Sono Tati, ho 28 anni e sono nata a Rio de Janeiro, in Brasile. A dieci anni mi sono trasferita in Italia con la famiglia, prima in Toscana e poi a Roma. Mi è sempre piacuto viaggiare da sola, lo faccio da quando avevo quindici anni, e dopo la laurea in Scienze del Turismo all’Università La Sapienza di Roma ho deciso di vendere tutti i miei averi e vivere inseguendo la felicità, ovvero seguendo le mie passioni piu’ forti: l’arte e il viaggio.

Tati

Tati

Attualmente vivo a Cecina, ma appena posso trascorro qualche mese a NY, a Rio de Janeiro o in qualsiasi altro angolo nascosto del mondo che ispiri il mio animo libero!

1. Cosa ti ha spinto a partire con Donna Avventura invece che autonomamente?

Oltre all’impetuoso desiderio di affrontare una sfida e la curiosità di partecipare ad un programma televisivo, sicuramente la possibilità stessa di poter partire. Da sola non avevo i “mezzi” per farlo!

2. Cosa non ti è piaciuto di Donna Avventura tanto da farti abbandonare la trasmissione?

I ritmi televisivi. Tecnicamente io non ho abbandonato la trasmissione, ma mi hanno sostituita.  Donnavventura è un lavoro a tutti gli effetti; richiede molto sacrificio e determinazione, non è che io ne fossi sprovveduta, semplicemente la mia sensibilità di artista si sentiva soffocare al ritmo della produzione televisiva e non potevo dunque essere di aiuto al team. Rimane comunque per me una bellissima esperienza, che tanto mi ha dato: dall’avvicinamento al mondo della fotografia, all’amicizia sincera con le compagne di avventura fino all’elaborazione della mia tesi di laurea!

3. In che modo colleghi il viaggio all’arte?

Viaggiare aiuta a capire meglio se stessi. Quando viaggio, io mi sento realmente viva. Mi sento parte dell’universo. Non c’è gioia piu’ grande per me se non quella di conoscere nuove culture, interagire con esse e riuscire attraverso l’arte ad esprimere queste mie emozioni.

Tati in Turchia con Donnavventura

Tati in Turchia con Donnavventura

4. Raccontaci il tuo prossimo progetto.

Si chiama Raizes, radici in portoghese, e sarà un progetto culturale rivolto a tutti gli appassionati di arte e di viaggio. Partendo da un blog, Raizes si proporrà come luogo di incontro per una comunità artistica globale. Dall’Africa al Brasile io porteró le mie radici in giro per  il mondo; viaggero’ attraverso i cinque contineti per conoscere quanti piú artisti possibili. Raccontero’ la mia esperienza e anche la loro. Da ogni paese visitato nascerà un progetto artistico dove quadri e fotografie saranno i principali testimoni... ma non solo! Lo scopo è proprio quello di stimolare artisti di tutto il mondo a conoscersi, comunicare e collaborare, perchè c’è sempre da imparare gli uni dagli altri.

Al momento Raizes è ancora in fase progettuale, (creazione del blog, ricerca di collaboratori tra enti, associazioni, gallerie e istituzioni e ovviamente anche di sponsor!), la partenza è prevvista per il 2014.

 5. Perchè vuoi iniziare dall’Africa?

Perchè me lo dice il mio istinto. Quello di donna e quello di artista. Sento di avere con questo grande continente una forte connessione, difficile da spiegare, ma c’è un filo conduttore che mi lega tantissimo all’Africa, anche se  non ci sono mai stata! Specialmente dopo un bellissimo viaggio fatto qualche anno fà a Salvador di Bahia… dove la maggior parte della popolazione è di origine africana e dove mi sono sentita a casa…

6. Secondo te quale è la cosa più difficile che dovrai affrontare?

Partendo dal fatto che viaggiare da soli non è semplice e se si è donne, alcune volte è ancora piú difficile, secondo me la difficoltà maggiore che incontreró sarà quella di far capire il mio progetto, l’importanza che io gli attribuisco e dargli credibilità. Inoltre mi spaventa  la scarsa disponibilità di servizi di alcune piccole regioni oppure un forte maschilismo di alcune comunità.

Ma in linea di massima ad ogni viaggio io mi appello alla regola di vita dell’Ubuntu, cioè nella credenza in un legame universale di scambio che unisce l’intera umanità, è questa un’etica dell’Africa sub-Sahariana che si basa sulla lealtà reciproca delle persone.

Belgio 20087. Quali sono le caratteristiche che deve avere un viaggiatore solitario?

Rispetto per se stessi ma soprattutto per il prossimo, per le loro usanze e tradizioni.

Curiosità. Se si è curiosi si ha sempre fame di conoscenza!

Coraggio e fiducia in se stessi, per affrontare tutti piccoli e grandi problemi che viaggiare da soli comporta.

8. In base a cosa sceglierai l’itinerario africano?

Mi piacerebbe percorrerla tutta! Ma per iniziare sceglieró 2-3 Stati in base ai contatti che prenderó con gli artisti locali, ai consigli e suggerimenti di viaggiatori che raccoglieró sul blog e anche in base alle conoscenze di parenti o amici. Valutando sempre per ogni Stato la situazione socio-politica, la sicurezza prima di tutto!

9. Vorresti che questa tua modalità di conciliare viaggio e arte durasse per sempre? Vorresti passare la tua vita sempre in viaggio?

Si, assolutamente si! Ormai quando viaggio non posso dividere le due cose. Per ogni viaggio che faccio scrivo una pagina della mia storia personale, i sapori, i profumi ed i colori di ciascun luogo io li serbo nel cuore come un’opera d’arte di inestimabile valore.

Passare il resto della  vita viaggiando è il mio sogno piú grande. Anche io vorró una famiglia, dei figli, tanti, ma a quel punto saremo una famiglia viaggiatrice!!!

Le mie radici sono dentro di me ed io le porteró ovunque io vada.

10. Cosa non potresti mai dimenticarti di mettere nel tuo zaino?

Che domande… Un quaderno da disegno e dei colori!

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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