Australia e Nuova Zelanda, le differenze tra sogno e realtà.

[box style=’info’] Mi chiamo Paola, sono architetto, vivo a Firenze ma sono cittadina del mondo. Con una tesi di laurea sull’Architettura Razionalista Italiana durante il Ventennio, ho scoperto l’amore per la critica architettonica. Cresciuta tra i verdi prati della Valtellina e la traballante Emilia mi sento a mio agio con le scarpe da trekking ed uno zaino sulle spalle. Parlo al contrario ed amo correre, anche lunghissime distanze, ma solo all’aria aperta. La mia vera passione, oltre ai viaggi ai quattro angoli del globo, è l’architettura contemporanea ed eco-sostenibile.[/box]

1. Cosa ti ha fatto iniziare a viaggiare da sola?

Trovare un compagno di viaggio degno di tale nome è molto difficile, soprattutto quando, come me, si sta via per qualche mese. Le diverse abitudini, la voglia di sperimentare e lo spirito di adattamento sono spesso motivo di litigi tra persone che viaggiano insieme. Credo che un viaggio debba essere soprattutto un’esperienza piacevole e non una sofferenza nel continuo cercare di accontentare gli altri facendo cose che non ci va di fare. Inoltre questi viaggi impiegano tempo e denaro di cui non tutti possono disporre… e allora perchè dover dipendere dagli altri? Perchè dover rinunciare ad un viaggio solo perchè nessuno può venire con te? In fondo se una volta arrivati a destinazione ci si sente impauriti, soli, insicuri e disorientati si può sempre tornare indietro. A me sinceramente non è mai capitato. In viaggio ho visto coppie lasciarsi perchè non si sopportavano più, amici litigare e non rivolgersi mai più la parola e allora in mezzo a tante belle memorie raccolte in viaggio c’è sempre quel retrogusto un po’ amaro di una cosa che è finita nel peggiore dei modi. Viaggiando da soli non c’è il pericolo di litigare con nessuno, se qualcuno ti sta antipatico ognuno andrà per la sua strada mentre se invece trovi qualcuno con cui hai affinità può essere che il vostro viaggio continui in compagnia, ma avendo sempre ben presente che ognuno è un’entità singola libera di scegliere e decidere senza pressioni psicologiche.
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2. Un “lusso” tutto tuo del viaggiare sa sola?

Non avendo tutto il tempo del mondo per visitare un paese, anche se piccolo, si è sempre costretti a scegliere una rotta, un itinerario che purtroppo non ci permetterà di vedere tutto quello che vorremmo. La possibilità di poter decidere in libertà, di cambiare programma in ogni momento e di sconvolgere i piani è per me il lusso più grande.

3. Cosa ti ha spinto verso Australia e Nuova Zelanda?

Sono sempre stata attratta dall’Oceania, l’ho sempre vista come un luogo misterioso, fatto d’acqua e di nuvole. Un posto magico dove la gente va e da cui difficilmente ritorna. Un luogo con una recente memoria storica fatto di grandi spazi, di oceani immensi e di prati infiniti, dove la natura regna sovrana. Volevo vedere la differenza dello stile di vita, la cultura, respirare l’area di un luogo così remoto e allo stesso tempo così all’avanguardia.

4. Cosa hai trovato li? Era come te lo aspettavi?

Sono rimasta meravigliata dalla vastità dell’Australia, sapevo che fosse grande, ma non credevo così grande. In aereo verso Melbourne ricordo di aver pensato “Stiamo volando sopra Perth, manca poco all’arrivo” ed invece mancavano ancora 5 ore di volo! Mi ha stupito la qualità della vita, il fatto che così tante etnie vivano insieme pacificamente nonostante le loro diversità. Anche l’aria e l’acqua sono diverse, la differenza si sente subito. La nota dolente riguarda gli aborigeni, maltrattati e snobbati spesso occupati in attività illegali o poco decorose come l’accattonaggio. Quando sono partita avevo in testa l’idea dell’aborigeno come figura molto presente nell’immaginario nazionale ed invece mi sono accorta che non c’è niente di poetico nel modo in cui gli aborigeni sono stati decimati e relegati in determinate zone. Il discorso si fa diverso per la Nuova Zelanda dove la cultura maori non solo è presente ovunque ma è motivo di orgoglio per una nazione intera. I maori vivono e lavorano a stretto contatto con i ‘kiwi’, la popolazione della Nuova Zelanda post colonizzazione. Forse il fatto che i maori fossero guerrieri e gli aborigeni pastori ha dettato le sorti dei loro rispettivi paesi: gli aborigeni furono sottomessi dagli inglesi mentre i maori hanno giustamente dettato legge a casa loro. Mi vergogno un po’ nel dire che credevo ingenuamente che gli australiani ed i neozelandesi fossero simili mentre invece non potrebbero essere due popoli più diversi a partire dalla storia, dalle tradizioni e dalla cultura. I due paesi sono anche profondamente diversi per morfologia, clima e orografia. Insomma l’unica cosa che hanno in comune è il Mar di Tasmania che li separa. Sono vicini di casa che si tollerano a vicenda ma con una grande identità nazionale e patriottismo. I neozelandesi soprattutto risentono un po’ del fatto che il loro ben più famoso vicino catalizzi tutta l’attenzione. Provate a confondere l’accento neozelandese con quello australiano e sentirete la risposta! Sono comunque entrambi popoli estremamente ospitali, amichevoli e gentili e non dimentichiamoci che l’Australia e soprattutto la Nuova Zelanda sono due dei paesi con il più basso tasso di criminalità al mondo. Viaggiando da sola non mi sono mai sentita in pericolo e anzi, atterrata ad Auckland a mezzanotte mi sono trovata a camminare per Queen St. alle 2 di notte da sola e con la valigia. Nessuno mi ha dato fastidio, anzi un ragazzo molto gentilmente mi ha dato indicazioni per raggiungere il mio ostello. Probabilmente a Roma o Milano avrei preso un taxi, non mi sarebbe neanche venuto in mente di camminare di notte da sola per strada.
Sinceramente di tutti i posti nel mondo che ho visitato, la Nuova Zelanda è quello che mi ha colpito di più ed è quello in cui tornerò sicuramente.
Australia e Nuova Zelanda, le differenze tra sogno e realtà

5. In che modo l’architettura influenza i tuoi viaggi?

L’architettura è una forma d’arte disponibile sotto gli occhi di tutti e che lo vogliamo o meno modifica e plasma la qualità della vita. A volte in viaggio mi piace perdermi a vedere ciò che la natura offre (in fondo in Australia o Nuova Zelanda si va per vedere i paesaggi mozzafiato non gli edifici costruiti), ma in ogni parte del mondo, fatta eccezione per pochi angusti luoghi del pianeta, il segno dell’uomo è molto tangibile. Mi piace vedere come l’architettura sia il risultato delle tradizioni e della cultura di un paese e trovo affascinanti certe similitudini nelle tecniche costruttive o nella tipologia edilizia in paesi così lontani tra loro. Se per esempio pensiamo a Messico ed Egitto, vediamo che i templi aztechi e le piramidi egizie hanno forme molto simili, incredibile pensare che nessuno dei due popoli possa avere influenzato il lavoro dell’altro.

Partendo da una determinata tipologia architettonica di un paese possiamo sempre risalire agli usi ed alle tradizioni di un popolo. Le città di più recente realizzazione che non hanno come fulcro il centro storico a cui noi europei siamo tanto abituati, ricreano con l’architettura contemporanea le piazze ed i luoghi di incontro in completa armonia con il paesaggio circostante. A volte si può imparare tanto anche da chi ha meno esperienza di noi.

Paola da sola in Australia

6. Ti piacciono più le città o i piccoli centri e perché?

Essendo cresciuta in una città di modeste dimensioni, trovo le città come Roma o New York soffocanti. Credo però che le grandi città abbiano più da offrire in termini di arte, mostre ed avvenimenti anche se non sono una grande fan del traffico e dello smog. Bisognerebbe comunque fare una distinzione tra grande città e grande città… Stoccolma non è come Città del Messico e per me per essere vivibili devono essere città a misura d’uomo. Si deve poter camminare sneza dover essere schiavi della macchina e poter arrivare a lavoro senza dover uscire di casa due ore prima.

7. L’incontro più emozionante che hai fatto nel tuo ultimo viaggio?

Sicuramente la cosa più bella è conoscere gente nuova, persone che condividono con te momenti speciali e che nel giro di poco diventano amici e di cui impari a fidarti già dopo solo qualche ora. Sono sempre persone che vengono dai luoghi più disparati, di età diverse, con background incredibili e che come te viaggiano da soli. Mi ha stupito vedere così tante donne sole in viaggio, ragazze dai 18 ai 40 anni. L’incontro più emozionante è stato incontrare a Melbourne uno dei miei migliori amici: poter finalmente vedere dove vive, conoscere i suoi amici e visitare la sua terra è stata un’esperienza indimenticabile.

8. Cosa ti ha insegnato viaggiare da soli?

Viaggiando da soli si impara a credere in sé stessi, ad affrontare le proprie paure e ad abbattere le barriere mentali. Nel corso degli anni ho imparato a fidarmi del mio istinto e del mio cuore. Ho capito che non importa a quanti chilometri da casa ci si trovi… non siamo mai veramente soli e scopri di poterti fidare di persone che appena conosci e di cui sai poco o niente.

tra sogno e realtà

9. In viaggio cerchi sempre strutture ecosostenibili?

Il movimento della bio-architettura è un avvenimento abbastanza recente, alcuni paesi prima di altri hanno capito l’importanza delle energie rinnovabili ma purtroppo non sono ancora abbastanza diffusi tanto da potersi permettere di scegliere strutture verdi a discapito di quelle tradizionali. In Nuova Zelanda però ho soggiornato spesso in strutture verdi, infatti molti alberghi ed ostelli sono eco-sostenibili e vanno incontro a quella che è la necessità di un paese che vuole rispettare l’ambiente circostante cercando di risvegliare la coscienza civica dei turisti. I neozelandesi riciclano tutto, dalla plastica alla carta, passando per i materiali da costruzione di scarto e finendo con il legno. Trovano un utilizzo per qualsiasi cosa. Credo che tutti abbiamo molto da imparare dal loro stile di vita.

10. Quel è il tuo sogno nel cassetto?

Vorrei un giorno poter scrivere un libro sull’architettura contemporanea, pieno di foto meravigliose e di luoghi remoti.

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