Dove vogliono davvero andare in vacanza gli italiani nel 2026 (e cosa fanno quando restano a casa)

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Photo by Ethan Robertson on Unsplash 

L’estate 2026 racconta un Paese diviso a metà, e non è una metafora. Secondo l’Osservatorio Confturismo-Confcommercio realizzato con Swg, a Ferragosto erano tredici milioni gli italiani effettivamente in viaggio, ma accanto a loro quasi 6,7 milioni hanno scelto di restare a casa, e di questi oltre 4,4 milioni lo hanno fatto per motivi economici puri: prezzi dei voli saliti, strutture ricettive più care, un budget familiare che non lascia margine. Non è pigrizia, e nemmeno disinteresse per il viaggio. È la fotografia di due Italie che si guardano dallo stesso balcone d’agosto.

Chi parte, e perché sceglie l’Italia

Chi la vacanza se la può permettere, quest’anno, la sceglie soprattutto vicino a casa. Secondo l’indagine Ipsos Doxa FutureForTourism, il 62% degli italiani in partenza ha puntato su una destinazione nazionale, con Puglia, Sicilia e Sardegna in testa alle preferenze regionali. Ma sotto quella percentuale si nasconde una spaccatura che vale più della classifica delle mete. Confturismo ha isolato cinque profili di vacanziere, e i numeri parlano chiaro: il profilo “Digital”, diciotto milioni di persone, viaggia con un budget medio di 1.389 euro a testa e organizza più soggiorni nella stessa estate, scegliendo le mete sui social e fidandosi dei consigli dei travel blogger. All’estremo opposto c’è il profilo “Silver”, quello degli over 65, dove la propensione a restare fermi tutta l’estate sale drasticamente. Federalberghi conferma la tendenza su scala più larga: tra gli over 65 e i pensionati, il 67% non lascerà la propria città per l’intera stagione.

Il discrimine, più che l’anagrafica delle regioni, è quello del reddito. Tra le famiglie con un’entrata annua sotto i 18mila euro, il 31% non partirà affatto quest’estate, mentre sopra i 54mila euro più di sei famiglie su dieci si concederanno addirittura più di un periodo di vacanza. Anche chi parte, del resto, lo fa diversamente rispetto a pochi anni fa: Confturismo segnala che il 58% degli italiani in viaggio distribuirà le ferie su più periodi invece che su un unico soggiorno lungo, con la “microvacanza” (due o tre notti al posto della settimana intera) come formula del momento. Non è più solo una questione di dove si va, ma di quanto a lungo ci si può permettere di restarci.

Cosa fanno gli italiani quando la vacanza non c’è

Chi resta a casa non lo fa sempre per lo stesso motivo, ma le serate finiscono per assomigliarsi ovunque: il tempo libero si sposta su uno schermo. Le piattaforme di streaming vengono guardate ogni settimana da oltre sei italiani su dieci, con una media di quattordici ore settimanali a testa, mentre il tempo speso online supera ormai le settanta ore mensili per utente connesso. Dentro questo stesso paniere di intrattenimento serale, quello fatto di sessioni brevi, ripetute, senza bisogno di prenotare né spostarsi, rientra anche il gioco a distanza regolamentato dall’ADM, che negli ultimi cinque anni è cresciuto del 153% fino a pesare quasi un quarto dell’intera spesa nazionale nei giochi leciti, contro appena il 4,1% del 2012. Per chi cerca un riferimento affidabile tra le opzioni autorizzate in questo stesso spazio di svago digitale, i siti casinò online italiani con licenza ADM restano il punto di partenza più sicuro, soprattutto ora che l’offerta cresce insieme all’attenzione verso operatori privi di concessione.

I “Rimasti”: un’economia invisibile alle statistiche del turismo

Il Centro Studi Conflavoro ha dato un nome a questa seconda Italia: i “Rimasti”, quasi quaranta milioni di residenti che nel solo mese di agosto non lasceranno il luogo in cui vivono, pari a circa il 68% della popolazione. Non è un dato che compare nei bollettini del turismo, perché l’Istat non considera vacanza le gite di un giorno o le serate fuori porta. Eppure i Rimasti muovono comunque un’economia concreta, stimata tra gli 11 e i 13 miliardi di euro solo ad agosto, in gran parte spesa nei negozi di prossimità sotto casa. Corriere della Sera ha raccontato bene questa seconda estate, quella che si consuma tra il balcone, il centro commerciale con l’aria condizionata e le serate in cui, semplicemente, non si va da nessuna parte.

Non è solo spesa locale. Le stesse politiche che spostano il turismo dalle grandi città verso borghi e aree interne guardano oggi anche a come cambia il rapporto tra intrattenimento digitale ed economie locali, leva complementare e non sostitutiva ai flussi turistici tradizionali. A confermare quanto lo spostamento verso il gioco a distanza sia strutturale, e non un fenomeno passeggero legato al mese di agosto, ci sono anche i numeri diffusi da Adnkronos sul bilancio 2024 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: la raccolta online ha superato i 92 miliardi di euro, con l’ADM che nello stesso anno ha oscurato 721 siti privi di concessione, un segnale di quanto il perimetro tra offerta legale e offerta irregolare sia diventato centrale proprio mentre il pubblico digitale si allarga.

Due estati, la stessa Italia

Alla fine, la geografia delle vacanze 2026 non racconta solo dove va chi parte, ma anche cosa succede a chi resta. Sono facce della stessa stagione, non due fenomeni separati: chi ha il budget per organizzare un weekend a Cagliari con due mesi di anticipo e chi, la sera, sceglie una piattaforma streaming o una sessione di gioco online invece di un weekend che quest’anno non è nei conti. Per chi invece un modo per viaggiare comunque lo vuole trovare, anche con un budget ridotto, vale la pena leggere la nostra guida su come viaggiare con un piccolo budget: a volte basta cambiare di pochi mesi di prenotazione o pochi chilometri di destinazione per restare comunque tra chi parte, e non tra chi rimane.

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Autore

Francesca Di Pietro

Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato 80 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: <a href="https://amzn.to/3d08YIU" rel="”sponsored”">Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi</a> edito Feltrinelli.