Intervista a Guru, da 5 anni in viaggio da solo contro i pregiudizi razziali!

Intervista a Guru un ragazzo indiano con il quale ho viaggiato in Bolivia e Perù, sta girano il mondo, zaino in spalla da 5 anni, viaggiando lentamente ha visitato fino ad oggi più di 50 paesi. Essere in viaggio da solo per lui è la normalità e ci racconta la sua avventura.

In viaggio da solo

1.    Ti ricordi il momento in cui hai deciso si lasciare tutto e partire?

Diciamo di si! L’ho sempre voluto fare, così per me è sempre stata una questione di capire quando avrei deciso realmente di farlo.

2.    Quando sei partito sapevi che sarebbe stato per 5 anni?

No. A dire il vero pensavo di viaggiare solo per un anno, due al massimo.

3. Nel tuo viaggio hai un obiettivo o semplicemente ti lasci trasportare?

Mi piacerebbe poter essere desempio ed ispirazione per altri viaggiatori, specialmente per quelli che come me vengono da un paese in via di sviluppo.

Non so se questo si può definire esattamente un obiettivo, ma forse per soddisfazione personale, mi piacerebbe scrivere un libro o due sulla mia esperienza. Ciò che mi ha spinto a partire è stato viaggiare per il gusto di farlo, vedere nuovi paesi, persone e culture e godere a pieno di questi momenti .

4.    Come gestisci economicamente i costi del tuo viaggio?

Viaggio in una maniera economica, da viaggiatore zaino in spalla, Cerco di evitare di prendere aerei, di sorvolare paesi, di solito per spostarmi uso i mezzi pubblici o chiedo l’autostop. Faccio couchsurfing quando posso e cucino negli ostelli dove alloggio, quindi diciamo che i miei costi di viaggi non sono così elevati, ma ovviamente ho dovuto mettere da parte un bel po’ di soldi quando lavoravo, diciamo da quando ho capito che avrei voluto viaggiare per il mondo.

5.    Credi che il Guru di oggi sia lo stesso di 5 anni fa?

Decisamente no! Potrei dire di essere diventato ancora più paziente rispetto a come ero prima, viaggiare mi ha reso molto comprensivo delle differenze tra le persone, e delle diverse prospettive che si incontrano. Ho smesso di essere duro, di giudicare facilmente le situazioni o le persone, e son diventato anche molto consapevole a tutti quei processi che ti fanno ricadere negli stereotipi e nei pregiudizi.

6. Dopo avere viaggiato zaino in spalla per 5 anni quale è la cosa che apprezzi di più?

Questo viaggio mi ha fatto realizzare quanto molti di noi siano fortunati e quanta fatica generalmente si fa a realizzarlo ed apprezzarlo. Credo sia giusto aspirare a qualcosa di più, ma non dobbiamo perdere di vista quello cha abbiamo, godere appieno quello che stiamo vivendo nel momento.

7.    Credi che potresti mai ritornare alla tua vecchia vita?

Per me non sarebbe troppo duro, ma in un certo senso vorrei avere sempre la possibilità di lasciare tutto e riprendere a viaggiare nel caso in cui lo volessi ancora. Un lavoro 9-17, però, per me sarebbe davvero duro; preferirei senza dubbio lavorare autonomamente anche se questo comporterebbe avere un guadagno minore

8.    E facile viaggiare per il mondo per un ragazzo indiano? Non è una cosa così comune, quale è stato latteggiamento che le persone hanno nei tuoi confronti?  

La maggior parte delle volte non è così diverso dal solito, ma alcune volte è davvero duro. Omani quando vado in ambasciata mi aspetto di essere trattato male, sono stato in più di 100 ambasciate e come quella argentina, urca, neozelandese, sudafricana, giordana, e direi che ho riscontrato davvero tanti pregiudizi, ti trattano come spazzatura. Spesso mi è capitato anche di essere bloccato alla frontiera.  In paesi come Namibia, Libano, Tailandia, Perù, ho trovato addirittura delle guest-house che negano l’ospitalità sulla base del colore della tua pelle e della nazionalità. In questi casi ho avuto conferma dei pregiudizio anche dalla gente del posto; purtroppo è triste, ma è la realtà, le persone equiparano il colore della pelle ai soldi, e quindi al trattamento, per quanto superficiale possa sembrare, gli occidentali viaggiano meglio. Se volete sapere di più sulla mia esperienza all’ambasciata turca e alla frontiere, leggete il mio post . Su quest altro sito spiego quello che è stato per me l’impatto con la Giordania, in ambasciata prima e alla frontiera dopo.

9.    Quale è il tuo consiglio personale per chi vuole iniziare a viaggiare da solo?

Viaggiare da soli è ampiamente gratificante; bisogna stare attenti, ma non essere paranoici, durante le prime settimane o mesi aiuta prendere decisioni ponderate, fino a che il tuo istinto non si a ben allenato e tu più sicuro di te stesso. Inoltre non è così difficile collaborare con gli altri e poi riprenderti i tuoi momenti di solitudine.

10. Quale è la tua top five dei posti che ogni persona dovrebbe vedere nella vita?

–      Laos,

–      Uganda,

–      Istanbul (Turkey),

–      Bolivia,

–      San Francisco (US)

11. Mai viaggiare senza

Un libro da leggere!

Per leggere l’intervista originale clicca qui!

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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