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Viaggiare da sola in India per fotografarla

[box style=’info’] Sono Laura,una neolaureata in Architettura di 28 anni. Ho scoperto il fascino di viaggiare da sola da qualche anno. Dopo aver vissuto la sensazione di totale libertà di sceglierne i tempi, i modi ed anche i rischi non ho intenzione di abbandonare questo tipo di esperienza, non che non trovi interessante la condivisione, tutt’altro, ma talvolta avere dei compagni può essere limitante e frenare gli istinti.[/box]

1. Perché hai scelto di andare in India? Credi che ci sia bisogno di un particolare “stato” per scegliere di fare un viaggio da soli in India?

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Ho scelto di andare in India per cercare qualcosa di totalmente diverso da quello che ho sempre vissuto, per confrontarmi con i miei limiti, ma allo stesso tempo con elementi di grande fascino frutto solo di sogni e di letture. Fare un viaggio in India significa tante cose, è un paese complesso, molto diverso dal nostro, un paese molto forte in cui i contrasti sono netti, si vedono, li vivi, li percepisci fino in fondo e noi occidentali non siamo abituati a questa dimensione. Non credo che ci sia bisogno di un particolare stato per intraprendere un’esperienza simile ma piuttosto il desiderio di spogliarsi delle proprie “cose”, di scardinare la propria vita occidentale e rintracciare lo stato più primitivo che è in ognuno di noi quello che viene dalla terra, dalle piccole cose.

2. Come donna come ti sei trovata? Spesso si dice che gli uomini non abbiano molto rispetto delle straniere, lo hai riscontrato?

Come donna mi sono trovata bene, gli indiani sono delle persone incredibili a volte, ma altrettanto pressanti e invadenti delle altre, dipende da dove si finisce e da come ci si pone, facilmente l’essere gentili innesca degli “equivoci” ma non parlerei di mancanza di rispetto.

3. Cosa consiglieresti ad una donna che vuole andare in India da sola?

Non lo consiglierei a tutte. Sicuramente come primo viaggio sola potrebbe risultare traumatico, l’India è un miscuglio di sensazioni violente estremamente dure da una parte estremamente piacevoli da un’altra, per questo prima di avventurarsi in una terra così contraddittoria consiglierei la prima prova in solitaria altrove. Detto questo suggerirei tante letture e la visione di documentari. (Con il sari rosa di Sampat Pal è stata la mia illuminazione).

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4. Quale è stato il tuo itinerario e quale è che tipo di emozione legheresti ad ogni tappa.

Io sono atterrata a Delhi. Ho raggiunto Jaipur, Agra, Jhansi, Orchha, Khajuraho e Varanasi. Tutte queste città specialmente le prime due (un po’ meno Varanasi) vantano di un’architettura sorprendente, da architetto posso dire che raramente mi meraviglio di qualcosa ma varcare il portale del Taj Mahal dopo ore di fila all’alba sotto una battente pioggia tsunamica (era appena passato il ciclone nella regione dell’Orissa) è stata una delle sensazioni più belle della mia vita. Lo devo dire? Ho pianto si. 😉
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5.Come mai nei tuoi scatti cerchi sempre i bambini?

E’ vero, nei miei scatti cerco sempre i bambini, il motivo è molto semplice: penso che loro abbiano una visione del mondo più pulita e semplice della nostra e che la manifestino con altrettanta sincerità e spontaneità. Provate a corrompere un bambino..viaggiare_da_sola_in_india

6. Che differenza emotiva c’è tra il Rajastan e Varanasi?

La differenza emotiva tra il Rajastan e Varanasi è facilmente avvertibile perché gli scenari cambiano completamente e a Varanasi questi impattano molto di più la sensibilità del viaggiatore, ateo o credente che sia. Il Gange richiama i fedeli hinduisti di tutto il mondo ai riti di purificazione, proprio lì ho capito che se vuoi viaggiare bene in India non devi tentare di capirla, ma devi accettarla così come la trovi.

7. L’incontro che ti ha colpito di più?

L’incontro di 3 bambine in particolare. La prima a Jaipur, tornava da scuola sola, capelli corti e occhioni neri, una divisa composta, sandaletti infradito e un sorriso disarmante. La seconda al forte di Agra, dev’esser stata figlia di benestanti, non era sola ma con la sorellina e la madre vestite di tutto punto, forse era una gita fuori porta per loro. La terza al contrario vagava scalza e disorientata per la città. Le avrei rapite.

8. Al tuo ritorno credi che qualcosa dentro di te sia cambiato?

In me non è cambiato niente, possono assicurare amici e parenti che credevano di ritrovarmi santona o yogi ahahah. Credo di avere “l’India” come indole, una sorta di predisposizione naturale. Sicuramente un altro tipo di persona tornerebbe cambiata.
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9. L’India ti ha avvicinato di più ad una spiritualità individuale o alle persone?

lo non ho un credo specifico. Posso dire che sono una grande appassionata di religioni e in generale trovo in tutte grandi spunti di riflessione. L’India non mi ha insegnato a credere in qualcosa o ad essere seguace di qualcuno, ma ad ascoltare ad osservare e a fermare il tempo.

10. Cosa c’era di superfluo nel tuo zaino?

Il treppiedi. Non sono riuscita ad usarlo, non è permesso nei luoghi di culto. Per il resto nulla, sto imparando..

2 comments on “Viaggiare da sola in India per fotografarla
  1. Ciao!
    Anche io sono tornata da poco da un viaggio in India in solitaria. Non era la mia prima volta da sola né la mia prima volta in India e, a parte un po’ di “fifa” pre partenza (ma quella c’è sempre se si fa un viaggio impegnativo), nonché un po’ di disagio a Delhi (ma non perché ero donna sola: a Delhi c’è purtroppo una concentrazione di “furbetti” molto elevata, che a volte può demotivare un po’) mi sono trovata molto bene.
    Anche al di fuori delle località principali ho incontrato molta gente disposta ad aiutarmi proprio perché ero una donna da sola -nonostante un gap linguistico non da poco!-, ho ricevuto sorrisi immensi e sono sempre stata a mio agio.
    Chiaramente non bisogna andarsi a cercare delle situazioni particolari ed essere ben consapevoli dei propri limiti, come in qualsiasi parte del mondo.
    Io ho scelto il Rajasthan perché essendo molto turistico, non mi avrebbe mai lasciato completamente da sola ma, col senno di poi, amplierei un po’ i miei orizzonti. Vabbè, la prossima volta 🙂
    Come Laura, anche io non suggerisco di andare in India come primo viaggio da sola: l’India è un posto “tosto”, forse è meglio “allenarsi” un po’ prima.

    1. Grazie Silvia del tuo punto di vista, credo che sarebbe molto interessante se tu ci raccontassi la tua esperienza di viaggio da donna sola in India, è una realtà che io nn conosco, ma che molti mi chiedono. Se ti va scrivimi a info @ viaggiaredasoli . net

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