Venerdì scorso sono stata invitata alla Libreria degli Argonauti a partecipare ad un evento all’interno della manifestazione la notte dei libri, promosso dalla casa editrice di letteratura di viaggio Exorma.

L’idea era che ognuno portasse un oggetto portato via da un viaggio e raccontasse la sua storia. La storia più bella vinceva dei libri di viaggio Exorma.

racconti di viaggi

Come sempre a Roma è iniziato quadi un’ora dopo, poco a poco le persone hanno iniziato a prendere posto, a lasciare i propri oggetti su una vetrinetta. Quando si viaggia, spesso le persone ti chiedono di raccontare il tuo viaggio, ma come si fa a raccontare un viaggio? da cosa si inizia, su cosa bisogna focalizzarsi? Ogni interlocutore cerca informazioni diverse, ha un immaginario diverso dello stesso luogo, e allora cosa dobbiamo dirgli? Quello che è stato bello per noi o quello che vuole sentire? Nella maggior parte dei casi, si finisce per fare un elenco dell’itinerario e dei luoghi visitati e se siamo fortunati raccontiamo qualche incontro.Venerdì credo che si è trovato un modo giusto per raccontare i viaggi: partendo da un oggetto. Ogni oggetto racconta una storia, una storia che ha importanza per il protagonista e per questo è carica di emotività. Di solito quell’emotività rappresenta il fulcro dei nostri viaggi, il suo archetipo, la sua metafora. Non pensavo che raccontando poco meno di 10 oggetti si potesse calare in un’atmosfera così intensa, era come immergersi in una stessa serata in orizzonti temporali.

20130624-123445.jpgNon erano solo i luoghi a parlare ma anche le epoche. C’erano viaggiatori di tutte l’età, i racconti non erano solo legati ai luoghi ma anche ai mezzi ed ai contesti cultuali. C’era chi aveva visto il Karakorum e attraversato territori contesi tra Afganistan e Pakistan anocor prima dell’occupazione dell’82, chi aveva scalato montagne di 6000 metri cercando il limite delle proprie forze e chi ha avuto sponsor per viaggiare raccontando i suoi kilomentri, chi viaggia per appassionare una comunità di lettori. Spesso sono aspetti che si sottovalutano, ma sono questi che fanno la differenza. Ero immersa nelle parole che galleggiavano, non me ne ero neanche accorta, ma erano passate due ore. Come spesso accade tra chi gira il mondo, le distanze interpersonali si abbattono facilmente, davanti ad un bicchiere di vino eravamo tutti compagni di viaggio. Ognuno curioso dell’approccio dell’altro, ognuno intento a carpire le differenze altrui. Come spesso mi è successo nella vita (sono fortunata), sono capitati gesti che mi hanno addolcito il cuore.

Io e Gabriele

Io e Gabriele

Gabriele Maniccia, un saggio potrei dire, un uomo che ha visitato paesi al limite della vivibilità, che ha scritto un sacco di libri, mi ha regalato il suo libro fotografico su Kabul: Le Strade di Kabul, quello in versione beta (diremmo noi amanti del web) quello che non uscirà mai, mi ha detto che voleva che avessi qualcosa di suo, e mi ha fatto una bellissima dedica

“Roma, la serata dei libri e degli incontri, a Francesca sulle vie del mondo, Vai!”
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Filippo Logli, l’autore di In Vespa a Caponord, forse lui non se ne è accorto, ne mai se ne accorgerà, ma abbiamo molte cose in comune, più di quante possa sembrare. Lui in realtà non è un vespista doc, nel senso che non la guida da sempre, ma guidava la mia vespa, la px125, quella che io avevo da quando ho 16 anni, la mia era dell’80 l’anno della mia data di nascita; l’oggetto al quale ho tenuto di più al mondo, il mio vespone bianco, quello che mio padre mi ha venduto a mia insaputa! Uno dei miei sogni è ricomprarmente uno da guidare solo per il paicere di ascoltare il suo suono e sobbalzare ad ogni cambio di marcia. Filippo ha viaggiato a lungo per il Sudamerica, come me, e si è fermato molto tempo in Patagonia, io all’epoca non potevo, ma anche per me è il luogo più magico che porto nel cuore, senza un motivo preciso, solo perché un paesaggio così lo trovi solo ai confini del mondo. Filippo ha un sorriso dolcissimo una di quelle persone che sembrano timide, ma che hanno il pelo sullo stomaco, mi ha sempre affascinato capire il mondo dietro degli occhi sfuggenti, insomma nn mi resta che comprare il suo libro In Vespa a Capo Nord, e leggere qualche annuncio di vespe in vendita!

La casa editrice Exorma gestisce il Festival della Letteratura di Viaggio di Roma, una delle migliori invenzioni dopo la pizza, l’anno scorso ho anticipato il mio ritorno dall’Ecuador per esserci, quest’anno ho intenzione di godermelo tutto! Voi venite con me?

In Vespa a Capo Nord

Filippo Logli In Vespa a Capo Nord

 

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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