Cosa fare a Phi Phi Island senza sentirsi un turista

Dall’Italia al Giappone a bordo di un quad; obiettivo finale: raggiungere il Monte Fuji.

Questa la nuova sfida personale di Danilo Carnevali, originario di Urbino, maestro di Karate e arti marziali, cintura nera 5° dan e da sempre appassionato di quad.

Un’avventura lunga 15mila km e 30 giorni di viaggio che unisce rigore e disciplina alla voglia di scoperta e cultura e che lo porterà ad attraversare paesi come Albania, Grecia, Turchia, Georgia, Kazakistan, Russia, Mongolia, Cina e Giappone fino ad arrivare alla cima del Monte Fuji, “la porta verso un nuovo mondo”.

“La mia idea di viaggio: entrare in armonia con il mondo, la natura e al tempo stesso la nostra anima. Ritengo che ogni luogo, ogni Paese, racchiuda un significato, una norma di vita, un’energia intrinseca. Ci sono quei luoghi con cui ci identifichiamo, perché affini a noi, al nostro essere, al nostro vissuto, alle idee che ci accompagnano fin da bambini. Per me questo luogo è il Giappone: da sempre sono stato affascinato dalla sua storia, dalla sua filosofia di pensiero e di vita, da quelle figure quasi mistiche, ma in realtà talmente reali da resistere al fascino del tempo, i samurai.       

Alcune religioni locali dicono che il monte Fuji sia un gateway, una porta verso un nuovo mondo e una nuova dimensione. Perciò non posso arrivare a “mani vuote” sulla vetta dei sogni: troppo facile salire su un aereo e poter dire “sono andato lì”. Io ci voglio arrivare con le mie forze, con le mie energie, voglio sentirmi onorato di offrire al Fuji-san la mia fatica, la mia paura, la mia gioia, la mia determinazione e i miei sogni. Per questo il Giappone. Perché il viaggio non è la meta, ma la strada che ci indica la vita. E la mia non sarà mai in discesa e per fare questo bisogna essere un po’ RONIN (Samurai senza padrone)”.

Un viaggio che vuole essere un’occasione di crescita personale, per mettersi alla prova, riconoscere le proprie capacità e i propri limiti; ma soprattutto un viaggio all’insegna della condivisione con il desiderio di far conoscere e apprezzare luoghi anche a coloro che non li conoscono e forse non avranno mai la possibilità di visitarli. Di trasmettere l’amore e la passione per il viaggio, la natura, l’avventura e lo sport soprattutto ai giovani; e mostrare come queste possano essere valide alternative alla vita frenetica di tutti i giorni che questa società spesso, nolenti o volenti, ci impone.

Ed è proprio per questo motivo che sarà possibile seguire tutto il viaggio di Danilo attraverso il blog e la pagina Facebook del progetto, e dare un sostegno concreto attraverso la campagna crowdfunding dedicata.

 

Ad accompagnarlo passo passo ci saranno anche altri due “ronin, Désirée Pinelli e Vito Legati, che a bordo di una jeep 4×4 seguiranno Danilo per tutti i 15000km per documentare con foto e video l’avventura e dare supporto per lo studio e la ricognizione del percorso.

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