Giulia una freelance in giro per il Mondo da gennaio 2011

Giulia Raciti, siciliana, trasferita a Roma, Londra e resto del mondo! SEO freelance, da quasi due anni in viaggio, ha scoperto una nuova maniera di vivere, viaggiare e godersi la vita fino in fondo, uno dei pochi Travel Blogger che definisco tale e che amo leggere su http://www.viaggiare-low-cost.it/

1.Dimmi tre motivi per cui viaggi da sola
– Nessuno ha voluto/potuto accompagnarmi
;
– Rispetto i miei ritmi che sono molto lenti
;
– Sono sempre stata una persona indipendente e non mi piace stare ai tempi degli altri;

2. Da quanto tempo giri il mondo da sola? Hai già una data di rientro o segui la corrente?
Viaggio ininterrottamente da gennaio 2011, ho cominciato a Cuba, sono volata in Giamaica, ho viaggiato per 6 mesi in Centro America, sono passata da New York, sono tornata in Europa per un mese per poi volare nel Sud Est Asiatico, Australia, Fiji, Nuova Zelanda e ora sono in Sud America dove rimarrò sino a marzo o aprile 2013.
Pare quindi che abbia una data approssimativa di rientro ma non ho biglietto. Ho cominciato il viaggio pensando di volere stare via solo per sei mesi e questi sei si sono quadruplicati, quindi adesso dico che torno ad aprile ma tra il dire e il fare, soprattutto quando sono io a prendere le decisioni, c’è di mezzo il mare.

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Due anni in giro per il mondo

3. Cosa ti ha spinto a lasciare tutto e partire?

Non volevo più vivere a Londra dove ho vissuto per quasi 4 anni e volevo trasferirmi a Berlino. Essendo stanca del lavoro, della città e piuttosto insoddisfatta della mia vita mi sono licenziata poco prima di Natale, quindi in inverno, periodo ostico per vivere a Berlino a meno che non si sia grandi amanti del freddo, come non sono io. 
L’idea di trasferirmi in una nuova città, nuova cultura, nuova lingua, ricerca del lavoro, che sino a 3 anni fa nella capitale tedesca non era delle più facili, mi ha fatto prospettare un periodo di assestamento duro (scuola di lingua, ricerca del lavoro, casa). Lo avevo già vissuto e sapevo esattamente cosa mi avrebbe aspettato.
Prima di intraprendere questa nuova vita volevo semplicemente un po’ di tempo spensierato per me lontana da tutto e da tutti senza dovere pensare ai piccoli problemi quotidiani e a quelli più grandi che implicano l’andare a vivere in una nuova città con tutte le sue conseguenze.

4. Quali sono le tre cose più importanti che hai imparato in questi mesi?

– Downshifting Questi mesi che poi sono diventati anni, ho imparato a vivere con poco ed essere felice senza pretendere troppo, sono diventata più paziente e credo che senza volerlo ho iniziato un processo di downshifting, vivo con poco ma vivo al 100%. Nessun rimpianto e nessun rimorso. Non mi faccio mancare nulla ma ho ridimensionato l’importanza e il valore che davo alle cose. La mia tranquillità e felicità vale molto di più di un conto in banca pieno di soldi che non so neanche come spendere perché non ho tempo!

– La vita è breve e io non voglio sprecarla
Hai idea di quanto sia grande il mondo? Ho incontrato in Nuova Zelanda ragazzi conosciuti in Nicaragua, in Cambogia un ragazzo conosciuto a Panama, il mondo sembra piccolo ma non lo è. Ci vorrebbero 2 vite per scoprirlo tutto! Di fatto di vita ne ho una e non voglio sprecarla. A me piace viaggiare quindi adesso voglio fare questo, quando deciderò di fermarmi lo farò perché riterrò che la mia felicità possa essere coronata in un altro modo, ma sicuramente non vivrò la vita che gli altri vogliono per me. Faccio il possibile per realizzare i miei sogni altrimenti quello che rimarrebbe non è una vita vissuta appieno, niente è facile ma se fai qualcosa per realizzare un tuo sogno allora tutto sembra possibile.

– Le mie radici sono importanti – Ho viaggiato per molto tempo e ho visitato molti Paesi ma più proseguivo più sentivo l’attaccamento alla mia terra, che per me è l’Europa e non solo l’Italia. Ho visto il nostro vecchio Continente con altri occhi, mi piaceva, l’ho rivalutato e ancora adesso continuo a credere sia il più bello del mondo, certo imperfetto ma splendido. 
Ho capito che è lì che voglio tornare perché è lì che sono le mie radici, la mia famiglia, i miei affetti, la mia cultura. Ho imparato a non rinnegare le origini ma ad apprezzarle e quando mi si dice “sei proprio italiana” io lo prendo sempre come complimento…anche quando forse non lo è!
Nel post sul manifesto del viaggiatore dalla A alla Z ci sono altre riflessioni in merito.

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Giulia in giro per il mondo

5. Quando tornerai a “casa” in cosa i tuoi amici non ti riconosceranno più?
Non sono cambiata molto credo, continuo ad essere disordinata, sbadata, chiacchierona, sorridente ma anche intransigente, rigida e ferma nelle mie decisioni (giusto dire pregi e difetti), ma su di una cosa sono certa perché mi è stato detto. Sono più tranquilla e rilassata, vedo il futuro con una mente calma e positiva molto di più di quanto non lo facessi due anni. 
Per il resto credo che torno per la stessa che ero, il viaggio non mi ha cambiata, mi ha dato delle lezioni di vita che ho accolto e che applico, ma la Giulia di adesso è la stessa di quella di qualche anno fa, solo un po’ più vecchia.

6. Hai mai avuto paura di essere da sola?
No mai, ci sono sicuramente state situazioni in cui avrei preferito avere compagnia, come certe stazioni dei bus in Centro America di notte o quando semplicemente vorrei andare in bagno ma con tutti i bagagli che non so a chi lasciare devo aspettare di arrivare in ostello, ma paura in realtà mai.

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Viaggiare da soli

7. Secondo te viaggiare da soli è una cosa che possono fare tutti ?
Io credo che lo possano fare tutti solo se lo vogliono, se non si ha questa spinta allora si sta già perdendo in partenza. 
Personalmente io questa scelta l’ho vissuta con molta naturalezza, non c’è stato un solo attimo di minimo dubbio o paura. Alla domanda (pre-viaggio) “non hai paura?” ho iniziato a pensarci su, perché quindi stimolata, e mi spaventava l’idea di non essere spaventata. 
Se però io vivo la solitudine positivamente mi rendo conto che è difficile per molti fare un passo del genere e a volte per la paura ci inventiamo le scuse. 
Se quindi si è disposti a superare questa paura, si vuole viaggiare e l’unica scelta a disposizione è farlo da soli, allora tutti possono farlo.
Il problema è proprio questo che si confonde viaggiare da soli con viaggio in solitudine. Viaggiare da soli significa solamente che parti senza compagno di viaggio fisso, non che ti stai condannando a mesi di silenzi e deprimenti giornate. 
Non devi essere Superman per decidere di partire solo, devi solo volere viaggiare davvero e farlo con uno spirito di apertura al mondo che con te vuole parlare.
Viaggiare è una crociera nello spazio e nel tempo dove sei circondato da miliardi di persone e da centinaia di culture che come a una parata scorrono davanti ai tuoi occhi….ti senti ancora solo?

8. C’ è stata una volta che hai dovuto mettere da parte un tuo limite caratteriale per andare avanti?
Il bello di viaggiare da soli è proprio questo, sei libero di fare quello che vuoi e andare via se un posto o una situazione non fa per te. 
Ci ho pensato su molto a questa domanda e onestamente non ho trovato nessun momento in cui abbia dovuto mettere da parte un limite caratteriale al punto da ricordarlo come momento particolare.
 Io mi adatto alle situazioni facilmente, se un Paese è più pericoloso di un altro mi adeguo e non faccio certe cose, se la compagnia del momento non è quella che fa per me, faccio lo zaino e vado via. 
Credo di avere messo da parte limiti caratteriali più spesso quando lavoravo in ufficio che in viaggio.


9. Come organizzi il tuo itinerario?
Non organizzo molto in realtà prima di arrivare in un nuovo Paese. 
Ho una mappa e una guida, che leggo poco e che uso prevalentemente per organizzare gli spostamenti, per quanto riguarda l’itinerario mi piace chiedere a chi in un posto ci è stato, quindi altri viaggiatori e ai locali.
 Gli incontri tra viaggiatori sono molto interessanti, a volte scopri che ci sono cose di cui tu non ne sapevi l’esistenza, ai racconti segue una veloce ricerca su internet e una prima stesura itinerario. 
Oltre a parlare con altri backpackers generalmente parlo con locali e mi faccio letteralmente stilare un itinerario di viaggio. 
Le mie vittime preferite sono i tassisti con cui questa tecnica funziona sempre bene, queste domande sono perfette per rompere il ghiaccio e reperire informazioni utili. Lui elenca a e io scrivo. 
Passati i giorni ho abbastanza informazioni per decidere dove voglio e dove non voglio andare.
Un altro metodo che ho e che mi ha portata in posti splendidi che forse non avrei mai neanche visto è usare google images. In genere digito il nome del Paese dove sto andando, per esempio Panama, e dalle foto decidere che voglio andare in un certo posto. Con google images ho scoperto l’arcipelago San Blas che sino ad ora ritengo il posto più bello dove sia mai stata.
10. Credi che in qualche modo viaggiare per tanto tempo sia una fuga dalla vita reale?
Questa domanda mi viene fatta spesso, anche dai miei genitori. 
Si un viaggio di questo genere è una fuga dalla realtà come la si intende convenzionalmente per me non è altro che un momento della vita che voglio sfruttare al massimo. 
Sto vivendo un sogno dal quale mi sveglierò, ma che posso dire di avere vissuto ed in cui non sono stata con le mani in mano. Ho lavorato, imparato una nuova lingua, spero di tornare in Europa anche con il portoghese, ho fatto un’esperienza che fuori dall’Italia vale più di un titolo universitario.
Anche vero che non l’ho sempre pensata così, infatti in questi anni di viaggio ho visto cambiare radicalmente un mio punto di vista che era molto vicino alla tua domanda, credevo quindi che viaggiare per tanto tempo fosse una fuga dalla vita reale. Adesso mi trovo alla posizione opposta che mi fa chiedere, ma quale è la vita reale di cui parli? La mia non è vita reale?
Cosa significa vita reale? Per me non significa necessariamente alzarmi la mattina, bere il caffe, andare in ufficio, la palestra e poi a casa a vedere la televisione. Vita reale per me significa vita consapevole, conscia, aperta. 
Ho visto come si vive in molti Paesi del mondo, ho visto opportunità, crescita, ho la certezza che un posto nel mondo ci sia, ho imparato a non avere paura del futuro.
 Credo quindi che vita reale sia quella che noi viviamo traendone dei risultati, quella che viviamo consapevolmente e che vogliamo realizzare. 
Se avessi avuto la passione per la legge mi sarei voluta realizzare come magistrato.
 Ma io ho sempre avuto un trasporto sconsiderato per tutto ciò che mi è sconosciuto. Ho solo deciso di vivere la mia vita per come secondo io ritengo sia quella giusta. 
In questo viaggio lungo due anni e più non sto fuggendo dalla realtà, la sto costruendo.

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