Viaggiare per il mondo come fotografo: Esteban Mazzoncini, in viaggio dal 1993

Esteban Mazzoncini, Argentino, fotografo e scrittore freelance in viaggio dal da 1993 destinazioni rare come l’Afghanistan, l’Iran, Haiti, Uganda e la Birmania.
Attualmente è in tour in Asia, dall’Indonesia al Kazakistan, cercando di condividere storie in un libro di prossima uscita.

1. È nata prima la passione per la fotografia o quella per il viaggio?

In primo luogo è arrivata la voglia di viaggiare. In realtà fin da bambino quando sguardavo le mappe o di studiavo geografia a scuola ero entusiasta, mi immaginavo un giorno a viaggiare per il mondo e fare l’eroe. La fotografia si è aggiunta nel mio secondo viaggio attraverso l’Europa e il Medio Oriente nel 1994. Da quel momento viaggio sempre con attrezzature fotografiche.

Myanmar_Esteban Mazzoncini

2. Viaggi da molto tempo, cosa ti fa scegliere ogni volta la meta?

Scelgo sempre una destinazione attraverso una fotografia. Può essere l’immagine di un tempio, un paesaggio, un volto, una piccola città, che mi cattura e mi spinge a viaggiare in certi luoghi. In altri casi , però, può essere il paese, la storia, passata o presente, come è successo adesso quando ho scelto di visitare la Birmania, una destinazione che ha recentemente aperto al turismo e in Cambogia con il suo passato sanguinoso dei Khmer Rossi.

3. Essere fotografo ti ha permesso di guadagnare mentre viaggiavi?

Essere un fotografo ha molti vantaggi in quanto si permette di mostrare il lavoro svolto in pubblicazioni grafiche, online, mostre ecc, mentre viaggi. Anche vendere cartoline delle foto che si fanno nei mercati di strada. Un altro modo per generare risorse è attraverso il corso di fotografia che do bimestralmente dal mio blog www.unviajerocurioso.com

Un viajero curioso.Esteban Mazzoncini

4. Cosa cerchi quando inquadri dalla tua fotocamera?

Quando scatto una foto quello che voglio è quello catturare l’essenza di ciò che ho davanti ai miei occhi. E in generale questo è dato dai ritratti,  gli occhi e l’espressioni del volto, hanno molta forza fotografica.

5. La maggior parte della gente che viaggia da solo ha paura degli sconosciuti, tu invece sei stato sorpreso dalla loro ospitalità, quindi quale è la verità?

Credo che ci siano due tipi di paura: quella reale e quella trasmessa o auto-generata. Le paure reali possono essere, ad esempio, se si viaggia a una zona di guerra o di alcune parti dell’Africa dove ci sono i conflitti etnici e in cui la vita vale poco e niente. Poi ci sono le proprie paure e superare dipende solo da noi stessi. Per esempio: ci sono persone che hanno paura di viaggiare da soli. La paura è solo nella loro testa e può essere superata solo viaggiando e rendendosi contro che moltissime persone saranno nella loro stessa situazione, ossia da solo/a. A questo dobbiamo aggiungere che spesso la TV trasmette realtà su alcuni paesi che non sono vere, come nel caso dell’Iran, una delle mete più ospitali visitati nel 2010. La mia esperienza è che la gente in generale parlerà male del paese vicino di casa, ognuno si sente buono, ma il resto no. Persone ospitali ci sono in tutti i paesi, in misura maggiore o minore.

viaggiare per il mondo come fotografo

6. Secondo te perchè tanta gente povera, alla fine sembra più felice?

Perché la gente che ha meno, non deve essere continuamente dipendente da cose, delle quali prendersi cura. Se ci pensi, sono più preoccupati per il presente che il futuro. Vivere giorno per giorno è molto più sano che essere impegnati nella soluzione di problemi che non sono ancora avvenuti.

7. Che cosa ti piacerebbe poter “feramre”nelle tue foto che ancora non sei riuscito a fare?

Mi piacerebbe moltoscegliere un tema, per esempio “studenti” e fotografarli in molti paesi, in tutti i continenti per fare un parallelo di ciò che è l’istruzione nel mondo. Attualmente sto fotografando ritratti che incontro nelle destinazioni che percorro e in un prossimo futuro, vorrei pubblicare un e-book con questo tema.

viaggiare nel il mondo come fotografo

8. Sicuramente hai incontrato persone meravigliose nella tua vita, ma c’è un incontro in particolare che è stato importante per te?

Il miglior incontro che ho avuto è stato con me stesso, perché mi ha permesso di conoscermi come persona. Ma questo non sarebbe accaduto se non avessi incontrato tante persone meravigliose. Molte conversazioni per le strade dell’India, Marocco, Colombia, Iraq e Laos, per citare alcune destinazioni, sono quelle che mi hanno permesso di capire come vivono gli altri. Da lì a capire ciò che voglio o come posso essere una persona migliore.

 

9. Cosa hai imparato di te stesso in tutti questi viaggi?

Ho imparato molte cose. Come viaggiatore ho imparato a prendere il necessario, indispensabile, per viaggiare leggero. Ho imparato che si riceve sempre più di quello che si da. Ho imparato a conoscere i miei limiti, a prendere decisioni importanti in luoghi difficili e tutto questo da una nuova forma alla tua personalità. Ho anche scoperto che a volte io sono ansioso di molte cose e essere in viaggio in destinazioni poco sviluppate è il miglior esercizio per superare questa difficoltà.

Siem Reap, Camboya_Esteban Mazzoncini

10. Cosa consiglieresti a chi vuole viaggiare da solo?

La parte più difficile sta uscire da casa soli. Se riesci a superare questa paura, nulla vi ostacolerà. La strada è piena di viaggiatori di tutte le età, nazionalità, religioni e modi di pensare. Molti di loro saranno in futuro i vostri migliori amici.

Potrebbe interessarti anche

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *