Cosa vedere a Gozo in 3 giorni: itinerario slow tra villaggi, scogliere e mare turchese
Se hai appena trovato un volo economico per Malta, ma non hai voglia di una vacanza nel caos, feste di ragazzini e palazzoni moderni, allora dovresti comprarlo e scegliere di dormire a Gozo. È lì, a venticinque minuti di traghetto dalla frenetica Malta, e aspetta, tranquilla, che tu decida di meritartela.
Se stai pianificando un viaggio nell’arcipelago maltese e stai valutando come organizzare il tempo tra le due isole, questo articolo è scritto per te. Ti racconto perché vale la pena dormire a Gozo invece di trattarla come una gita, come arrivare, come muoverti, e ti do un itinerario di tre giorni che non ti fa correre, ma ti fa stare. Se pensi di restare più giorni, ti suggerisco anche di leggere il mio articolo su viaggiare da soli a Malta.
In questo articolo troverai:
- Perché è meglio dormire a Gozo invece che a Malta
- Quanti giorni servono per Gozo?
- Mi serve l’assicurazione medica per andare a Malta?
- Come arrivare a Gozo
- Come muoversi a Gozo
- Dove dormire a Gozo
- Vale la pena la gita in barca a Comino?
- Gozo in 3 giorni: l’itinerario slow per scoprire l’isola più autentica di Malta
Perché è meglio dormire a Gozo invece che a Malta
Vale la pena dormire a Gozo?
Sì, e ti dico subito perché questa è la domanda giusta da porsi.
Malta, soprattutto Valletta e St. Julian’s, negli ultimi anni è diventata rumorosa. Non nel senso cattivo del termine, è una destinazione bellissima, ma si è trasformata in un hub europeo di movida, turismo di massa e cantieri aperti h24. I prezzi sono saliti, le strade nel fine settimana sono intasate, e l’autenticità che cercavi nella città più piccola capitale d’Europa a volte fatica a emergere tra gruppi organizzati e pub crawl serali.
Gozo è l’antidoto. È a venticinque minuti di traghetto, ma è concettualmente a anni luce di distanza. Dormire a Gozo significa svegliarsi nel silenzio vero, quello fisico, fatto di niente sirene, niente autobus, niente costruzioni. Significa avere il tempo dalla tua parte, perché i ritmi dell’isola sono lenti non per mancanza di cose da fare ma per una scelta culturale sedimentata nei secoli. Significa soprattutto vivere l’isola invece di visitarla, e la differenza tra le due cose è enorme.
Dal punto di vista psicologico, c’è un fenomeno che chiamo decompressione progressiva: il corpo e la mente iniziano davvero a rallentare solo dopo 24 o 48 ore in un ambiente lento. Se tratti Gozo come una tappa in giornata, non ti decomprimerà mai. Se ci dormi tre notti, al secondo giorno sei già un’altra persona.

Quanti giorni servono per Gozo?
Gozo è grande 67 km² e ha circa 33.000 abitanti distribuiti in una manciata di villaggi. Tecnicamente potresti “vederla” in un giorno, nel senso che in un giorno puoi toccare i principali siti. Ma vederla e viverla sono due esperienze diverse, e io ti consiglio la seconda.
Tre giorni sono la misura ideale. Ti permettono di fare tutto con calma, di avere almeno una mattina libera senza programma, di scoprire un ristorante per caso, di tornare in un posto che ti ha colpito il giorno prima a un’ora diversa. Se hai solo due giorni, puoi comunque seguire un itinerario ridotto, ma rinunci a qualcosa e goditi di più quello che fai. Con quattro giorni o più, Gozo ti offre anche escursioni subacquee, trekking costieri, e il lusso di non andare da nessuna parte per un pomeriggio intero, magari un’escursione in barca nelle magnifiche spiagge di Comino.


Mi serve l’assicurazione medica per andare a Malta?
Sì! Anche se in Europa il servizio nazionale locale ti copre, non hai moltissimi servizi protetti, come un rientro anticipato, visite ed esami presso strutture private e quindi con tempi brevissimi, trasporti interni in strutture più specializzate, cosa da non sottovalutare in un arcipelago, e quindi sì, ho fatto l’assicurazione anche per andare 3 giorni a Gozo, tanto costa pochissimo e sto più serena! Io da anni uso Heymondo e tu puoi avere sempre il 10% di sconto collegandoti al mio link.
Come arrivare a Gozo
Per raggiungere l’arcipelago maltese si vola all’aeroporto internazionale di Malta, MLA, ben collegato con le principali città europee tutto l’anno. Da Roma ci sono voli diretti con diverse compagnie, anche low cost. Una volta a Malta, hai tre opzioni per arrivare a Gozo, e vale la pena conoscerle tutte.
Speedboat da La Valletta:
La prima è la più rapida: da Valletta puoi prendere uno speedboat che in circa 45 minuti ti porta direttamente a Gozo, evitando traghetto. È una soluzione comoda se viaggi leggero, senza macchina e vuoi un trasferimento diretto, ma ha un costo più elevato rispetto alle alternative.
Ferry multi-stop:
La seconda è un servizio nuovo, attivo da quest’anno, che prevede un collegamento via mare con tre fermate intermedie: Valletta, Sliema e Buġibba, prima di arrivare a Gozo. È una buona opzione se stai già soggiornando in una di queste zone di Malta e vuoi raggiungere l’isola senza dover attraversare tutta la parte settentrionale dell’isola in macchina.
Traghetto da Ċirkewwa:
La terza opzione, quella che preferisco e che consiglio, è noleggiare una macchina direttamente a Malta, già a Valletta o all’aeroporto. I prezzi dei noleggi a Malta sono in generale più bassi rispetto a quelli che trovi direttamente a Gozo, io ho prenotato su DiscoverCars e il noleggio di 4 giorni mi è venuto quando un giorno prenotando la macchina a Gozo (tra l’altro al mio link avrete anche un super sconto); quindi conviene organizzarsi prima. Con la macchina attraversi l’isola verso nord, raggiungi il porto di Ċirkewwa e prendi il traghetto della compagnia Gozo Channel, che in circa 25 minuti ti porta al porto di Mġarr. I traghetti partono con frequenza regolare per tutta la giornata e tutta la notte, ogni 30 minuti circa. Una cosa che in pochi sanno: il biglietto si paga solo al ritorno da Gozo. Se viaggi in alta stagione, soprattutto nei weekend, prenota il posto per la macchina sul traghetto in anticipo su gozochannel.com.

Come muoversi a Gozo
Avere una macchina a Gozo cambia la qualità del viaggio in modo significativo. L’isola è piccola ma non così piccola da girarsi a piedi ovunque, e i siti più belli, come le scogliere di Dwejra o le saline di Marsalforn, sono lontani dal centro e non sempre raggiungibili comodamente con i mezzi pubblici. Per questo ti consiglio di affittare la macchina già a Malta, come ti dicevo, e di portarla sul traghetto. Ricordati che la guida è a destra, essendo stata colonia inglese, si guida come in UK.
Se non vuoi guidare, puoi noleggiare uno scooter o un’e-bike a Gozo, che funzionano bene soprattutto nella parte centrale e pianeggiante dell’isola. La rete di bus pubblici esiste ed è economica sui percorsi principali, ma diventa meno frequente la sera e verso i siti più periferici.
Come taxi, Bolt è molto comodo perché prenoti direttamente dall’app e a Gozo e ha prezzi ragionevoli, ma usarlo per ogni singola tratta durante una giornata di esplorazioni diventa scomodo.
Dove dormire a Gozo
Gozo offre una varietà di alloggi più interessante di quanto ci si aspetti per un’isola così piccola. La concentrazione maggiore di strutture è a Victoria, il centro dell’isola, e nei villaggi costieri di Marsalforn, Xlendi e Mġarr. Per l’atmosfera più autentica ti consiglio di cercare un alloggio più isolato, magari che affacci su una bella valle, in modo da dormire davvero immerso solo nei rumori della natura.

Io ho alloggiato al B&B Ta’ Giljan gestito da Ornella, un’italiana che vive a Gozo da più di 10 anni. Si trova a Caccia (che si legge Sciacca), un piccolo paesino molto intimo, con ristoranti buonissimi, una vita lenta e poco caos, a poco più di un km dal mare, ci puoi andare anche a piedi, se ti piace camminare.
Il B&B Ta’ Giljan ha solo 3 camere, una deliziosa piscina con una terrazza panoramica sulla valle ed è molto silenzioso. Ornella prepara una colazione ottima che cambia ogni giorno, alternando prodotti tipici goziani sia dolci che salati, come i pastizzi. Io avevo la camera Rosmary che è quella più in alto, con ben due terrazze tutte per me, davvero una vista incredibile.



Vale la pena la gita in barca a Comino?
Inutile dire che la laguna Blu e le grotte siano magnifche, un colore dell’acqua da sogno. Purtroppo da dopo il 2020 il turismo in questa zona è addirittura peggiorato perché hanno organizzato più barche e soprattutto più grandi, quindi che portano molte più persone. Secondo me se si sta nell’arcipelago diversi giorni, non un weekend lungo, per intenderci e la temperatura è adatta a bagnarsi allora sì vale la pena, meglio in una barca privata o certamente meglio da gozo in una barca piccola; questa escursione secondo me è un giusto compromesso, se possibile evitate il weekend.
Gozo in 3 giorni: l’itinerario slow per scoprire l’isola più autentica di Malta
Prima di entrare nel dettaglio giornata per giornata, una premessa: questo itinerario non è pensato per massimizzare i “tick” sulle attrazioni. È pensato per darti un ritmo. Ci sono pause, ci sono momenti in cui non si fa niente, e quei momenti sono la parte più importante del viaggio.
Cosa vedere a Gozo il primo giorno: Victoria, Marsalforn, le saline e Wied il-Għasri
Il primo giorno ha una sola missione: lasciarsi entrare nell’isola senza resistenza.
Prendi il traghetto da Ċirkewwa nelle prime ore del mattino. L’arrivo a Mġarr, con il villaggio arroccato sul porto e i gozzi colorati che dondolano nell’acqua, è già una cartolina. Prima di fare qualsiasi altra cosa: fai colazione in un bar locale. Ordina una ftira, il pane maltese, un caffè, magari un pezzo di pastizzi. Siediti. Non guardare il telefono per almeno venti minuti.
La prima tappa è Nadur, il villaggio più vicino al porto, arroccato su una collina da cui si gode una vista spettacolare su Mġarr e sul mare aperto verso Malta. Nadur è uno dei centri più vivaci e popolosi di Gozo, famoso per il suo carnevale sfrenato e per un carattere un po’ più selvatico rispetto agli altri villaggi dell’isola. Passeggia nella piazza principale, entra nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, osserva la vita del paese che si sveglia. Non c’è niente da “fare” a Nadur in senso turistico, ed è esattamente per questo che vale la pena iniziare da qui.
Se vuoi provare dei pastizzi davvero ottimi a Nadur fai tappa a Mekren’s Bakery, ha il forno a legna e dicono sia uno dei forni più buoni dell’isola !
A metà mattina, spostati verso Victoria, o Rabat come la chiamano i gozitani, il centro dell’isola. La Cittadella medievale arroccata sulla collina è il simbolo di Gozo: mura bastionate, una cattedrale barocca, vicoli strettissimi e quasi completamente deserti se arrivi prima delle undici. Da lassù la vista sull’intera isola è spettacolare. Si vedono tutti i villaggi, i campi terrazzati, la costa che si taglia contro il cielo. Fermati. Guardala a lungo. È uno di quei panorami che non si fotografano bene ma che il corpo memorizza in modo diverso.


Prima di scendere, entra nella Cattedrale dell’Assunzione e cerca il soffitto. Sembra una cupola altissima ma è un dipinto piatto, un trompe-l’œil straordinario che inganna l’occhio in modo quasi imbarazzante. È uno dei migliori esempi di questo tipo di illusione ottica nel Mediterraneo, e nessuno ne parla abbastanza.
Scendi dalla Cittadella verso mezzogiorno e pranza nel centro di Victoria, intorno all’It-Tokk, la piazza principale. Cerca qualcosa di locale: bragioli, cioè involtini di manzo ripieni, oppure lo stuffat tal-fenek, lo stufato di coniglio che è il piatto nazionale maltese, o semplicemente del pesce fresco con pane e olio. Io ho mangiato da Roza, ha un cortile interno delizioso, per me meglio dei tavoli all’aperto, si mangia benissimo, anche la pasta, usano le erbe aromatiche in modo indimenticabile!


Il pomeriggio andare a visitare le saline di Mrsalforn, la luce migliore c’è al tramonto, sono scavate direttamente nella roccia. Vi suggerisco di fare come prima tappa, quindi quando il sole è piuttosto alto la Valle di Ghasri, è un piccolo fiordo con una spiaggia di ciottoli alla fine. È possibile anche scendere e farci il bagno, altrimenti potete vederla dall’alto è davvero suggestiva, vale la pena. Tutta la zona delle saline è molto piacevole per una passeggiata, ma tenete conto che è molto ventosa.

In serata dirigetevi verso Marsalforn. È un villaggio di pescatori che d’estate si anima, ma mantiene una scala umana, senza mai diventare invadente. Il mare è turchese e il lungomare si cammina in venti minuti.
Cena a Marsalforn, in uno dei ristoranti affacciati sulla baia. Ordina pesce, stai seduta finché vuoi, guarda il mare che scurisce. È il modo migliore per chiudere il primo giorno. Io ho mangiato da Il Kartell (me l’ha consigliato Ornella). Il proprietario ama andare a pesca e ogni giorno ha fuori menù il pesce che ha preso. Ho mangiato una spigola alla brace indimenticabile!

Cosa vedere a Gozo il secondo giorno: Dwejra, Blue Hole, Ta’ Pinu e Gharb
Il secondo giorno è quello più visivamente selvaggio. La costa ovest di Gozo è la parte più aspra e remota dell’isola, e ti richiederà una sveglia anticipata.
Parti presto verso Dwejra. L’Azure Window, l’arco di roccia che era il simbolo di Gozo, è crollato nel 2017 durante una tempesta violenta. Ma quello che rimane è comunque straordinario. L’Inland Sea è una laguna di acqua marina collegata al mare aperto attraverso un tunnel naturale scavato nella roccia. I barcaioli locali portano i visitatori attraverso il tunnel con piccole imbarcazioni: la traversata dura pochi minuti, ma emergere sul lato esterno con le scogliere che cadono a picco intorno è un momento che ti rimane dentro. Nel mezzo della baia, il Fungus Rock, un isolotto che i Cavalieri di Malta proteggevano gelosamente perché vi cresceva una pianta ritenuta medicinale, è visibile dalla scogliera senza bisogno di avvicinarsi. Qui potrete vedere anche il Blue Hole. È piuttosto piccolo (io mi sono immersa in quello del Belize, quindi avevo quel termine di paragone), ma è molto bello. Ha un colore blu intenso. Per vedere la forma per intero è meglio che tu salga sulla collina. Se ti piace fare immersioni e non temi l’acqua fredda, forse questa è l’unica che valga davvero la pena fare a Malta, non tanto per i pesci che puoi incontrare, ma per le formazioni che attraverserai e i cambi di luce.

Arriva a Dwejra prima delle nove, se puoi, prima che arrivino i gruppi organizzati. Il silenzio delle scogliere in quell’ora, con la luce bassa che colora la pietra di arancio, vale qualsiasi sacrificio della sveglia anticipata.
A metà mattina, allontanati verso l’interno in direzione del Santuario di Ta’ Pinu. È una basilica imponente costruita in mezzo alla campagna gozitana su un luogo di apparizione mariana del 1883, e il suo interno è tappezzato di ex voto: stampelle, fotografie, lettere scritte a mano in maltese, inglese, italiano. Una collezione di gratitudini e di paure che racconta la vita delle persone più di qualsiasi museo storico.
Il pranzo è a Gharb, a pochi minuti da Ta’ Pinu, uno dei villaggi più pittoreschi di Gozo. Strade strette, case in pietra dorata, la chiesa barocca di San Giorgio che domina la piazza come se l’avessero disegnata troppo grande di proposito. Pranza in uno dei piccoli ristoranti locali, senza aspettarti il menu in italiano, e prendilo come un vantaggio.

Nel pomeriggio esplora il vicino villaggio di San Lawrenz, quieto e quasi del tutto privo di turisti, e poi torna verso Dwejra per il tramonto. La luce sull’Inland Sea in quell’ora è di un arancio metallico che non assomiglia a niente di quello che hai visto prima.
Cena a Xlendi per concludere la giornata. È un fiordo naturale incastonato nel sud-ovest dell’isola, una manciata di ristoranti affacciati sul mare e il suono dell’acqua che riempie il silenzio. Perfetto per chiudere la giornata più intensa dell’itinerario.
Cosa vedere a Gozo il terzo giorno: Ggantija, Mixta Cave e Ramla Bay
L’ultimo giorno ha il sapore delle origini. Gozo è uno dei luoghi abitati più antichi d’Europa, e oggi lo sentirai.
Arriva ai Templi di Ggantija appena aprono, di solito alle nove. Sono considerate le strutture a due piani più antiche del mondo, costruite tra il 3600 e il 2500 a.C., millenni prima delle piramidi egizie. L’UNESCO li ha riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità insieme agli altri templi preistorici dell’arcipelago maltese. Camminare tra quelle pietre enormi, portate qui da mani umane senza nessuna tecnologia, è un’esperienza di proporzioni difficili da spiegare. Prenditi il tempo di stare in silenzio davanti a ogni struttura, senza correre verso la prossima inquadratura.

Con lo stesso biglietto si accede anche al Mulino a vento Ta’ Kola Il-Mitħna ta’ Kola, un mulino storico del 1700, al suo interno c’è un museo che riprende le botteghe che si sono susseguite negli ultimi secoli, carino, ma nulla di indimenticabile. Quello che invece avrei voluto vedere, ma non ci sono riuscita perché ha orari scomodi ( da lunedì a venerdì 15-17) è la Grotta di Ninu, in pratica si entra a casa del signor Ninu e si accede in una grande caverna con tanto di stalagmiti e stalattiti.
Prima di scendere verso la spiaggia, o dopo, dipende dai vostri orari preferiti, non perdetevi una visita alla Grotta Mista (Mixta Cave). Potete parcheggiare nelle vicinanze e, con una semplice passeggiata, raggiungerla. È davvero incredibile: una grande caverna con una finestra sulla spiaggia. È un luogo molto energetico, mi hanno detto che in molti la mattina prestissimo vengono a meditare, immagino quanto sia potente, se ci riuscite è una cosa unica da fare.
Scendi poi alla spiaggia. Ramla Bay è la più grande di Gozo, e anche l’unica con la sabbia, il cui colore rossastro che la rende unica nel Mediterraneo. In alta stagione si riempie, ma rimane gestibile rispetto a qualsiasi spiaggia di Malta. L’acqua è magnifica, a maggio era freddina, ma bella! Io ti sconsiglio di mangiare in quei due baretti lì vicino, io ho mangiato davvero malissimo. Meglio portarti qualcosa o prendere solo un gelato. Non pianificare niente per il primo pomeriggio. Lascia che sia il tempo a dirti quando è ora di alzarti.


Nel tardo pomeriggio sali a Xagħra (dove ho dormito io, in italiao si chiama Caccia o Sciacca), il villaggio arroccato sulla collina sopra Ramla. Piazza principale con la chiesa, bar locali, gente seduta all’ombra. Passeggia senza meta. Entra in un negozietto. Compra qualcosa di prodotto sull’isola: il sale di Gozo, il miele di carruba, un liquore locale. Sono i souvenir più onesti che puoi portare a casa.

Io ho cenato due volte in questo paesino, vista la vicinanza al B&B Ta’Giljan. Ti suggerisco questi due ristoranti: Latini e Al Sale, che è un suggerito Michelin, quindi molto più elegante, ma il cibo è sempre top.
Spero che il mio articolo ti sia stato utile, come sempre se hai domande mi puoi scrivere direttamente su Instagram.