Mi chiamo Luca, ho 34 anni e da più di 365 giorni vivo fulltime sul mio furgone camperizzato, in compagnia da pochi mesi del mio amico a 4 zampe Shams. Prima di partire ero un fedele esponente della cosiddetta vita “normale”. Casa in affitto, lavoro in proprio, famiglia, amici, ragazza e qualche hobby nel tempo libero..  Un bel giorno però ho deciso di dare una svolta, e ora quasi tutto quello che possiedo sta in 8 metri quadrati! Questo viaggio mi ha portato prima in Spagna, poi in Marocco, e dopo una pausa italiana tra casa e Trentino Alto Adige, sto per ripartire direzione Portogallo. Potete seguire le mie avventure su The Rising Van o su Instagram

1. Ti ricordi il momento in cui hai detto “lascio tutto”?

Il momento preciso stento a ricordarlo.. È un pallino che ho dentro da tempo!

L’idea di fare qualcosa controcorrente ha sempre fatto parte di me, non mi sono mai sentito omologato a questa società, pur essendo molto ben integrato..

La spinta definitiva è arrivata grazie al web e ad Instagram. Da quando ho iniziato a vedere fotografie e leggere storie di persone che vivevano e viaggiavano all’interno di piccoli furgoni, ho iniziato a mettere a fuoco quello che prima era un gran miscuglio di pensieri.. E se facessi anch’io una scelta del genere? Sarei in grado di vivere così?

Più passava il tempo e più ci pensavo.. E più ci penso a realizzare una cosa, più vivo male se non riesco a portarla a termine!

Così ho fatto, un passo dopo l’altro sono riuscito a rendere il mio sogno realtà!

2. Quanto ci hai messo ad organizzare il van, come è andata?

L’idea iniziale era di comprare un furgonato vuoto, e realizzarlo a mia immagine e somiglianza!

Mi sono messo così a studiare, conoscevo ogni singolo componente che avrei voluto installare. Ma alla fine mi sono imbattuto nella solita burocrazia italiana..

Essendo l’idea di base quella di viverci, e volendo contenere il più possibile i costi di gestione, avrei voluto omologare il mezzo come veicolo ricreazione.. Un camper in poche parole! Il problema, in questo caso tutto italiano, è il fatto che è quasi impossibile, a meno che non sia un allestitore qualificato ad effettuare i lavori..

Senza dilungarmi troppo, una via alternativa per l’omologazione sarebbe stata quella di passare per la Germania, con costi però troppo alti per le mie tasche.. Ho rinunciato all’acquisto di un mezzo vuoto, puntando su un vecchio furgonato già camperizzato!

Dopo qualche mese di ricerche ho finalmente trovato il mio, un Adria del ’98, e l’ho modificato da cima a fondo per renderlo il più funzionale possibile. I lavori sono durati da Gennaio ad Agosto 2018, i weekend e qualche sera in settimana dopo lavoro, e il risultato è come l’avevo immaginato! Autonomo, accogliente, e mi permette di muovermi e stazionare quasi ovunque io voglia!

Grazie all’aiuto di internet sono riuscito a reperire tutto quello di cui avevo bisogno, dai componenti dell’impianto fotovoltaico al nuovo impianto del gas. Ho revisionato l’impianto elettrico e gli elettrodomestici che non funzionavano a dovere, sistemato alcuni problemi meccanici ed infine riverniciato la scocca esterna (questo grazie all’aiuto di un caro amico).

Eseguire da solo quasi tutti i lavori mi ha permesso di risparmiare moltissimo sul costo della manodopera, eccessivamente alta se ci si rivolge ad un camper service. Ad oggi, a parte un paio di intoppi risolti durante il tragitto, mi posso ritenere soddisfatto al 100% del mio acquisto!

3. In che modo ti muovi? Segui un itinerario o solo il cuore?

Sono partito con un chiodo fisso, passare l’inverno lontano dal freddo della mia città. E questa idea non poteva che portarmi in Spagna, verso sud, con un pensiero già rivolto al Marocco!

Sono partito con un “quasi” itinerario, passando a prendere un amico a Barcellona e condividendo la strada insieme per 3 settimane, esplorando il nord del paese.. In seguito, dopo averlo riportato a casa, è iniziato il viaggio vero e proprio!

Alcuni luoghi dove mi sarei voluto fermare già li conoscevo, altri nascevano da suggerimenti di persone conosciute sul posto oppure grazie ad internet, fonte infinita di ispirazione! Passato un anno ho capito che puoi pianificare un viaggio come questo nei minimi particolari, ma succede sempre un qualcosa che stravolge l’intero progetto.. Una persona che incontri, una spiaggia di cui ti innamori, una città a cui non avresti dato un soldo e invece ti rapisce per settimane.. Le variabili sono infinite! È giusto avere un itinerario, ma è utile aggiungerci un pizzico di cuore, giorno per giorno!

4. Come orienti il tuo viaggio e le tue giornate?

Ormai la regola del “giorno per giorno” funziona bene! Non ho una tabella di marcia precisa, mi dedico a quello che più mi attrae! Spendo molto del mio tempo insieme alla fotografia, cercando di migliorarla e di migliorarmi. Per il momento è una passione che adoro coltivare! Faccio zig zag tra la montagna per un’escursione e il mare per un tuffo o per rilassarmi in spiaggia. Se in zona c’è qualche città importante, qualche sito che merita essere visitato, ci faccio volentieri un pensiero!

Leggo, studio, curo le mie pagine social, suono la chitarra, in pratica tutto quello che mi passa per la testa. Sembra semplice, ma quando ti abitui ai ritmi della settimana lavorativa, uscire dallo schema di avere sempre fretta non è cosa da poco. Si ha sempre la sensazione di sprecare tempo, anche quando di tempo ne si ha in abbondanza! Certo, ci sono anche le giornate di stallo, in cui tra carico e scarico acque, bucato, cucina, fare la spesa, il tempo si esaurisce il fretta! Negli ultimi mesi, grazie all’aiuto dei social, sono anche riuscito ad inventarmi un lavoro, e sto cercando di capire se potrà essere una buona fonte di guadagno in futuro!

5. Hai da poco preso un cane, come lo hai trovato? Pensi che sarà più difficile viaggiare così?

Shams è con me da più di due mesi ormai. Avrei sempre voluto adottare un cane, ma è solo dopo l’esperienza in Marocco che mi sono finalmente deciso. Di rientro in Italia, dovendo fare tappa a casa per qualche settimana, sono passato in un canile per “farmi un idea”! Beh, quando l’ho visto in gabbia ci è voluto un attimo per capire che era lui che avrei scelto! Finito il periodo di preaffido e fatte le vaccinazioni obbligatorie siamo potuti partire insieme! Non credo che ora il mio viaggio sarà più complicato, in questi ultimi mesi non lo è stato, anzi! Si tratta di modificare le proprie abitudini. Certo, ci sono luoghi dove non posso portarlo, altri dove dovrebbe indossare una museruola, momenti in cui vorrei stare tranquillo (ma come fai con un cucciolo di un anno eheh.). In compenso ho un compagno fidato di avventure, una presenza costante in tutto quello che faccio e un amico su cui posso contare in qualsiasi momento!

6. Solitamente passi la notte in posti a caso o in campeggi?

In un anno di vagabondaggio ho sostato solo in una manciata di campeggi, quasi tutti concentrati in Marocco.. Questo perché molte volte ci veniva impedito di sostare in libera, altre perché i costi degli stessi erano talmente bassi che non potevamo non approfittarne!

Non sono esattamente un tipo da camping, l’idea proprio non mi attrae.. Ho sostato un po’ ovunque, dalle periferie di grandi città al deserto, dalle spiagge ai laghi di montagna. La sensazione che provo quando al mattino apro il portellone e sono da solo ad ammirare quello che mi sta intorno mi inebria, come se quel posto fosse mio soltanto! Sensazione che in una piazzola del campeggio sarebbe impossibile provare. In Spagna in più sono molto permissivi! Ho trovato pochissimi divieti, e il “camperista” è visto molto meglio che in altre nazioni, al contrario ad esempio dell’Italia!

7. Quale è il tuo punto d’incontro con le altre persone o viaggiatori?

Questo dipende molto da dove mi trovo. Nelle grandi città ho usato spesso applicazioni dedicate e i social network, che mi permettevano ad esempio di partecipare a gruppi di scambio linguistico, escursioni, o anche solamente ad una partita di beach volley in riva al mare!

Muovendomi invece in luoghi non troppo frequentati è il caso a comandare! Capita volentieri di fermarsi in una spiaggia isolata e scoprire che il vicino camperista di 50 anni fa la tua vita. È inevitabile scambiarci due parole e diventare amici! È successo anche, durante un escursione, di conoscere persone sul sentiero e di decidere di passare insieme le giornate seguenti! È invece impossible non stringere amicizia nei luoghi super frequentati dai camperisti in inverno, vedi appunto la Spagna del sud. Qui la varietà di persone che si incontrano ha dell’incredibile! Più passa il tempo più acquisti fiducia in te stesso, impari ad abbattere il muro della timidezza e ti mischi volentieri nella folla!

8. In che modo ti ha cambiato possedere solo quello che entra nel van?

Accumulare oggetti non faceva parte della mia personalità già da prima, vivevo in un bilocale e lo vedevo comunque troppo grande per le mie necessità. Spostare tutte le mie cose in un van mi ha aperto ancora di più gli occhi!

Mi sono reso conto di quante cose superflue tenevo negli armadi, nei cassetti, sopra i mobili. Ho iniziato a svuotare, vendere, regalare, buttare, e la sensazione che provi mentre lo fai la potrei quasi definire libertà! Ora tutto quello che possiedo mi è realmente necessario, ed ho imparato a dare il giusto valore ad ogni singola cosa.

Mi sono reso conto del cambiamento un pomeriggio, mentre passavo a salutare un amica a casa, Smart-TV, Wi-Fi, Stereo, un comodo divano, i mobili curati nei dettagli, dai souvenir delle vacanze alle fotografie appese alle pareti. I Libri letti sugli scaffali, i vini in bottiglia, un ambiente super accogliente. Tutto era perfetto! Cosa ho pensato? Che quello che desideravo anch’io tempo indietro ormai non mi faceva più effetto! Non mi sento più legato agli oggetti, quello che possiedo sta in 4 scatoloni, i libri letti e ancora da leggere in un piccolo dispositivo, grande quanto un tablet! La libertà che piano piano sto cercando di conquistare passa anche per di qua, sicuramente!

9. Ora cosa hai capito che è veramente importante?

Potrebbe sembrare scontata come risposta. Ma le cose più importanti che possiedo ora sono la libertà e il tempo!

Vivevo una vita scandita da sveglie e scadenze. Il lavoro mi portava via la maggior parte delle giornate, spesso e volentieri weekend interi, per il semplice rischio che potesse squillare il cellulare della reperibilità. Ero libero si, ma non come volevo io, non come nella dimensione che ho creato ora. Ora posso scegliere di fermarmi o di ripartire, ogni decisione che prendo dipende quasi esclusivamente da me stesso, posso finalmente concentrarmi su passioni che riuscivo sempre a procrastinare con una qualche scusa! Mi sento finalmente padrone delle mie giornate, al contrario di prima, in cui mi sembrava soltanto di prenderne parte..

Ed infine il denaro, tasto dolente della vita di tutti i giorni..

Si, i soldi servono, non c’è ombra di dubbio! Ma sono cambiate molte cose da quando non ho più uno stipendio regolare in banca. Ho ridimensionato le mie spese, riuscendo con i soldi che prima utilizzavo solo per l’affitto a vivere quasi l’intero mese! Ho eliminato gli sprechi, i vizi. Le cene al ristorante che tanto mi piacevano capitano, ma molto di rado! Le serate al pub o in discoteca quasi del tutto eliminate!

Potrebbero sembrare delle rinunce troppo grandi, ma fanno parte del cambiamento che è in atto. Quello che per me ora è importante è una notte stellata, un fuoco, una chitarra e due risate con gli amici.. Un buon libro sui viaggi, un alba al mare o un tramonto in montagna! Mi sto lentamente rendendo conto di quanto ero legato al consumismo, e sto iniziando a capire che quasi tutto quello di cui avevo bisogno è sempre stato lì, alla portata di tutti, ed esente da spese!

10. Molti sono terrorizzati dal futuro incerto, tu come lo vedi?

Lo vedo esattamente così! È giusto pensare che il futuro sia incerto, ma non per questo bisogna concentrare i propri sforzi rivolti ad esso, con il timore che potrà non essere roseo.

Non dico che sia necessaria una scelta drastica come la mia per vivere a pieno, credo che ogni persona abbia sogni ed esigenze differenti. Ma proprio perché del futuro non vi è certezza e la vita è un dono stupendo e al contempo troppo fragile, sarebbe un errore enorme non approfittarne ora, nel presente!

Si tratta di essere consapevoli delle proprie scelte, qualunque esse siano. Molti mi hanno chiesto come farò quando sarò vecchio, quando la salute non mi accompagnerà più, quando finirò i soldi o quando arriveranno i veri problemi. Sono proprio tutte queste domande sull’incertezza del futuro che mi fanno scegliere di vivere al meglio il mio presente! Se e quando arriveranno i problemi, quando la schiena si farà curva, quando mi dovrò fermare per lavorare, beh, quel giorno troverò una soluzione, come ho sempre fatto!

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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