The Social Traveler 3 anni in viaggio accettando sfide!

[box style=’info’] Bjorn un ragazzo Belga che ho conosciuto in Olanda, ha cambiato vita e si dedica a viaggiare e mettere in contatto le persone. Ha capito che la cosa più importante non è la meta ma le persone che incontri nel cammino, la lanciato il suo progetto The Social Traveler.[/box]

1. Cosa ti ha fatto decidere di lasciare tutto ed iniziare a viaggiare?

Ho sempre voluto conoscere il mondo, e una bella mattina di febbraio 2010 ho preso la decisione e a maggio dello stesso anno, ho lasciato il Belgio e ho iniziato la mia avventura come The Social Traveler. I miei viaggi si basano sull’essere social. Dall’inizio ho deciso di non usare mai guide turistiche e non cercare info on line (eccetto i social network, ovviamente). Tutto quello che è successo durante i miei viaggi è collegato alle persone. Loro mi hanno detto dove andare, cosa fare, e inoltre molte mi hanno sfidato.

Puoi leggere ad più sul progetto su: http://www.thesocialtraveler.net/p/about-me.html

the social traveler

2. Quando hai deciso di iniziare ad accettare scommesse?

Fin dall’inizio è parte del progetto, della missione. Ci sono poche regole: la sfida deve essere social, in modo che altre persone possano essere coinvolte, deve coprire una parte del mio itinerario e io devo imparare qualcosa di nuovo. La mia prima sfida è stata di percorrere a piedi il Cammino di Santiago 850km , attraversando il nord della Spagna. Dopo questo ho guidato una Royal Enfield per il sud dell’India, ho fatto autostop in Nuova Zelanda, sono rimasto sobrio per 40 giorni in Australia e l’ultima sfida che ho portato a termine è stata gudare un tandem da Kuala Lumpur fino ad Hong Kong. Durante il viaggio le persone si univano a me per giorni o a volte anche per settimane intere. Il mio tandem ha ospitato 25 persone, direi un’avventura!

Qui c’è tutto sulle mie sfide: http://www.thesocialtraveler.net/2010/01/thesocialtravelerschallenges.html

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3. Ci racconti di più sulla sfida del tandem?

Mi ha sfidato Melanie Djiauw conosciuta a Bali, l’ho accettata e due mesi dopo sono volato a Kuala Lumpur senza nessuna idea di come la cosa sarebbe andata avanti. Ho dovuto trovare una bicicletta, un compagno di viaggio e capire come pedalare per lunghe distanze. Adattarmi al caldo alle culture senza nessuna preparazione, perché non posso cercare informazioni in nessun altro modo se non che con l’aiuto delle persone. Durante l’impresa del tandem ho deciso di raccogliere fondi per un progetto di beneficenza: Social Good. Ho visitato 4 piccoli progetti e ho cercato di raccogliere denaro per loro. I soldi andavano direttamente alle persone che lavoravano al progetto non a me in prima persona, io ne ero solo l’ambasciatore. Qui c’è ogni segreto sulla mia avventura in tandem: http://www.thesocialtraveler.net/2012/02/social-travel-challenge-on-tandem-from.html

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4. Come è guidare un tandem con persone qualsiasi spesso non allenate quanto te?

Non ti puoi aspettare che un viaggiatore trovato per strada abbia la stessa condizione fisica di un ragazzo che sta percorrendo migliaia di km in bicicletta, quindi ti devi adattare per forza. Ho cercato di organizzare dei programmi di marcia che andassero bene per chiunque: per ora di bicicletta, una pausa; ha funzionato abbastanza bene. C’è sempre qualcosa di interessante ad ogni pausa, magari conoscersi meglio e interagire con i locali. Molto divertente.

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5. Durante la sfida del tandem, raccoglievi soldi per aiutare 4 progetti di beneficenza, come ti aiutava la gente?

Per 2 progetti i fondi si sono raccolti attraverso degli eventi, una giro in bicicletta per Amsterdam e una raccolta fondi in Hong Kong. In questi due eventi ho raccolto circa 2000€ che poi ho suddiviso per i singoli progetti. Ovviamente siamo sempre alla ricerca di fondi quindi se qualche lettore fosse interessato può sempre lasciare un contributo cliccando qui: http://www.thesocialtraveler.net/2012/04/ExploreTheSocialTravelersCharities.htmlthe social traveler

 

6. Cosa avevi nello zaino? Durante il viaggio in tandem te lo sei portato sulle spalle?

La mia roba era contenuta in sacche laterali frontali e posteriori e lo zaino del compagno legato sul portapacchi.

7. Cosa hai imparato da questa esperienza?

Che c’è sempre una soluzione, se ci sono persone vicino. Che non bisogna guardare all’obiettivo finale se è troppo lontano, ma raggiungere un piccolo traguardo ogni giorno, così da poterlo celebrare ogni volta.the social traveler8. Quali aspetti della tua personalità sono più forti adesso?

La mia zona di confort è decisamente più grande adesso e ovviamente sono diventato più socievole , sono più ottimista sulle persone. Sono diventato fisicamente più flessibile e ho imparato a vivere il momento.

9. La tua maniera “sociale” di viaggiare è più on line o off line?

Porta le connessioni on line in un piano off line e rinforza quelle off line portandole anche ad un livello on line mantenendo la relazione viva anche dopo del tempo.

10. Quale è la tua prossima sfida?

Andare da Vancouver a Panama con un van Volkswagen e incontrare persone sulla strada che possano insegnarmi a suonare la chitarra. La parte divertente è che dovrò guadagnare i soldi per la benzina suonando la chitarra. Se qualcuno vuole unirsi o insegnarmi qualcosa in un hangout di google può contattarmi tranquillamente qui http://www.thesocialtraveler.net/2013/03/GuitarChallengeOfTheSocialTraveler.html

Al momento sto cercando degli sponsor per questa mia avventura, così se qualcuno o una azienda vuole far parte della sfida può supportare il mio viaggio con 1€ per 1km. Ovviamente il 20% del ricavato andrà ad i progetti di beneficenza che incontrerò sul cammino.

http://www.thesocialtraveler.net/2013/03/GuitarChallengeOfTheSocialTraveler.html

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