Il Lato Oscuro di Viaggiare da Soli

Molte persone che non hanno mai viaggiato da soli sono assalite da paure, la maggior parte vengono “inoculate” dalla società o dalla famiglia, come il pericolo, i costi eccessivi o altre dalle nostre personali insicurezze, come la noia o la solitudine. Come ho detto più volte tra le righe di quello che scrivo, la realtà è molto diversa dall’immaginazione: è meglio!

Le nostre paure ci mostrano i nostri lati più deboli e possono essere un’interessante campanello d’allarme per costruire un percorso di crescita efficace intorno al viaggio.

Viaggiare da soli è sempre un’esperienza illuminante e decisamente formativa, a parer mio ha quasi solo lati positivi, ma è indubbio che esistano anche dei lati oscuri.

Nella vita quando i nostri punti di vista vengono condivisi da persone simili a te, le tue convinzioni si fortificano e così qualche settimane fa mi sono ritrovata persa in una lunga skype call con un amico caro con cui condivido buona parte della mia visione del mondo e della vita.

Lui si chiama Angelo Lo Presti, sul web è meglio noto come SuperJab, ho raccontato di lui in questa intervista, lui sta attraversando il continente Latinoamericano attraverso un viaggio intereattivo in cui i suoi lettori scelgono ogni settimana le sue tappe e lui le racconta con dei fantastici video [iscrivetevi al canale]

Al momento è da 10 mesi sulla strada e negli ulimi mesi si è ammalato spesso, perchè il viaggio da un lato ti riempie d’energia e dall’altro ti stanca di più di quanto la tua mente si renda conto.

Come credo di aver raccontato più volte, anche a me è capitato di ammalarmi diverse volte in viaggio, ed essere lì da soli, lontano da casa, dalla tua famiglia, da un farmacista che parla la tua lingua o semplicemente dai tuoi cibi ti può rendere tutto ancora più drammatico. Hai una sensazione di impotenza, di essere bloccato da qualcosa di esterno, di estremo e inizi ad aver paura di non riuscire a trovare le forze da solo.

Angelo, che è molto più visual di me, ha da poco pubblicato un video che racconta il “sentire” di un viaggiatore quando abbraccia il suo lato oscuro, così ho pensato di condividerlo con voi e gli ho chiesto cosa rappresenta per lui questo momento.

Angelo, per te quale è il lato oscuro del viaggiare in solitaria?

Partiamo dal presupposto che io adoro viaggiare in solitaria.
Per me è il metodo migliore per integrarsi in un nuovo luogo e per conoscersi a fondo.
Questo affascinante metodo di scoprire il mondo e se stessi viene pagato però a caro prezzo, ma è l’investimento migliore che possiamo fare nella nostra vita.
Mi spiego meglio.
Nel momento in cui si fa la scelta di viaggiare da soli, si fa proprio questo, si è da soli.
Per la maggior parte delle persone che conosco, questo concetto è difficile da comprendere.
Siamo tutti abituati ad avere persone care vicine a noi. E a condividere la nostra vita con loro.
Siamo anche abituati a vivere una vita con il pilota automatico, dove ogni giorno e ogni cosa che facciamo è scandito da un tocco di una lancetta che si ripete, inesorabilmente, sempre nello stesso modo, giorno dopo giorno.
In questa realtà fatta di continua condivisione, stiamo bene con gli altri, ma siamo lontani da noi stessi.
Distratti a soddisfare l’esigenze altrui, gli impegni mondani e le futili attività che occupano le nostre giornate ci dimentichiamo di ascoltarci.
In un viaggio in solitaria, tutto questo cambia.
Non ci sono più impegni, non ci sono più distrazioni, si è soli e ci si DEVE ascoltare.
Le uniche esigenze diventano quelle personali, diventiamo il nucleo delle nostre attenzioni.
E quindi, come si puo passare da una vita di distrazioni ad una vita in “isolamento” se non ne siamo mai stati abituati?
Come si fa a vivere una vita fatta di continue sfide personali, eventi casuali, e grandi emozioni che spiazzano il centro del nostro equilibrio interiore?
E quindi il viaggio in solitaria diventa un percorso introspettivo, un percorso interiore più che esteriore.
Si dice che la vera felicità si ottiene quando la si può condividere con altre persone e io condivdo a pieno questo concetto.
Però penso che prima sia più importante conquistare la felicità di stare con noi stessi.
Perchè solo quando si è in grado di essere felici con se stessi, si può essere felice anche con gli altri, ma non viceversa.
Per fare questo però dobbiamo affrontare e superare le nostre paure.
E il metodo migliore è viaggiare da soli.
Certamente s’incontrano una marea di persone in un viaggio. Queste ci aiutanto e ci fanno da guida, ma, siamo sempre noi la bussola del nostro cammino, e anche se molte di queste persone sono veramente speciali, in fondo si è da soli.
La solitudine non piace a nessuno, neanche ai viaggiatori esperti, però credo sia una processo fondamentale nella vita di un uomo.
Quando si accetta la solitudine e s’impara ad apprezzarla e sfruttarla, la vita ci trasforma e ci rende persone migliori.
Quando si è soli si può fare solo affidamento su se stessi e sulle proprie forze e soprattutto, si deve imparare ad amarsi e ad accettarsi.
Viaggiare in solitaria è una sfida che non tutti sono capaci di affrontare, perchè spaventa. Perchè si ha paura di stare da soli, e di conoscere dei limiti e dei lati del proprio carattere che non ci piacciono o che abbiamo abilmente nascosto per tanto tempo.
Però, in questo percorso di ricerca personale, prima o poi si arriva sempre al fondo del barile, al momento buio, il momento della verità.
Il momento in cui non si ha la forza di continuare ad andare avanti.
Il momento in cui si è stanchi e si sente la voglia di un abbraccio sincero o di una parola di conforto da una persona cara.
Il momento in cui la fatica mentale, psicologica e fisica di affrontare un grande viaggo in solitaria ti schiaccia giù e ti spezza le gambe.
Questi momenti sono preziosi se uno ha la capacità di affrontarli nel modo giusto e apprendere da essi lezioni importanti e trasformarli in carburante per i propri sogni.
Sono questi attimi di sgomento e di pura follia quelli che ti fanno diventare più forte e ti fanno apprezzare le persone che ami, la tua persona e i valori più importanti nella tua vita.
E quindi… si continua a viaggiare e ad affrontare le paure e a scavare negli inferi bui della nostra anima.
E lo si fa sempre in solitaria, per scoprire il mondo e per conoscere se stessi.
Perchè la vita è un emozionante viaggio.
E io voglio vivere tutte le sue emozioni al massimo.
Nel bene e nel male.

Per quelli che non padroneggiano ancora l’inglese perfettamente, questa è la traduzione del video di Angelo:

.E quindi… Si.. quindi è stato molto stressante per me.

E’ da 7 mesi che non vivo una vita definita “normale”.

Sono sempre on the road, in movimento.

E sai, non dormo e mangio correttamente da tanto tempo perché…

Perchè per tanti motivi.

E quindi psicologicamente e mentalmente sono molto, molto stanco.

E fisicamente incomincio a sentirmi molto stanco.

Ho perso tanti chili da quando ho inziato, non so se ti ricordi dai primi video a ora la mia faccia è diventata sempre più magra e i miei pantaloni sono sempre più grandi.

E… Questa è la realtà di vivere on the road per un periodo lungo.

E ovviamente a livello emotivo mi mancano i mie genitori, mi mancano i miei amici più cari. E anche se incontro persone durante il percorso non è mai la stessa cosa.

E per essere sincero, se non fosse per il tuo aiuto e per il tuo supporto e per il fatto che guardi i miei video e mi dai la motivazione di andare avanti, sarebbe molto più facile mollare tutto e dire: “OK, ho fatto abbastanza!”

E niente, volevo solo condividere questo pensiero con te e…

Sono malato.

Sono malato, sono influenzato.

Questo viaggio è una grande sfida per me e sto facendo del mio meglio per rimettermi in piedi, ma questa è la cosa peggiore di quando si viaggia da soli.

Quando sei malato, tu sei da solo, e quindi devi lo stesso uscire e comprarti da mangiare e prenderti cura di te stesso.

E’ stato molto difficile per me riprendermi, ho avuto incubi e allucinazioni, non potevo nemmeno camminare, perdevo sempre l’equilibrio e quindi dovevo appoggiarmi ai muri per camminare.

L’ultima cosa che voglio fare è fare qualcosa.

Voglio solo sdraiarmi a letto e dormire.

Sono arrivato al punto che sono veramente molto stanco.

E non solo fisicamente, penso di averne avuto abbastanza, però…

Io so che questo è solo un periodo e questa situazione migliorerà presto quindi…

Proverò a fare del mio meglio per uscire da questa situazione e ritornare per strada.

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