Ciao sono Raffaella, ho 37 e ho studiato geologia all’università di Genova, con la fine degli studi ho cambiato fin da subito un sacco di lavori con l’ idea di mantenermi il piú tempo possibile la mia vita arrampicatoria e cercando l’autonomia dai miei genitori il prima possibile, cosa che per i laureati italiani in genere é molto difficile. Prima di accedere ad una professione da laureata ho fatto un po’ di tutto, dall’ educatrice nei centri estivi, alla barista, alla magazziniera; grazie alla mia forte passione per l’arrampicata sono stata sempre motivata a viaggiare per scoprire luoghi nuovi, ma anche prima di iniziare ad arrampicare  la mia vocazione per il viaggio c’é sempre stata. Fin dalla maggioretá  ho sempre approfittato di vacanze studio, corsi di aggiornamento, ERASMUS, LEONARDO e quant’altro mi potesse permettere di viaggiare “sponsorizzata ” o dall’università o da qualche ente per la formazione. Ho sempre sentito nel viaggio la sfida, l’ avventura, la liberazione dall’ aria viziata e la catarsi. I miei viaggi sono sempre stati corti e per lo piú programmati. Nel 2008 tornando da mesi di viaggio di arrampicata in Spagna ho iniziato a dedicarmi a ottenere punti per raggiungere una buona posizione nelle graduatorie scolastiche (quelle del precariato). 
Mi sono così anche trasferita per anni in Valle d’Aosta, lasciando la terra madre Liguria, per provare ad accumulare piú punti possibile nel mondo della scuola e per provare a vivere  la vera vita di montagna. 

1. Come mai hai deciso di cambiare vita ed iniziare a girovagare in furgone?

Ho deciso di vivere in furgone lasciando la comodità? Non ho mai avuto una vita tanto comoda, le cose facili e comuni a tutti non mi piacciono.
Il mio progetto iniziale era trasferirmi in Spagna per seguire un master in profesorado e conquistare cosí la famosa abilitazione. Non ammessa al master, ed avendo affrontato l’estate vivendo in furgone, ho pensato di continuare a vivere in furgone per potermi permettere il lusso di viaggiare e poter seguire il cuore, lá dove mi avrebbe portata ogni giorno.

2. Come hai attrezzato il tuo furogone?

Il furgone l’ho fatto allestire da una ditta specializzata, ho solo fatto mettere il lavandino con il rubinetto, il letto, una finestra e il riscaldamento.

3. Che itinerario hai fatto in questo anno e che progetti hai?

Quest’ anno siccome era un’esperienza super nuova per me ho girato per luoghi che giá conoscevo, arrampicatori dove giá ero stata per lo meno in vacanza. Sono stata in Catalogna, Aragona, Andalusia, Valencia, Murcia.
Passerò sicuramente ancora l’estate in furgone ed ormai é piú di un anno che ci vivo. Il mio progetto sarebbe continuare a vivere in furgone peró comprandone uno un po’ piú grosso, piú vivibile. Il mio é proprio piccolo, delle dimensioni di uno scudo. … meno male che sono alta solo 1,5 m!!

4. In che modo lavori viaggiando?

Quest’anno appunto ho lavorato poco, qualche settimana da barista, ma a volte é piú importante investire sulla propria crescita personale che accettare qualsiasi lavoro.

5. Come concili la passione per l’arrampicata al viaggio?

L’ arrampicata, come ho giá dato da intendere, é una delle motivazioni principali che mi spinge a viaggiare, ma anche il principale appoggio che mi fa sentire protetta e parte di una grande comunitá.

6. Hai dovuto imparare le basi della meccanica per viaggiare da sola?

Il mio furgone é piuttosto recente, comunque le poche cose che so sulle macchine le ho imparate o da mio padre o dalla selettiva vita in montagna.

7. Quale è il tuo rapporto con i locali che incontri viaggiando in van?

In quest’anno, viaggiando quasi solo in Spagna, mi sono accorta che la gente che vive in furgone é piú ben vista qui o per lo meno, vista come qualcosa di quasi normale, una vita diversa possibile e degna. Mi sono resa conto che di ragazze che viaggiano realmente sole, in un furgone, per cosí tanto tempo non c’è n’ é molte, io non ne ho incontrata neanche una.

8. Cosa hai imparato in questa esperienza?

Da questa esperienza ho imparato che seguire il proprio cuore é il regalo piú bello che si possa fare a se stessi e alle persone che ci circondano e che per i coraggiosi che così scelgono di vivere, la vita li premia continuamente.  Ho imparato che in Italia la società é vecchia e che come vivono tutti non vuol dire sia il solo e corretto modo di vivere. Ho imparato che vivere soli in viaggio é una grande riscoperta di sé stessi e del vivere in armonia con il mondo. Ho imparato che piú ami e conosci te stesso e più la gente ne é attratta. Ho imparato che bisogna scoprire la propria strada perchè sicuramente non é quella che ti raccontano tutti sia la migliore. Ho imparato che l’intuito non sbaglia. Ho imparato ad accettarmi e ad accettare il diverso. Ho imparato che ognuno ha i propri tempi e sarebbe importante per ognuno di noi seguirli.
Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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