Viaggiare da soli in Siberia, riflettere sulla ricchezza del Vuoto!

Ci sono luoghi che ci evocano emozioni non sempre positive, sommersi dai pregiudizi o dai delitti storici, come la Siberia. Un luogo dove il solo scegliere di andarci dimostra una spiccata sensibilità. Ferruccio, racconta cosa spinge a scegliere di viaggiare da soli in Siberia, un luogo, meravigliosamente lontano da tutto, dove la solitudine a volte e troppo profonda, ma il luogo ideale per soffermarsi sui dettagli, non solo quelli del posto, soprattutto quelli dentro di noi.

Odille, una ragazza ventiduenne francese di Lione, incontrata che camminava da sola nel deserto dei Gobi e con la quale ho fatto campo, m’ha descritto, chiacchierando davanti ad un fuoco, il suo viaggio in Siberia da dove stava arrivando. Era partita da Parigi in treno e, a tappe forzate, era arrivata fino a Novogorod sul Golfo di Finlandia. Da li, andando verso est, ha attraversato tutta la Russia e la Siberia fino ad arrivare a Tiksi sul mare di Laptev. Scendendo a sud era arrivata, con qualche peripezia, fino sul lago Bajkal ed entrata in Mongolia era arrivata a Ulan Bator e da li il deserto dei Gobi è a un tiro di schioppo, come si usa dire. Ce ne stavamo seduti a terra davanti al
fuoco e vidi spuntare dallo stivaletto della Lowe la corta lama d’acciaio ricurva di una dab.

“E’ la mia compagna di viaggio più fedele, con lei mi sento un pochino più protetta, basta saperla
usare come si deve”.viaggiare da soli in Siberia

Che la sapesse usare “come si deve” ne ero assolutamente certo. Ci lasciammo due giorni dopo, lei andando verso sud, sparì in una nuvola di polvere del deserto e io puntai a nord.

Arrivai sul lago Bajkal sotto un diluvio gelido di pioggia e grandine con chicchi grandi come noci. Il ben venuto non fu dei migliori, ma poi, il tempo migliorò. Scelsi a caso di risalire il lunghissimo lago sul lato di ponente e forse fu la scelta migliore anche perché era facilmente percorribile grazie ad una strada che lo costeggiava. Il Bajkal è un invaso alluvionale a tutti gli effetti, navigabile e che offre paesaggi stupefacenti e di una solitudine alcune volte preoccupante. Rari villaggi costieri mi imposero di trasportare con me scorte alimentari. La mia alimentazione cambiò radicalmente, dalla pecora mongola passai all’omul un pesce gustosissimo. Nel lago Bajkal vivono decine di migliaia di nerpe o foche della Siberia, che si nutrono dei pesci che vivono in profondità. Nessuno sa bene come ha fatto questa foca a finire nel bel mezzo della Siberia e non altrove. Il suo parente più prossimo vive a a nord a più di 3.200 chilometri di distanza.viaggiare da soli in Siberia

Lentamente arrivai a Lensk sul fiume Lena. Avevo letto “Nelle foreste siberiane” di Sylvain Tesson che è un viaggiatore. Uno che aveva fatto del movimento la ragion d’essere della sua esistenza, viaggiando per l’Asia Centrale a piedi, in bicicletta, a cavallo in cerca di storie che puntualmente finivano nei suoi libri (due tradotti anche in Italia). Dopo aver girovagato e scritto per anni, Tesson decide di piantare le tende. Non che sia un viaggiatore pentito. A un certo punto però quando si viaggia sempre ci si accorge che il movimento continuo è quasi una malattia, come l’acquisto compulsivo. Per cui collezioni nazioni e paesi, avventure e incontri come altri collezionano scarpe o francobolli. Senza andare in profondo, indossandoli una volta e richiudendoli subito nel dimenticatoio dell’armadio.viaggiare da soli in Siberia

Per questo decide di fermarsi. Siccome è comunque un viaggiatore impenitente per farlo non sceglie un luogo banale come avrebbe fatto chiunque, sceglie di passare sei mesi, in inverno, in una capanna sulle rive del Bajkal. Un luogo che riesce a essere solitario ed estremo anche in piena estate. E’ l’occasione per riflettere sulla ricchezza del vuoto. Per capire che la neve ha delle sfumature, che un paesaggio svuotato di vita umana in realtà è pieno. Che se ti metti a guardare con delle lenti diverse, riflettendo sul tuo sguardo e non solo su quello che vedi, scoprirai una profondità di campo che non avevi neanche immaginato. Una profondità che se sei un guardacaccia russo
racchiuderai nel silenzio. Se sei uno scrittore francese racconterai in un bel libro. Arrivando a capire che stare fermi è solo un’altra declinazione del verbo viaggiare.viaggiare da soli in Siberia

Erano ormai quasi tre mesi che ero in viaggio tra Cina, Mongolia e Siberia, la mia isola thailandese mi iniziava a mancare e la stagione invernale si stava approssimando a grandi passi. Presi la Transiberiana e arrivai a Mosca e da li un aereo per Bangkok e poi un traghetto. La mia isola era li che mi aspettava come sempre, come una dolce, affettuosa e tenera amante.

Ferruccio

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