Quando volte avrete sentito un vostro collega, amico o conoscente, pronunciare la seguente frase: “Domani mattina purtroppo mi devo alzare presto, devo prendere l’auto, poi un autobus e infine la metro per essere in ufficio alle otto, sperando che non ci siano ingorghi e ritardi…” e poi la sensazione di tristezza che ne è susseguita. Ebbene le cose sono cambiate, sempre più persone, anche in Italia, decidono di intraprendere mestieri che gli danno la possibilità di lavorare ovunque si trovino.

Molti di loro decidono di viaggiare, anche da soli, e portarsi il proprio lavoro con se, ci sono al giorno d’oggi dei profili professionali, che stanno sempre più crescendo, in grado di operare esclusivamente in remoto. Sono soprattutto quelli legati a professioni innovative, come certi ambiti della comunicazione, il Forex e la gestione finanziaria del proprio portafoglio, lo sviluppo e la realizzazione di siti web, il giornalismo legato ai viaggi e ai posti che si visitano.

nomad worker

Foto credit di shutterstock.com

Esiste un termine anglosassone per definire queste nuove figure, si chiamano Nomad Worker, che sta a significare lavoratori nomadi, tale termine indica una categoria di persone che hanno fatto la scelta di lavorare viaggiando. In Italia il telelavoro è spesso definito smartwork e questa definizione è ormai di casa anche nelle aule del Parlamento.

Una proposta di legge era stata presentata già nel 2014 da uno schieramento trasversale che metteva insieme PD, NCD e Scelta Civica, ora alcune norme sono finite nella riforma del lavoro che sta impegnando l’esecutivo Renzi. Tra costi ridotti per le azienda e minore impatto sui servizi, l’estensione dello smartwork nel mercato del lavoro italiano consentirebbe notevoli risparmi, fino a 37 miliardi di euro secondo un recente studio del Politecnico di Milano. Alcune norme sono già state approvate nell’ottobre 2014, ma in quel contesto il telelavoro è inteso soprattutto come un supporto ai genitori e non come un intervento che mira a raddrizzare le sorti del mercato del lavoro.

C’è una bella differenza tra lavorare da casa e lavorare da una località turistica. Tra le mete preferite ci sono ovviamente i paesi più caldi, o con un clima più mite, molti scelgono le isole spagnole, tra cui Fuerteventura è una tra le più gettonate, oppure la Grecia e il Portogallo, paesi in cui il costo della vita è più basso di quello che mediamente si ha in Italia. Rimanendo nel nostro paese una valida opzione rimane la Sicilia, dove il clima è gradevole e non si raggiungono mai, anche durante la stagione invernale, temperature basse e sottozero.

Ovviamente, decidere di cambiare radicalmente la propria vita passando da un lavoro statico ad uno dinamico, e iniziare a viaggiare portando con se il proprio mestiere, può essere una scelta avventurosa, ma tutt’altro che facile. Gli ostacoli che si incontreranno potranno essere numerosi, così come lo saranno le soddisfazioni, e scrivere una email ad un cliente o investire il proprio portafoglio in borsa seduti su una spiaggia e sorseggiando una bevanda ghiacciata alla frutta fresca non avrà prezzo.

 

Atricolo in collaborazione con IG

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