idiomatico.

Possibili mete francofone

Volete qualche suggerimento a riguardo? Ecco alcune delle destinazioni possibili, molte delle quali davvero meritevoli di essere visitate, non solo per ragioni di studio.

  • La parte vallona del paese bilingue per eccellenza si esprime in un francese molto puro, privo di forti inflessioni dialettali e pertanto comprensibile anche ai neofiti. Inoltre, il paese offre un numero considerevole di città e antichi borghi medievali meritevoli di essere visitati, a partire dalla splendida Liegi.
  • Ovviamente la parte francofona, con le città di Ginevra e Losanna a dominare (da sponde differenti) il lago Lemano. Per gli amanti delle scienze e della tecnologia, obbligatoria una visita al CERN.
  • Una delle prime sponde africane che si incontrano scendendo da settentrione, il Marocco fronteggia la Spagna arrivando quasi a toccarne le coste, ma la sua popolazione parla un francese “di scuola” a misura di turista. L’ideale per lo studente alle prime armi, ma anche per il viaggiatore curioso di confrontarsi con culture “altre” a poca distanza dall’Europa.
  • O Guadalupa, come viene tradotto in italiano. Uno dei territori d’oltremare della Repubblica di Francia, ideale per chi cerca una sponda caraibica (con tutti gli annessi e connessi, spiagge da sogno comprese) in cui si parli abitualmente un francese più che comprensibile. Al netto degli inevitabili innesti idiomatici della cultura creola, beninteso.
  • Québec. Ovvero la regione francofona più popolosa del Canada. La sua capitale Montreal è una città giovane e dinamica, ricca di suggestioni soprattutto per gli studenti under 30. Unico inconveniente: il Québécois, ovvero il francese parlato nella regione, è abbastanza criptico sia per fonazione che per grammatica. Per questo si tratta di una meta consigliata soprattutto agli studenti più esperti.

 

Prima di partire

Prima di raggiungere la vostra meta, alcune ricerche specifiche vi aiuteranno a predisporvi al meglio all’acclimatamento, soprattutto dal punto di vista culturale e ovviamente linguistico. Internet offre una messe di informazioni a riguardo, pertanto il consiglio è quello di leggere il più possibile. Non limitatevi a una ricerca superficiale, approfondite quanto più potete: più arrivate preparati e meglio è.

Sarebbe saggio, inoltre, predisporre un proprio personale phrase book. Sulla base del vostro programma (e se non ne avete preparato uno vi consigliamo di farlo, almeno a grandi linee), provate a individuare le frasi tipiche che potrebbero servirvi. Non limitatevi ai semplici “Combien ça coute?” o “Où sont les toilettes?”, cercate di prevedere diverse varianti, appuntatele e, nel corso del viaggio, provate a studiarle.

Una volta giunti a destinazione

Una volta sul posto, le regole di base sono due: leggere e parlare. Dunque non siate timidi (ma neanche petulanti, beninteso), provate a mettere alla prova il vostro francese con il tassista, il concierge dell’albergo, e poi camerieri, negozianti, passanti ai quali chiedere informazioni (sempre con discrezione) e quant’altro.

Leggete di tutto: dal menu del ristorante (ricco di informazioni, soprattutto per quanto riguarda il nome dei cibi, uno dei canali di comunicazione privilegiati in qualsiasi lingua) alle istruzioni presenti all’interno dell’abitacolo dell’ascensore del vostro albergo. Acquistate quotidiani e riviste. Tutto ciò che capita sotto i vostri occhi deve essere oggetto di analisi attenta e scrupolosa. Certo, trattare ogni oggetto che presenti delle scritte come un libro di testo a lungo andare può essere stressante, ma ricordatevi che siete in viaggio non solo per divertirvi ma anche – e soprattutto – per migliorare la vostra conoscenza della lingua.

Infine, se la sera siete ancora in possesso di qualche residuo di energia, riposate gli occhi e la bocca e attivate le orecchie. Un po’ di televisione, anche se ascoltata distrattamente, darà modo al vostro cervello di prendere sempre maggiore confidenza con la fonetica, e questo a lungo andare inciderà positivamente sulla vostra comprensione della lingua.

Gli effetti di tanti sforzi profusi? Garantiti e pressoché immediati. Non farete fatica a constatarli a rientro avvenuto. E probabilmente non vedrete l’ora di ripartire.

ViaggiaredaSoli

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