Trasforma il viaggio in un'esperienza di crescita.Come Viaggiare da Soli: Manuale di Travel Coaching

Io ho girato diversi ostelli nella mia vita, come dico sempre è il luogo dove preferisco alloggiare, perché ovviamente spendo di meno, perché è un modo facile per conoscere altri viaggiatori come me, perché chi ci lavora sa sempre tutto quello che ti interessa sapere, ti possono mettere in contatto con un sacco di persone interessanti anche in altre strutture.

Nel mio soggiorno a Cape Town resterò almeno 10 giorni (perché quando ritorno prima di partire alloggio di sicuro ancora qui) al The Backpack e non lo dire per fare “marchette” ma è il più bell ostello che io abbia mai visto, sembra un sogno, diciamo come ogni aspetto di questa città.

10 Motivi per Andare al The Backpack Hostel a Cape Town

  1. Lo stile

Non potete immaginare quanto sia curato in ogni minimo dettaglio fino al giorno in cui non ci verrete, ma immaginate che sono 4 case coloniali unite, tantissime sale in comune, camere private, camerate, giardini patii, tutto con lo stesso stile e gli stessi colori. Tutto è rosso e blu, con spruzzi di giallo, ogni tappezzeria è fatta con la stoffa shue shue [non so se si scrive così comunque con una stoffa locale].

Al Backpack sono curate sia le stanze private che le camerate e i bagni sono “come quello che hai a casa tua”.

Ed in più ha anche una bellissima piscina.

 

  1. La colazione

Generalmente in ostello se trovi la colazione sei fortunato, ma di solito è pane con la marmellata, a volte uova fritte e se proprio ti va di lusso c’è i latte con i cereali. Qui ti sembrerà di essere in un sogno culinario, neanche in moltissimi 4 stelle ho visto un buffet così. C’è yogurt con vari cereali, frutta, bevande e ogni giorni una panettiera fa pane e dolci, va be meglio che guardate il video qui sotto.

La cura verso i dipendenti

Si dice che al The Backpack i dipendenti siano tutti felici di lavorarci, e onestamente questa è l’atmosfera che si respira. In Sudafrica c’è ancora un’enorme discriminazione ( a dire il vero ce ne sono molteplici) esiste un salario minimo di 2.800 rand ossia 173€ molti hotel specialmente quelli di lusso preferiscono appellarsi al salario minimo e sottopagare legalmente i dipendenti, che poi sono costretti a vivere nelle township. Il Backpack invece da a ogni dipendente un salario di 8500 rand per sei giorni lavorativi, che gli permette di vivere dignitosamente e di lavorare con il sorriso, tra l’altro i dipendenti possono anche usare la cucina comune dell’ostello per prepararsi il pranzo il che riduce moltissimo le distanze tra gli ospiti e chi ci lavora. In ostello ci sono anche ragazzi che fanno degli stage o degli scambi lavorativi.

The Backpack Hostel Cape Town

  1. La posizione

Il Backpack si trova in pieno centro commerciale/finanziario, ma a differenza dei molti ostelli che sono su Long Street questo è una posizione privilegiata, su una piccola collinetta, a New Church Street un’isola tra due strade, quindi non c’è mai confusione. Si trova vicino ad un quadrivio pieno di strutture interessanti: c’è un centro di Kundalini yoga di fronte, il Wellness Mall ossia un centro commerciale tutto per il benessere, tantissimi piccoli ristorantini e baretti alla moda, è a un isolato da Bree Street che è una delle strade più di tendenza di CT e arrivi a piedi al The Power and The Glory… che è il bar dove c’è sempre gente a ogni ora in ogni giorno e della notte.

  1. I progetti sostenibili

The Backpack supporta dall’apertura dei progetti che aiutano ragazzi o bambini nei processi d’educazione. Uno dei “casi” più famosi è l’esempio di Micheala, una ragazza che ora lavora per il Backpack, lei dal 2007 è stata supportata per i suoi allenamenti di salto della corda, ha vinto i campionati provinciali e poi nazionali, grazie ai soldi donati dal ostello ha potuto volare a Durban e poi a Johannesburg vincendo in tutto 40 medaglie.

Personalmente ho avuto la possibilità di vedere i progetti che portano avanti nella scuole. C’è un uomo molto speciale, Mario, lui con lo sport dona un obiettivo diverso ai ragazzi ha insegnato calcio a centinaia di ragazzini urlanti di tutte le età, li ha portati dallo giocare a piedi nudi ad avere delle divise, poi è passato agli sport per ragazze come il salto della corda, poi ha attivato programmi d’insegnamento che trasformassero i migliori studenti in coach in modo da dar loro una professione una volta diventati grandi.

Mario è uno dei progetti che viene supportato dal Backpack,

Come aiutare i progetti?

Ogni ospite può donare la cifra di deposito per la chiave in un fondo per queste attività.

Nella mia giornata con Mario ho visitato 3 scuole, con problematiche molto diverse, ho avuto modo di parlare con la direttrice di una di queste che ci ha mostrato tutti i programmi che si fanno a scuola, dalle lezioni di danza classica alla biblioteca agli insegnanti di supporto per i ragazzi che hanno difficoltà nella lettura fino alla mensa comune. Oltre i problemi individuali che questi bambini possono avere ci sono i drammi ambientali, molti hanno genitori dipendenti da droga o alcol, le scuole sono prese spessissimo di punta per furti e rapine. Molti ragazzi dipendenti dalla metanfetamina, rompono le inferriate, a volte entrano dai tetti per rubare sedie, libri o semplicemente i colori, sperando di poterli rivendere. Sono rimasta davvero colpita da quanto queste scuole fossero curate, accoglienti e calde; sicuramente si vedeva che i ragazzi provenivano da estrazioni diverse, ma credo davvero che volendo avranno la possibilità d’avere un futuro migliore dei loro genitori.

  1. L’ecosotenibilità

L’ostello negli hanno si è impegnato a costruire una approccio il più possibile green. Sul tetto ci sono pannelli solari, il 50% dell’energia viene auto prodotta, anche il sistema di riscaldamento dell’acqua si basa sull’energia solare e solo quando il termometro scende sotto una certa soglia si attiva un generatore elettrico. Quasi tutte le luci sono a led in modo da ridurre il consumo energetico. Tutti i resti organici del ostello vengono usati per il compostaggio che serve per coltivare verdure al Woodstock Peace Garden.

C’è la raccolta differenziata in ogni ambiente comune e cartelloni che sensibilizzano al riciclo dei materiali. Ci sono appositi contenitori per la raccolta delle pile. Non si vendono bottigliette d’acqua ma ovunque ci sono delle caraffe d’acqua potabile aromatizzata al limone o al cetriolo.

  1. Il wifi

Sì lo so per me è un lato davvero importante di un ostello, ma al Backpack c’è un ottimo wifi, intendo dire in tutte le zone, anche nelle stanze, anche in giardino, c’è la fibra ottica ovunque. L’ostello può ospitare fino a 100 persone ed anche negli orari clou c’era sempre un ottima connessione, praticamente il mio sogno.

  1. Il Negozio

È stata la prima volta che ho visto un negozio in un ostello, nel Backpack esiste proprio un angolo meraviglioso con tutti prodotti sudafricani fatti a mano da artisti locali o comunità delle township, sono elementi super selezionati vanno dai gioielli alle borse con le stampe africane alle sculture di animali della savana fatti di perline o di tappi di bottiglie. Oltre a comprare dei ricordi piacevoli puoi anche contribuire a supportare delle comunità in difficoltà.

The Backpack Hostel Cape Town

  1. Il Bar

L’aspetto aggregativo in un ostello è fondamentale al Backpack c’è un bellissimo bar con sala interna ed esterna, all’esterno ci sono anche i funghi nel caso in cui preferiste l’aria aperta anche in inverno. Oltre a poter ordinare qualcosa da bene ad ogni ora.. (quasi) la cosa che trovo molto carina è che molto spesso si organizzano serate a tema, come la notte braai ossia barbecue o la serata pizza, o giochi vari, si crea un’atmosfera frizzante senza mai diventare un party hostel e soprattutto, essendo tutte le stanze lontane non si risulta mai fastidiosi per chi vuole dormire.

The Backpack Hostel Cape Town

  1. Pack for a Purpose

Molti di noi abbiamo sentito più volte la cosa che quando si va in Africa si possono portare vestiti o attrezzature da donare a comunità che ne hanno bisogno. Molte persone lo farebbero con immenso piacere, ma spesso non sappiamo a chi lasciare fisicamente questi doni e soprattutto non sappiamo cosa serve davvero. Per questo motivo il Backpack ha creato una lista d’oggetti da portare con se e da lasciare in dono, prima di partire vi consiglio di buttarci uno sguardo e di venire già preparati

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Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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