Sei domande che avresti sempre voluto fare sul Giappone

Essendo la fondatrice di un’associazione sull’Oriente (con una innegabile preferenza per il Giappone) è ovvio che appena posso mi rechi per lavoro o per diletto nel Paese del Sol Levante; alcune alcune volte per accompagnare i tour di gruppo e altre per andare in spedizione sul posto e trovare esperienze nuove da proporre poi nei nostri viaggi associativi.
Tanto per darvi un’idea solo tra il Febbraio 2013 e l’Aprile 2014 ci sono stata 4 volte, per un totale di 60 giorni esatti, e se adesso penso che fino a dicembre non ci andrò..mi viene il mal di Giappone.

Se state pensando “Ma tu sì che sei ricca, il Giappone è un Paese caro!” ebbene vi sbagliate, e in questo post ho selezionato le sei domande che più frequentemente mi sento chiedere da chi non c’è mai stato o è in procinto di partire. Comunque, cari amici viaggiatori in solitaria, se volete sapere se il Giappone è una destinazione in cui andare da soli: sì, ma solo se non è la vostra prima esperienza, e tra qualche riga capirete il perchè.

1. Il Giappone è un Paese caro?


Non più caro dell’Italia. Anzi prendendo come esempio il cibo, in una grande città come Tokyo (o Kyoto) si può pranzare e cenare nei ristoranti con 700 yen che corrispondono più o meno a 5 euro. Si può scegliere tra ramen, udon, soba (tutti e tre sono spaghetti in brodo con verdure o carne), piatti di riso, ravioli e in alcune catene di ristoranti anche sushi. Poi chiaramente ci sono anche locali in cui si spendono follie. Come quando questo Natale mi sono voluta regalare il cenone e sono andata a Kobe ad assaggiare il famoso piatto tipico del posto, il manzo di Kobe (un piatto di carne che quando l’animale è ancora in vita viene massaggiato per essere più morbido) e per 100 gr di carne ho lasciato in cassa la bellezza di 120 euro (..sì..120 euro..e avevo una voragine nello stomaco che poi solo un tristissimo BigMac è riuscito a colmare).

Capodanno di Kyoto - Giappone

2. Ma quindi i giapponesi non mangiano solo sushi?


No c’è anche il simpatico manzo di Kobe a 120 euro all’etto e sotto a ogni ristorante di Kobe un McDonalds che con un “Happy meal setto – “set” in giapponese -” ti dà anche un giochino dei Pokemon. Scherzi a parte, la cucina in Giappone è molto variegata e ce n’è per tutti i gusti: la loro dieta comprende molta verdura e riso al vapore, poi carne, pasta e ovviamente, pesce.

Niente pane e formaggi, e i dolci tipici sono diversi dai nostri, ma per chi ne sente l’astinenza, si può andare nei Kombini (le catene di supermercati aperte 24h su 24) e trovare dolci confezionati.

3. I giapponesi parlano inglese?

Parlano lo stesso inglese che generalmente si conosce in Italia, quindi voto da 1 a 10 = 4.

Non stupitevi se nelle stazioni di Tokyo i cartelli indicano dei “for Kyoto” invece che il corretto “to Kyoto” e per strada non capiscono una sola parola di quello che vorreste chiedere.

Al di fuori degli hotel e di zone di grande affluenza turistica, dovrete farvi capire a gesti. Quando poi si esce da Tokyo, anche le indicazioni non ci sono più, nemmeno in grandi città come Osaka e Kyoto. C’è comunque da dire che la rete ferroviaria e in generale dei mezzi pubblici è perfetta e i ristoranti hanno sempre menu con le foto, ma ancora meglio vetrina hanno le perfette riproduzioni in plastica dei piatti che propongono. Quindi, ricollegandomi anche alla domanda 2, in Giappone non si muore di fame, basta attirare l’attenzione del cameriere, farlo uscire e indicare il piatto che si desidera.

vetrina cibo giappone
vetrina cibo a Tokyo – Giappone

4. La Cina e il Giappone sono uguali?

Se volete essere odiati, dite a un giapponese che sembra un cinese e viceversa: per chi non lo sapesse, a causa di motivazioni storiche i due paesi si detestano.

Ma pur avendo innegabili somiglianze culturali, sono due Paesi molto diversi e lo si nota soprattutto nello stile di vita: sempre impeccabilmente perfette di trucco e pettinatura le ragazze giapponesi, le cinesi non badano a come si vestono per uscire di casa (tanto che qualche anno fa c’era stata una pseudo legge che vietava di uscire di casa in pigiama per recarsi in luoghi pubblici).
In Giappone il livello di vita è più costoso rispetto alla Cina: se come detto al punto uno a Tokyo si può pranzare con 5 euro, in Cina costa ancora meno.
In ambito lavorativo in Giappone le regole vengono rispettate al limite dell’ossessione (tanto che questo rigore e questa ricerca dell’assoluta perfezione poi purtroppo porta al suicidio), in Cina si possono vedere per strada cantieri con operai che lavorano senza badare alle minime regole di sicurezza.

Quindi è meglio il Giappone della Cina? Dipende. Alla fine è una questione di gusti: la Cina ha una cultura e dei valori molto profondi, e una delle emozioni più forti che ho provato in tutti i miei viaggi è stata quella di trovarmi davanti all’Esercito di Terracotta (ma delle bellezze della Cina vi parlerò in un altro post).

Elisa kimono Kyoto
Elisa kimono per capodanno a Kyoto

5. Il Giappone è un Paese sicuro?

E’ uno dei Paesi più sicuri al mondo. Mai avuto paura a girare alla sera da sola, mai avuto sensazioni di pericolo..anzi! La percentuale di criminalità è praticamente irrisoria, e sui giornali è quasi a livello di scandalo se viene scritto che qualcuno ruba.

Quindi girare con tanti soldi, dimenticare zaini aperti e portafogli in bella vista, non sarà mai un problema. Tornerete a casa con tutte le vostre macchine fotografiche, cellulari e tablet.

Durante uno dei viaggi in cui accompagnavo un gruppo, una ragazza si è accorta che mezz’ora prima aveva lasciato al tempio lo zaino, credendo che il suo ragazzo lo avesse preso per lei: corsa là..lo zaino era lì sulla panchina dove lo aveva dimenticato, con dentro tutto.

Riassumendo: vi consiglio un viaggio in Giappone?

Ovviamente e assolutamente sì. E’ una cultura totalmente diversa dalla nostra che vi lascerà affascinati, ma non me la sento di consigliarvi questa meta se siete alla vostra prima esperienza di viaggio in solitaria: non ci si perde mai e il Giappone non è un Paese pericoloso, ma bisogna avere la mente piuttosto flessibile per capire da soli proprio quella diversità che caratterizza questa nazione e capire i meccanismi delle loro regole, ma fidatevi: il Giappone vi conquisterà.

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Autore

  • Simone Tassone

    Pubblicitaria, professoressa di grafica e fondatrice dell'Associazione Kokeshi, adora viaggiare e trova sempre la scusa di andare in Giappone o in qualche stato dell'Asia. Vorrebbe passare le giornate in kimono a mangiare sushi e pizza assieme alla sua anima a quattrozampe, che la segue ovunque (tranne quando ci sono da prendere gli aerei). Gli aforismi preferiti sono chiaramente giapponesi: "se fai una cosa che ti piace con entusiasmo, diventerai più bravo a farla" e "la forza di volontà attraversa anche le rocce".

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3 comments on “Sei domande che avresti sempre voluto fare sul Giappone

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