Faccio davvero tanta fatica ogni volta che cerco un aggettivo per descrivermi, forse perché non ho mai realmente capito il vero senso della mia vita. Ho vissuto per 27 anni con questa strana sensazione ma all’improvviso sono arrivati i miei primi veri 5 minuti di follia … e ho deciso di ricominciare da zero per cercare una nuova identità.

1. Come è nata la tua idea di cambio di vita e di viaggio?

Se vogliamo pensare che esiste la normalità posso dire che stavo vivendo una vita normale, con un lavoro sicuro, una fidanzata, una grande famiglia intorno e tanti amici. Avevo tutto ma ero infelice, incompleto, insoddisfatto, e non stavo più bene con me stesso. É nato in pochissimo tempo il sogno di stravolgere tutto, cosi ad un certo punto ho deciso di voltare pagina e a luglio 2013 ho iniziato questo viaggio infinito.

2. Quale è il bello del viaggiare nel Sud Est Asiatico?

Il Sud Est Asiatico è un pezzo di mondo fantastico dove è molto facile e sicuro viaggiare. Qui puoi toccare con mano tante realtà differenti, puoi incrociare sul tuo cammino viaggiatori provenienti da ogni angolo del mondo e puoi visitare una infinità di luoghi culturali e naturali che ti lasciano a bocca aperta. Penso che il sud est Asiatico sia il posto perfetto per cominciare a fare una nuova esperienza di viaggio. 

3. Cosa scatta nella testa di una persona quando decide di fermarsi in un luogo in cui sta viaggiando?

Dopo un anno e mezzo trascorso a girovagare da un continente all’altro sono entrato per puro caso in Cambogia, questo paese non mi aveva mai ispirato in passato, ma in pochissimi giorni ha cambiato il mio destino. Ho ricevuto dalla vita un dono speciale quando sono venuto qui per la prima volta, e sono andato via con la sensazione di aver  finalmente trovato una strada da seguire.  Dopo aver salutato la Cambogia ho fatto il giro dell’Australia in bicicletta, ho attraversato gran parte del sud est asiatico in autostop, ho fondato Viva la Vida e ho passato quasi un anno nei campi profughi della Grecia a stretto contatto con i bambini siriani. Successivamente ho scritto il mio libro ‘Controvento’ e con i fondi ricevuti dalle vendite, ho deciso di tornare in Cambogia per realizzare un piccolo grande sogno.

4. Come hai deciso di voler far partire un progetto di volontariato?

Quando sono arrivato in Cambogia, nel 2014, grazie ad una raccolta fondi che ho organizzato su Facebook, ho comprato 80 materassi e tante altre cose per i bambini dell’orfanotrofio di Kampong Cham. Era la prima volta che uscivo fuori dal mio egoismo ma è successo che ho ricevuto molto di più di quello che volevo dare. In quei giorni ho capito che avrei continuato a viaggiare facendo progetti per i bambini e grazie al libro sono riuscito a iniziare e a portare avanti i lavori nel Viva La Vida Cultural Center.

5. Quali sono stati gli step per renderlo vero?

Mi sono definitivamente trasferito qui lo scorso Ottobre, con un misero budget di 3000 euro e con la certezza che i fondi non erano assolutamente sufficienti per iniziare un nuovo progetto, ma ho iniziato lo stesso, trasformando la paura in entusiasmo. La mossa vincente è stata  usare soluzioni alternative per risparmiare, e proprio grazie a queste soluzioni, in molti hanno cominciato ad apprezzare ciò che sto facendo, tanti viaggiatori hanno cominciato ad aiutarmi, ho venduto tutti i libri, ho cominciato a ricevere donazioni, e la rete intorno a Viva La Vida è diventata gigante.

6. Cosa fa Viva la Vida Family?

Ho creato Viva la Vida Family per supportare bambini che vivono in condizioni disagiate, con l’obiettivo di coinvolgere viaggiatori, cooperanti e artisti. Volevo formare una grande famiglia di uomini e donne accomunati dalla voglia di reagire con umanità, genio e fantasia di fronte alle difficoltà del mondo, e per fortuna, dopo aver superato tantissimi ostacoli, giorno dopo giorno questo grande sogno sta diventando sempre più reale. Viva la Vida Family aiuta tanti bambini, in meno di 6 mesi ho avuto più di 60 volontari e all’orizzonte ci sono tantissimi sogni da realizzare.

7. Stai costruendo una casetta per i volontari, quanti ne ospiterà e in cosa ti aiuteranno?

Abbiamo aperto una campagna crowfounding per costruire questa casa il 17 dicembre 2017 e l’abbiamo chiusa con successo in tre mesi. La GualioHome è il cuore pulsante del Viva La Vida Cultural Center, qui nascono idee e progetti, viviamo a 360 gradi con i bambini del villaggio e ogni giorno condividiamo speciali momenti di vita. I volontari sono stati, sono e saranno la mia più grande forza, quindi da buon viaggiatore ho deciso di impostare una particolare forma di volontariato che definisco spesso ‘easy e friendly’. Chiunque viene a collaborare con Viva La Vida, vede con i suoi occhi cosa stiamo facendo e capisce da solo che tipo di contributo può dare. Abbiamo a disposizione 7 posti letto per i volontari, la casa giorno dopo giorno diventa sempre più accogliente, i bambini ci circondano costantemente con i loro sorrisi e i volontari hanno la possibilità di fare tanti lavori e tante attività formative. Una situazione magica che permette a tutti di vivere una esperienza indimenticabile.

8. Come possiamo aiutarti in questo momento?

Abbiamo bisogno di condividere il progetto per farlo conoscere al mondo, abbiamo bisogno di fondi per continuare i lavori e per portare avanti il centro, e ovviamente, abbiamo sempre bisogno di volontari, quindi di persone dinamiche, libere e creative, capaci di elaborare progetti e idee che possono fare la differenza. Tramite il nostro sito si possono fare donazioni libere per supportarci economicamente e si possono ricevere informazioni dettagliate sul progetto.

9. Se qualcuno vuole venire ad aiutarti cosa deve fare?

Nella pagina del volontariato nel nostro sito, si possono trovare tutte le informazioni per venire in Cambogia a vivere questa speciale esperienza, potete quindi contattarci tramite il sito www.vivalavidafamily.com, tramite la nostra pagina facebook Viva la Vida Family o direttamente tramite il mio profilo personale Nicola Regina.

Voglio chiudere questa intervista con una frase che ho scritto nelle ultime pagine del mio libro, forse la più importante:

”Da solo potrei girare come ho fatto negli ultimi anni, andandomene ovunque a piedi, in bicicletta, in autostop o in qualsiasi altro modo. Per il percorso che ho scelto di fare, invece ho assolutamente bisogno di tanti viaggiatori al mio fianco … e ora più che mai, sono certo che dai tanti 5 minuti di follia, potrà nascere davvero una gran bella realtà”

Viva La Vida

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