Sulla via della Seta, Ferruccio un viaggiatore di altri tempi.
Percorrere, o”fare”, come dicono i backpaker la Via della Seta è un sogno di tanti, ma in verità in pochi riescono a farla tutta e io, purtroppo, sono uno di quelli. Sul confine cinese, dopo tre mesi di viaggio e settemila chilometri, ho dovuto mollare per gravi motivi di salute.
La vera Via della Seta parte da Istanbul e puntando a levante arriva a Xi’An, in Cina. 12.000 km, 1000 più mille meno, non importa per chi viaggia, è la distanza da percorrere. Il periodo migliore per partire è tra aprile e maggio, assolutamente non più tardi, troppo caldo fino in Tajikistan e troppo freddo, una volta arrivati, sull’alta via del Pamir. Tutti i paesi che si attraversano pretendono il visto e per averli tutti ci vogliono almeno un paio di mesi. Carte di credito abilitate è bene averle, ma il contante, euro o dollari di piccolo medio taglio, è decisamente meglio. Medicine di base sono fondamentali, abbondando possibilmente. Viaggiare leggeri è importante, un sacco seta lenzuolo e tre cambi più un’ottima felpa con cappuccio bastano, se si ha bisogno d’altro lo si compra strada facendo.

Memorabile, indimenticabile fino al coinvolgimento emotivo. Cibo, musica, balli e Vodka fino alle sei del mattino o almeno fino a che non crollai insieme ad altri sotto ad un tavolo per risvegliarmi con la mia testa appoggiata sul polpaccio di uno sconosciuto che dormendo russava come un bufalo. La festa durò tre giorni e poi, quando tutto dovette finire, abbracci, baci, giuramenti di amicizia eterna e promesse. Attraversare il deserto del Karakorum in 5 giorni perché il mio visto per il Turkmenistan stava scadendo fu un’altra grande avventura. 50° di temperatura media e il nulla all’infinito, ma anche li c’è un mondo che vive e che ti sorride offrendoti il niente che hanno. Lì ho visto una manifestazione della natura forse unica al mondo. Una voragine larga 100 metri da dove un fuoco alimentato da gas naturale rende l’aria arroventata dando l’esatta idea di quello che potrebbe essere l’inferno dantesco.

Racconto e foto di Ferruccio, un viaggiatore che mi ha aperto la finestra sui suoi viaggi e che io ho voluto condividere con voi, un uomo che incarna l’idea che ho di viaggio.


grazie per averci reso partecipe di questo viaggio con dei consigli molto preziosi
grande!
Grazie di averci provato e di aver condiviso questa stupenda esperienza! Anche per quelli (come me) che non ce la fanno a decidere!
Ciao Francesca, grazie di questo bell’articolo. Vorrei chiederti, dato che vorrei percorrere la Via della Seta per maggio/giugno, ci sarebbe un modo per contattare Ferruccio? Avrei bisogno di qualche consiglio per i visti, poiché sto trovando diversi problemi dal sito della Farnesina. Ringrazio tanto. Daniele