In u paese bruciato dal sole: l’Australia

di Bill Bryson

edito da TEA

C’è qualcosa nell’Australia che provoca da sempre in me una strana sensazione. Non è di certo il paese in cima alla mia lista dei desideri, ma non posso nemmeno dire di non sentire una certa attrazione provocata dal mistero, dallo sconosciuto. Qualche anno fa, terminato il mio periodo di servizio militare, decisi come molti altri miei coetanei di approfittare dei mesi liberi prima dell’inizio dell’università per imparare l’inglese. A quel punto mi trovai a un bivio: un cammino mi portava negli Stati Uniti, l’altro in Australia. Alla fine, le spiagge della California prevalsero su città come Perth o Melbourne. Allora come oggi l’Australia non terminava di convincermi.

Penso che il seguente estratto del libro In un paese bruciato dal sole di Bill Bryson giustifichi in parte tanto la mia ignoranza che il mio disinteresse verso questa enorme nazione: “L’Australia non si comporta male. È sicura, pacifica e buona. Non ci sono colpi di stato, pesca abusiva o simpatici despoti armati, non coltiva coca in quantità provocatorie né si dedica a dar fastidio agli altri in maniera presuntuosa e impresentabile.” (N.B.: la traduzione è mia). Mancano forse un pizzico di trasgressione che affascina sempre e un po’ di pericolo che provoca ogni viaggiatore.

in-un-paese_bruciato_soleBryson è un goliardico scrittore di libri di viaggi (ma non solo) che riesce ad avvicinare il lettore alla realtà australiana attraverso l’ironia e l’irriverenza. Capitolo dopo capitolo, l’immagine sfuocata che avevo dell’Australia si è fatta più nitida e così pure i miei sentimenti verso il paese sono cambiati. L’autore nordamericano percorre migliaia di chilometri attraverso il nulla australiano – l’outback – parlandoci di  lombrichi giganti (veri) e koala e aragoste giganti (in rame) o raccontando momenti surreali passati a un palmo di mano dai testicoli ciondolanti del Gran Toro, pure lui finto. Durante il suo girovagare Bryson ci porta a spasso per le più importanti metropoli del continente e ogni tappa è una scoperta sorprendente e affascinante. Taccuino alla mano, visita musei sconosciuti al grande pubblico, parla con la gente in sperdute bettole nel deserto e con l’impiegato di una vecchia pompa di benzina. La ricerca dell’essenza australiana non si ferma nemmeno davanti a un paio di birre nel desolato bar di un hotel. Il racconto delle esperienze vissute è adornato da nozioni di storia mai noiose che rendono In un paese bruciato dal sole un originale manuale pieno di curiosità per sopravvivere nella terra dei canguri.

Sapevate che l’Australia fu per molti anni una prigione del Regno Unito? I primi abitanti bianchi erano prigionieri! I primissimi abitanti invece furono gli aborigeni, ancora oggi troppo spesso dimenticati dal governo locale. Anche se in un certo senso i nativi australiani hanno avuto storicamente miglior sorte rispetto agli indiani d’America e agli indios americani, anche loro non hanno ricevuto dall’uomo bianco il trattamento dovuto. Attualmente uno dei paesi con il più alto livello di vita, in Australia negli anni sessanta la televisione era ancora novità emozionante e nelle zone rurali non c’era abbastanza energia per poter usare una lavatrice. Sempre con un tono leggero e ameno Bryson ci racconta che per un niente quest’immensa isola-continente non finiva in mani francesi, se un tale La Pérouse fosse sbarcato un po’ prima sulle sue coste avrebbe risparmiato agli australiani 200 anni di dieta inglese (Bryson dixit).

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L’Australia sorprende per i suoi marcati contrasti. Con un’area totale di quasi 7’700’000 km2 è la sesta nazione più vasta del mondo. Ma a differenza dell’India o gli USA, per esempio, è molto meno abitata e presenta zone immense, come l’outback, in cui non è difficile credere che nessuno s’accorse di niente quando una setta di matti giapponesi iniziò a fare esperimenti nucleari. La medusa scatola – l’animale più mortifero del mondo, che con una dose del suo veleno potrebbe sterminare una stanza piena di gente – si nutre di piccoli e inoffensivi calamari. Sì, l’Australia è il paese degli estremi: se no, come si spiega che nello stesso paese viva gente cui piace il brivido di fare il bagno a pochi metri dagli squali con gente che si riesce a divertirsi guardando una partita di cricket?

Jack

Jack

Da sempre appassionato di viaggi, fotografia e calcio, sono alla ricerca della formula perfetta per vivere viaggiando. Ho giurato amore eterno al viaggio da quando ha cambiato il mio concetto di “normale” e “logico”. Docente di formazione, viaggiatore di professione. Autore di www.libertadviajera.com

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