Schietta, ironica e sorridente. Sono Simona Anedda, nata a Roma nel 1974 e viaggiare è la mia vocazione. Da cinque anni sono malata di sclerosi multipla primariamente progressiva, ma non ho alcuna intenzione di arrendermi. Nella mia vita c’è un prima e un dopo, anche nel mio modo di intendere l’esistenza.

1. Come mai il viaggio ti ha aiutato a superare il trauma della malattia?

All’inizio è stata dura, sono rimasta un anno chiusa in casa. Roma è una città impossibile per un disabile, poi ho reagito, ho cercato nuovi strumenti. Quando viaggio mi distraggo, mi lascio affascinare dai luoghi, dagli eventi e dalle persone che incontro, così la malattia rimane sullo sfondo e non mi ruba la mente. Rispondendo a tutti coloro che pensano, vedendomi così intraprendente e impegnata, che il mio sia un percorso privo di difficoltà, dico che dietro a un’immagine forte e solare c’è una donna che lotta ogni giorno per restare in piedi. O meglio, seduta, ma senza rinunciare alla propria femminilità.

 

2. Perchè adesso India?

Sono un’appassionata lettrice di Tiziano Terzani. Voglio ripercorrere i luoghi che ha vissuto e provare il senso di pace e la spiritualità che mi ha trasmesso. L’India, poi, è un Paese che ti sbatte in faccia tanta povertà ma la gente ride e affronta la vita in modo spirituale: voglio assorbire la loro forza per affrontare questo mio mostro.

3. Stai ricevendo supporto dalla gente del posto?

Al centro ayurvedico di Varkala, dove mi sono fermata più di un mese, all’inizio rappresentavo una novità difficile da gestire. Poi ho iniziato i trattamenti e tutti si sono dimostrati molto affabili e disponibili ad ascoltare le mie esigenze, mi hanno coccolata.  Ho incontrato tante persone, sia locali che turisti, e non ho mai avuto un momento per annoiarmi. Ora sono appena arrivata a Bangalore, inizia un’altra esperienza interessante.

4. Come è cambiato il tuo approccio a chiedere l’aiuto dell’altro?

Ho imparato a chiedere aiuto a chiunque e per qualsiasi esigenza, anche “semplicemente” per andare in bagno. Per strada, in treno, in aereo, ovunque  ho sempre trovato chi si è proposto per aiutarmi, è così che ho ricominciato anche a viaggiare.

5. La medicina Ayuveda ti sta aiutando in qualche modo?

Le cure ayurvediche mi hanno rimessa in forma. Avevo bisogno di massaggi, di cibo sano e soprattutto di serenità. L’ho trovata, e anche se non ho l’aspettativa di miracoli sto decisamente meglio.

6. Quale è secondo te la paura più grande dei viaggiatori disabili?

Credo che spesso le persone con disabilità si pongano limiti per nascondere l’insicurezza, la paura dell’ignoto. Lo scopo del mio viaggio è anche questo: dimostrare che non ci sono barriere impossibili da superare e si può sempre aggirare l’ostacolo, magari facendosi prendere in braccio per salire le scale come ho fatto io. Tutto ciò mi rende felice ma soprattutto mi fa sentire utile.

7. Cosa vorresti dire ad altre persone affette dalla SM che amano viaggiare?

Mi piacerebbe riuscire a trasmettere un messaggio di speranza alle persone che mi seguono, e non mi riferisco solamente ai disabili. Spesso ci si abbatte per problemi quotidiani che si possono superare con un po’ di grinta. Lasciarsi andare è comodo, persino banale; ma a volte sarebbe sufficiente guardarsi intorno per rendersi conto di quanto siamo fortunati e modificare l’approccio con la vita. Non voglio dire che è facile, ma è possibile. Con la testa e con il cuore si va ovunque, sorridiamo di più!

8. In che modo organizzi i tuoi spostamenti?

L’esperienza dei miei tanti viaggi mi ha insegnato ad organizzare solamente il minimo indispensabile. Intendo dire che l’importante è partire e avere un posto per dormire durante i primi giorni, tutto il resto viene da sé. Di solito mi lascio trasportare dagli eventi e dagli incontri, quindi è inutile programmare tragitti; c’è sempre qualcosa di più interessante che mi farà cambiare percorso, anche se ora devo fare i conti con le mie ingombranti ruote.

9. Possiamo fare qualcosa per te?

Seguitemi sul blog www.inviaggioconsimona.org e sulla pagina Facebook. Il viaggio prosegue e riserva sorprese. Namaste’

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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