Gianluca Maffeis: Vendo tutto e inseguo il mio sogno, il giro del mondo senza aerei

Gianluca Maffeis, 26 anni della provincia di Bergamo.
Dopo circa 9 anni di lavoro come pizzaiolo ho deciso di lasciare il posto fisso per avverare il mio sogno nel cassetto; quale?
Quello che sto facendo proprio da 6 mesi a questa parte:
Il giro del mondo senza aerei.
Iniziato a pensare a questo lungo viaggio a Londra,durante la mia prima esperienza in solitaria,ho avuto la conferma durante tutte le tappe fatte successivamente che viaggiare era ed è qualcosa di cui non posso fare a meno.

1.Come hai deciso di dedicare 1000 giorni della tua vita al solo viaggiare?

Ti dirò; i 1000 giorni sono un obbiettivo minimo, una traguardo prettamente personale, in realtà io spero e mi auguro di potermi permettere molti più giorni di viaggio.
Ho deciso di dedicare tutto questo tempo al giro del mondo in quanto così posso anche vivere seppur per non lunghissimi periodi i posti che tocco e non vederli solo in modalità “toccata e fuga” o comunque guardando in continuazione l’orologio.
giro del mondo senza aerei

2. Come si organizza un viaggio del genere? Si vende tutto, si inscatola tutto?

Nonostante mi piaccia tantissimo organizzare itinerari in quanto ti consentono già di viaggiare (con la mente) prima del viaggio stesso, per questa esperienza la mia preparazione è stata abbastanza soft.
Ho tracciato solo un itinerario che prima di tutto mi ha portato ad escludere alcuni stati (es. Bhutan e Bangladesh) che pensavo di superare via terra ma che si sono rivelati impossibili da fare.
Dopodiché ho iniziato ad unire meglio il tutto tramite una lista che ho fatto di posti da visitare e di cose da fare ed il mio itinerario è uscito.
La vera fatica comunque è stata quella di crearmi il budget per potermi permettere quello che sto facendo, perché non avendo nessuno sponsor o persone che finanziano il viaggio, ho dovuto sudarmi giorno dopo giorno tutto questo, facendo parecchi sacrifici per riuscire a dare realtà a questo sogno.
Vendere l’auto/moto e cose che non si utilizzano più sono state un buon modo per aumentare il mio budget e per liberarmi di cose che non avrei utilizzato più per anni.
Gianluca Maffeis

3. La ragione predominante che ti ha spinto a partire?

Bella domanda.
Ne avrei tre o quattro sullo stesso piano, ma forse la ragione predominante che mi ha spinto davvero a partire è quella del non essere pronto ancora ad accettare una vita fatta sempre delle solite cose che ormai ci vengono imposte da una società che ci obbliga a vivere tante volte nella maniera opposta di come vorremmo.
Si, direi che è questo il principale motivo, il non essere ancora pronto ad accontentarmi, voglio vivere al massimo questo periodo della mia vita facendo quello che amo di più: viaggiare scoprendo nuove città, culture, cibi e tradizioni.
Gianluca Maffeis

4. L’itinerario è fisso o si vede lungo la strada?

Un itinerario fisso non c’è, so in quali stati posso entrare ed uscire senza problemi causati dai visti ma di realmente programmato non c’è nulla, anche perché improvvisare è una cosa che mi piace molto.
In questi sei mesi di viaggio, per ora ho modificato tre volte l’itinerario, prima andando in Inghilterra, poi alle isole Fær øer in nave e poi arrivando sulle Isole Lofoten in Norvegia durante la mia salita verso Capo Nord.

5. Il bagaglio?

Come bagaglio ho solo uno zaino di 80 litri dove all’interno peró ho un piccolo zainetto da 20 litri che uso in città o per le escursioni perché ovviamente il peso da portarmi sempre dietro sarebbe troppo.
Il peso totale dello zaino è di circa 15kg,ma un buon 5kg sono solo di attrezzatura digitale,computer,power bank e fotocamera/Gopro.
Come indumenti invece, il 90% di ciò che ho è di materiale tecnico, per cui si lava e si asciuga in poco tempo e questo è fondamentale.
Gianluca Maffeis

6. Come gestisci il rapporto con le persone che ami?

Per ora grazie alle connessioni internet wi-fi sono quasi sempre riuscito a farmi sentire a casa ogni giorno, che sia con un semplice messaggio, foto o anche uno squillo.
Inoltre, ho anche iscritto a Facebook mio padre in modo che possa vedere anche lui le foto che pubblico ogni giorno sulla pagina che gestisco.

7. L’idea è una lunga parentesi della tua vita o l’inizio di una nuova?

Per il momento la voglio definire una lunga parentesi, comunque non ti nascondo che sto lasciando aperte tutte le porte per magari un possibile inizio di nuove esperienze che non siano necessariamente a lungo termine in giro per il mondo.
Ma è un discorso a cui penserò dopo questo viaggio.
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8. Raccontaci cosa hai fatto fino ad ora e come procederà a breve.

Sono partito a metà Marzo 2016 per andare verso la Francia e raggiungere i Pirenei,da dove ho iniziato il mio Cammino Di Santiago De Compostela, circa 900km a piedi terminati a Finisterre, cittadina sull’Oceano Atlantico.
Dopodiché sono sceso in Portogallo, fino al punto più a Sud-Ovest d’Europa: Cabo São Vicente.
Da lì è iniziata la mia scalata verso il Nord con il chiaro intento di essere a Capo Nord nel mese di Luglio per vedere il sole di mezzanotte.
Per arrivare fino al punto più a Nord d’Europa ho visitato Spagna, Francia, Inghilterra, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Germania, Danimarca, isole Fær øer, Svezia e Norvegia.
Raggiunto il secondo grande obbiettivo e visto per 2 notti di fila il sole di mezzanotte sono sceso dalla Lapponia finlandese per poi visitare Estonia, Lettonia e Lituania. Da Tallinn ho preso un bus per entrare in Russia e dirigermi in Siberia sulla famosa transiberiana che ho scelto di fare in 3 classe.
Ora mi trovo in Mongolia, stato che ho raggiunto dopo 2 giorni di Transmongolica, dove cercherò di ottenere il visto cinese per poi proseguire in Tibet ed entrare in Nepal via terra, anche se al momento dubito fortemente sarà possibile a causa di una gigantesca frana che ha distrutto le strade che collegano le due frontiere ed al momento è chiuso il valico per i turisti.
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9. Cosa hai imparato fino ad oggi in questi mesi?

Impari ad apprezzare le piccolezze, a dare importanza alle cose veramente importanti che non sono per esempio il vestito firmato o il capello pettinato; ma l’avere un letto, acqua calda e cibo.
Cose che verrebbe da dire siano scontate al giorno d’oggi, ma non è per niente così e lo sto provando più volte sulla mia pelle in questo viaggio.
Viaggiando si imparano a conoscere e migliorare tanti lati del proprio carattere, lati che puoi scoprire solo misurandoti contando solo su te stesso e nessun altro.
Io ora mi sento molto più sicuro dei miei mezzi rispetto a 6 mesi fa.
Gli imprevisti ora li affronto con la testa, restando calmo, consapevole del fatto che una soluzione la si trova sempre.
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