Ultime Notizie dal Sud di Luis Sepulveda

Ultime Notizie dal Sud

di Luis Sepùlveda
con foto di Daniel Mordzinski
edito da Guanda

Ho sempre pensato che bisognasse osservare il mondo con gli occhi di Sepulveda per essere un “vero viaggiatore”, raccontarlo in maniera evocativa, in modo da ipnotizzare tutti.

Ultime notizie dal Sud di Sepulveda

Quale coppia è migliore di un fotografo e di uno scrittore per raccontare il mondo, cosa c’è di più complementare di una Moleskine e di una Leica, due oggetti con l’anima e con lo stesso significato in qualsiasi luogo li si metta.

Raccontare degli “ultimi” è una cosa che ha sempre affascinato molti, gli ultimi sopravvissuti, gli ultimi come i più poveri, gli ultimi di una tribù ed in questo caso gli ultimi rimasti a vivere nella terra più lontana del globo: la Patagonia!

Ultime Notizie dal Sud è uno dei pochi libri in cui si ha la fortuna di poter dare una forma a quello che si immagina, certo questo toglie spazio alla propria immaginazione, ma soddisfa un po’ lo spirito voyeuristico; dare un volto al personaggio che parla ci lascia sempre un brivido sulla schiena.

Ogni capitolo è un incontro, ogni capitolo è uno svelare cosa significa viere in Patagonia, far parlare il vento, il freddo, la solitudine. Tutti i grandi scrittori sono sempre stai affascinati dalla Patagonia, un luogo dove non c’è praticamente nulla e dove nessuno decide di trasferircisi, non vi sembra un controsenso? Anche per me ha sempre rappresentato il viaggio icona, ed è stato il paese che più mi ha commosso ed elettrizzato allo stesso tempo, essere nei luoghi raccontati dai miei grandi scrittori, lo ha reso unico.

“< Sola?No vivo con il mio cane, le pecore, le piante ed i fori> rispose con voce serena, con la lenta cadenza della gente del Sud, con quel modo di palare che amo, che non ho trovato in nessun altro posto del mondo e che rende grande la mia lingua, perché la gente del Sud avverte il carattere fondante delle parole e quando le pronuncia dà vita alle cose che nomina, popolando la durezza della steppa.”

Sepulveda e Mordinsk

Questa terra sperduta non è solo dilaniata dal freddo e dal vento gelido, ma negli anni è stata merce di scambio tra il governo argentino e i paesi occidentali, prima l’Inghilterra poi gli Stati Uniti, si è cercato di vendere, di mercificare, di rendere oro della terra brulla non curandosi di chi la chiamava casa.

 

“Per indicare la forza di distruzioni delle armi si parla di potere di distruzione. Per indicare la forza di distruzione di certi uomini si deve parlare di potere d’acquisto.”

Le nuvole erano così basse che si potevano toccare. Scendendo una collina ci entrammo dentro, l’automobile fu circondata da una fitta cortina di nebbia, perdemmo l’orientamento e il caso ci fece lasciare la strada che collega El Bolson a El Maitén e prendere un sentiero.
In Patagonia sostengono che fare dietrofront e tornare indietro porti sfortuna, perciò ligi alle usanze del luogo andammo avanti, perché il nostro destino è sempre avanti e alle spalle dobbiamo avere solo la chitarra e i ricordi.

Proseguimmo per circa tre chilometri a passo d’uomo, confidando nell’immutabile solitudine della stradina, finché le nuvole si portarono un po’ al di sopra del veicolo: la luce filtrata da quel setaccio umido dava un’inquietante sfumatura grigiastra alle cose.

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