Fraintesa: dopo il cancro al seno faccio il giro del mondo da sola

Francesca Barbieri, una grande viaggiatrice e sognatrice, da anni è una blogger affermata nel sui Fraintesa racconta i luoghi che visita e parla anche di green e sostenibilità. Un anno fa le è stato dichiarato un cancro al seno e dopo una lunga terapia ha deciso di celebrare la vita partendo, esattamente un anno dopo la diagnosi per un giro del mondo in solitaria.

1. Che cosa rappresenta per te il viaggio?

Per me il viaggio è opportunità di crescita, di scoperta, di apertura mentale.

2. Anche tu da molti anni viaggi da sola, cosa ti piace di questa modalità?

Adoro la libertà. Mi piace essere libera di scegliere cosa fare, in ogni momento del viaggio. Fermarmi ad ascoltarmi e capire cosa voglio veramente: esplorare, riposarmi, riflettere…senza scendere a compromessi con nessuno. Questa credo che sia la cosa più bella per me!

3. Qualche mese fai hai dovuto affrontare una prova molto difficile ce ne vuoi parlare?

Certo! Lunedì 8 ottobre 2018 ho ricevuto una terribile notizia: quella che era stata definita “una cisti benigna” in realtà era un tumore al seno. Una notizia che ha completamente stravolto la mia vita. Sono sempre stata una persona in forma: da più di 23 anni sono vegetariana, pratico sport, non fumo e bevo poco. Inoltre ben due medici specializzati mi avevano precedentemente assicurata sulla natura benigna di questa piccola protuberanza. Mi ero accorta di questo “corpo estraneo” qualche mese prima, mentre mi stavo semplicemente spalmando la crema. Avevo deciso di fare dei controlli per sicurezza. Poi è arrivata la diagnosi.

4. Come mai come risposta alla malattia hai deciso di fare il giro del mondo?

In quei giorni difficili e interminabili ho pensato molto a tutto ciò che avrei voluto fare e che, per impegni e/o altro, non avevo fatto. Ho capito quanto sia breve la vita e quanto sia importante non rimandare i sogni.
E ho pensato che tutto questo soffrire, fisicamente e psicologicamente, avrei dovuto trasformarlo in qualcosa di positivo. Una sorta di ricompensa, dopo quello che stavo vivendo. E quindi, ho deciso di realizzare uno dei miei sogni nel cassetto: fare il giro del mondo da sola.

5. Come sarà organizzato questo viaggio, hai già un itinerario o ti farai trascinare dalla strada?

La mia esperienza mi ha dimostrato che nella vita i programmi servono a ben poco. Ho deciso, per questo, di fare solo una bozza di itinerario.
Da Milano, lo scorso 8 ottobre, sono partita per Hong Kong, per poi procedere verso Shenzhen (Cina), Macau, Taipei (Taiwan), Singapore, Bintan (Indonesia), Kuala Lumpur (Malesia). Ho poi proseguito verso l’Australia, il mio paese del cuore, dove sono ora. Successivamente mi aspettano le Isole Cook (Polinesia neozelandese) e Tahiti (Polinesia francese). Non ho ancora deciso le ultime tappe: forse Costa Rica e da lì il Sudamerica. Analogo discorso vale per la mia tappa africana. Forse visiterò il Sudafrica: chissà!

6. Nel tuo viaggio hai deciso di parlare molto di prevenzione, come pensi di farlo?

Penso che parlare del cancro al seno sia il primo strumento utile a prevenirlo. Se anche una sola persona deciderà di sottoporsi a un controllo dopo aver ascoltato la mia storia, sarà già una piccola vittoria. Innanzitutto prima di partire ho preso parte al progetto “Chiedo di più”, una campagna che ha prodotto un manifesto per i pazienti oncologici che è stato presentato di recente in Senato. Poi ho preso parte ad altre campagne di sensibilizzazione e ho rilasciato interviste per raccontare la mia storia e parlare di prevenzione, sia in Italia che nel resto del mondo.
A Singapore poi ho parlato davanti una platea di 100 donne per raccontare il mio vissuto e parlare dell’importanza dei controlli.

7. Legato al tuo viaggio c’è  un progetto di crowdfunding molto bello, ce ne parli nel dettaglio?

#GoFraintesa è il progetto di crowdfunding che ho lanciato lo scorso 13 maggio. Dopo 4 operazioni, 6 mesi di chemioterapia e 1 di radioterapia, ho deciso di condividere con i miei follower la mia malattia e il mio progetto. Non ho modo di cambiare il passato e quella maledetta data, ma ho pensato di trasformarla in qualcosa di diverso. Non volevo più ricordare l’8 ottobre come il giorno della diagnosi.
Martedì 8 ottobre 2019, quindi, sono partita per il giro del mondo in solitaria. #GoFraintesa è il progetto di crowdfunding nato per sostenere questo mio viaggio e la ricerca contro il cancro di Airc. Il 50% del ricavato infatti verrà donato a questa associazione e l’altro 50% a sostenermi nella realizzazione del mio sogno.
Ho scelto l’hashtag #GoFraintesa perché il verbo “go”, viene usato non solo per indicare l’azione “andare” ma, anche, come un’incitazione ad “andare avanti”.
Il crowdfunding sarà attivo fino alla fine di gennaio 2020 al link www.gofundme.com/fraintesa

8. Molte persone dopo il cancro hanno paura di viaggiare da sole, tu cosa diresti loro ?

Quello che ho detto anche ai miei genitori: dopo aver affrontato la cosa più difficile del mondo, non si può avere paura di prendere un aereo. Dopo un’esperienza del genere tutto il resto diventa improvvisamente “facile”, a confronto.

9. Come è cambiato il tuo approccio al lavoro e ai social dopo la malattia?

Ho imparato quanto sia importante fermarsi, prendere delle pause e soprattutto ascoltare il proprio corpo e il proprio istinto.
Ora lavoro un po’ meno, perdo meno tempo sui social, e soprattutto perdo meno energie con le cose (e le persone) che non meritano il mio tempo.

10. Che cosa in questi mesi ti ha dato più forza?

La vicinanza del mio fidanzato, dei miei famigliari e dei miei amici veri. E la consapevolezza che la vita è troppo bella per buttarla via; vale la pena affrontare anche un mostro come questo per avere poi una nuova occasione di vivere al massimo. Che è quello che sto cercando di fare ora.
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