Sono Simone, 28 anni, vivo in provincia di Como. 
Ho la passione per la musica, la chitarra, le lingue e, ovviamente, viaggiare. Eterno curioso. 
A 27 anni ho deciso di lasciare tutto e realizzare il mio sogno di intraprendere un lungo viaggio in America Latina. 

1. Come ti sei organizzato per restare più di un anno in viaggio?

Ho lavorato alcuni anni mettendomi da parte i soldi necessari per poter viaggiare.
Ho scelto da dove partire (Buenos Aires), comprato un biglietto aereo, riempito lo zaino e sono partito. Di organizzato e pianificato per quanto riguarda il tragitto che ho seguito c’è poco o nulla.

2. Come mai hai scelto il Sudamerica?

Ho scelto il Sudamerica perché pensavo che lì avrei potuto trovare calore e passione nelle persone, più che in qualsiasi altra parte del mondo e in effetti è così è stato.

3. C’è qualcuno o qualcosa che ha ispirato il tuo viaggio?

Ho tratto ispirazione da film come “I diari della motocicletta” e canzoni come “Rotolando verso sud” dei Negrita.

4. Come hai organizzato l’itinerario ?

L’itinerario non l’ho organizzato prima di partire. Mi ero soltanto autoimposto 5 tappe obbligatorie: cascate di Iguazu, vedere il cielo stellato nel deserto di Atacama, Salar de Uyuni, Machu Picchu e attraversare in barca il Rio delle Amazzoni dalla Colombia al Brasile.
Tutto il resto del mio percorso l’ho deciso passo dopo passo mentre ero in viaggio, seguendo i consigli degli altri viaggiatori che incontravo, lasciandomi guidare dal mio cuore e dal mio istinto.

5. In questi 14 mesi quanto hai speso sommariamente?

Escludendo i costi improvvisi e forzati del rientro anticipato, ho speso sui 10.000 euro circa.

6. Pensi che questo viaggio sia una parentesi o una nuova forma di vivere?

Una parentesi sicuramente non è.
È impossibile vivere un’esperienza così forte ed emozionante, tornare e lasciarsi tutto alle spalle come se nulla fosse accaduto e nulla fosse cambiato. Penso che con questo viaggio non si sia aperta nessuna parentesi, ma una nuova forma di vedere la vita (che reputo a sua volta un lungo viaggio) con occhi diversi.
Non posso neanche pensare di continuare a viaggiare senza avere un’entrata economica.
Quello che avrei in mente di fare, quando la situazione attuale terminerà, è spostarmi di luogo in luogo, trovando occupazioni che mi permettano di mantenermi.
Questo significa che non sarà più un viaggiare rapido, saltando da un posto all’altro, ma, quando sarà necessario, fermarmi per un periodo medio/lungo per poter mettere da parte i soldi per proseguire.
Ho conosciuto molte persone che utilizzano questa maniera di viaggiare, soprattutto Argentini.
Anche un impiego che mi permetta di lavorare viaggiando non sarebbe per niente male, chissà…

7. Cosa ha per te il Sudamerica di così speciale?

Tante cose, luoghi naturali, musiche, tradizioni, culture diverse. Ma una cosa su tutte: la sua gente.
Il calore, la positività, la energia, l’allegria che ti trasmettono le persone che vivono lì, non l’ho mai trovata in nessun altro luogo.
Sono sempre pronti a sorriderti e darti una mano, anche avendo poco, pochissimo. Non si tirano mai indietro quando c’è da aiutare.

8. Quale è il paese che ti è rimasto più nel cuore e come mai?

Il paese che mi è rimasto più nel cuore è l’Argentina, per varie ragioni.
Se c’era un paese che sognavo di conoscere più di qualunque altro prima di partire era proprio questo.
In più è stato il primo del mio viaggio, quello in cui ho fatto le amicizie più importanti e quello in cui mi sono trovato meglio con le persone.

9. Sei dovuto rientrare in Italia per l’emergenza Covid-19, ci racconti come è andata?

Avevo il volo di ritorno da Buenos Aires per il 26/3 e, mentre mi trovavo in Uruguay, il 14/3 mi è arrivata la mail di cancellazione.
Ho visto che il virus era arrivato anche in quelle zone e stavano cominciando a cancellare tutti i voli e chiudere le frontiere.
Non volevo ritrovarmi in una situazione brutta come quella dell’Italia, però dall’altra parte del mondo e in paesi in cui forse la sanità non è buona come la nostra.
Quindi ho preso un volo per Madrid, da lì ne ho trovato uno per Nizza e da lì sono riuscito a entrare in Italia con un treno.

10. Perché secondo te è importante tornare subito a casa in questo momenti?

Più che altro è importante non muoversi, per evitare di contrarre il virus ed evitare la sua

ulteriore diffusione. E di conseguenza tornare a casa mi sembrava la soluzione più intelligente, considerando anche che la data di rientro sarebbe stata comunque molto prossima.
Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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