Panamericana on the road di Stefano Frigerio

Panamericana – On the road-

 di Stefano Frigerio

edito da Light House

Ci sono libri che leggi perché parlano di un luogo nel quale vorresti andare, di un sogno, o forse solo di un futuro obbiettivo e poi ci sono libri che parlano dei viaggi che hai fatto, delle terre che sono tatuate nel tuo cuore, forse anche da prima che tu ci andassi.

Quindi quello che cerchi non è scoperta, ma è osservare come altri occhi hanno amato quello che tu già ami, perché ci sono tanti modi versi di “fare l’amore”..

Panamericana parla delle Americhe, il nuovo mondo.. che forse di nuovo ha avuto solo il modo di essere conquistato dagli occidentali.

Panamericana_Stefano_Frigerio

Ho conosciuto Stefano prima dal web, per il suo sito, o meglio per il suo sogno, attraversare tutta la Panamericana da Santiago a Vancouver facendo surf!! Lo sguardo verso ovest, come dice lui.. e Kerouac.. l’ho intervistato , molto tempo fa.. e fu una di quelle interviste che ti rimangono dentro, che di lanciano degli ami sui quali rimani agganciato per giorni.

Poi il caso o la strada, ci ha voluti insieme in Brasile a festeggiare il Carnevale di Salvador, lì tra una birra e tanta tanta samba ci siamo conosciuti meglio, abbiamo parlato del nostro passato, dei nostri obiettivi, dei sogni..

Lui fa parte di quella categoria di uomini fulminati da Kerouac, ma non nel senso della beat generation, nel senso che non importa quello che fai, l’importante è non lasciare mai la strada. Stefano fa una cosa che gli invidio, o che forse io on ho ancora deciso di fare, lui vive sempre in diverse parti del globo, lavora per mesi, a volte anni, e poi viaggia e cambia ancora meta.

stefano_Frigerio_Panamericana

Ammetto che conoscere l’autore ha cambiato la mia percezione del libro.

Il giorno in cui è uscito l’ebook on line, l’ho comprato dopo 5 minuti, o forse anche meno, ho l’opzione “compra con un click “ su Amazon.

Come spesso mi accade, l’ho iniziato a leggere mesi dopo, quando era il momento giusto..

Il surf è qualcosa che proprio non conosco, non perché non l’abbia mai provato, ma perché la filosofia la comprendi solo se ci entri dentro. Eppure nella mia vita ho viaggiato con tanti surfisti e così ho imparato ad ascoltarli, ad ascoltare quello che significa “un tubo”di un kilometro, l’onda giusta al tramonto, aspettare con i delfini, i tagli sui piedi , la tavola che si rompe e come tutte le cose che non conosco, mi incuriosiscono, mi trascinano. Così è il libro di Stefano, un luogo familiare, del quale condividiamo tante maniere di intendere la storia e il turismo, ma visto da un punto di vista diverso.

La cosa bella dei libri di viaggio è che tra un’avventura e un’altra , tra un aneddoto e una festa di perdizione, ti “consigliano” un luogo, così ad esempio ho finito le ultime pagine proprio mentre ero tra Guatemala e d Honduras, e in entrambi i luoghi ho fatto cose perché le avevo lette nel sui libro e mi fido del suo giudizio.

Non  è un libro sul surf, è un libro su i mille modi di leggere la strada, mi è piaciuto tanto e mi sono emozionata, questo perché voglio bene all’autore 😉

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