No No di Yogyakarta mandato in bancarotta da un siciliano!

Stavo passeggiando per il Kraton, in palazzo del sultano di Yogyakarta, si perché qui c’è ancora il sultanato anche se non lo sa quasi nessuno. Il palazzo è in realtà una città, ci vivono più di 2000 persone, il sultano da loro delle case, una piccola rendita e loro si devono occupare di tenere in maniera dignitosa la zona, andare una volta al mese al cospetto del sultano e dedicarsi ad attività culturali.

Quando ho iniziato a visitare il palazzo mi immaginavo le classiche residenze con giardino, ma poi ho capito che la realtà era ben distante, gli spazi enormi e le indicazioni non chiare; mentre camminavo cercando il Water Palace, mi si avvicina un uomo sulla quarantina, No No, mi dice, non ti preoccupare nn voglio soldi io lavoro per il sultano, voglio solo farti vedere la strada.

yogyakarta
Io e No No a Yogyakarta

Mentre passeggiamo, inizia a raccontarmi la storia dei 10 sultani, della moschea sotterranea che fecero costruire i portoghesi, degli usi e costumi del regno prima del grande terremoto che distrusse Jogja. Arriviamo il water palace, si chiama così perché ha una piscina, le 23 mogli del IX sultano usavano fare il bagno in queste acque, lui le guardava da un torrino e gettava loro un fiore, la prima che lo prendeva si guadagnava il diritto di giacere con il sultano! Praticamente la guerra delle oche!

No No inizia a raccontarmi di lui, quando gli dico che sono italiana mi racconta che un siciliano l’ha mandato in bancarotta! La cosa mi imbarazza alquanto, gli chiedo spiegazioni; anni fa lui si occupava di spedizioni di mobili, per un lungo periodo spediva container in Sicilia, poi l’ultimo container non gli è stato pagato, aveva anticipato tutti i soldi della produzione e per ripagare i debiti con le banche ha dovuto vendere ogni cosa in suo possesso, è diventato poverissimo e la moglie lo ha lasciato. – “E’ tornata a west Java dalla sua famiglia, mi ha mandato una lettera e dopo poco si è messa con un altro uomo, mi ha spezzato il cuore. I miei figli sono andati via con lei, ma una volta all’anno vengono a trovarmi. Non ho voluto sposarmi mai più! Ora basta con i grandi business, affitto biciclette e motorini e vendo i biglietti per i balletti, almeno non rischio di perdere tutto un altra volta”

Io al Water Palace di Yogyakarta
Io al Water Palace di Yogyakarta

Mi sento inspiegabilmente in colpa, un mio connazionale che rovina una famiglia dall’altro lato del mondo!

Il caldo era estenuante, camminavo ormai da ore, la mia pressione vacillava, così gli chiedo se ci possiamo fermare per bere qualcosa, gli offoro da bere, e inizio a lamentarmi del fatto che nessuno venda gelati, ma tutti vendono zuppe di pollo bollenti!

Dopo un po’ di relax continuiamo l’esplorazione, No No mi regala un ventaglio, c’è un adesivo con i suoi recapiti, mi dice che quando torno in Italia devo darlo ai miei amici, così possono venire a Jogja e chiedere di lui. Volevo andare a visitare il mercato degli uccelli, mi offre un passaggio, a titolo gratuito, sottolinea, accetto, passiamo per casa sua per prendere il casco per me. Quando arriviamo al mercato degli uccelli c’è da pagare il parcheggio, lo paga senza batter ciglio, mi lascia andare avanti, mi dice che deve fare una cosa e mi raggiunge più tardi, io inizio ad esplorare i negozi di pesci tropicali, mia grande passione da ragazzina, poi gli uccelli, i pipistrelli, camaleonti, strani insetti e larve maleodoranti. L’ambiente non è angusto anzi è un bel giardino con gabbie colorate, un livello di pulizia anche abbastanza buono. All’improvviso mi raggiunge No No con una borsa contenente due Magnum, – “volevi un gelato, no? Quale preferisci gold o mandorle?”- Rimango sbalordita dalla sua galanteria, neanche il mio uomo avrebbe un tale pensiero gentile!

Sulle strade di Yogyakarta
Sulle strade di Yogyakarta

Così continuiamo ad esplorare il mercato, No No mi porta in tutti i negozi che conosce, rettili, cobra, serpenti in miniatura, coccodrilli nani da collezione! Poi passiamo alla parte dei cuccioli di cani, gatti e persino un cucciolo di giaguaro, non so quanto possa essere legale. Ogni negoziante si prende cura instancabilmente dei suoi animali, nutrono gli uccelli a mano, con dei piccoli insetti o i cuccioli con una poltiglia gialla, danno loro cibi che gli permettono di cantare meglio perché la domenica c’è la gara di canto! Trascorrere un paio d’ore in questo mercato si capiscono le passioni degli indonesiani, combattimenti tra galli, a volte purtroppo anche tra cani, uccelli esotici e con una voce incantevole, pesci colorati per i più pigri.

Finita la lunga giornata No No mi riaccompagna a casa, gli prometto di parlare di lui ami miei amici, quindi ve lo scrivo qui, se venite a Yogyakarta, scrivetegli wesi_aji37@yahoo.com e usate i suoi servizi, mi auguro che la vita per lui sia una ruota, un italiano l’ha rovinato e magari altri italiani possono aiutarlo!

Potrebbe interessarti anche

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *