Andrea con i risparmi di 11 anni fa il giro del mondo da solo

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Mi chiamo Andrea, sono di Roma e ho 32 anni. Dal febbraio scorso ho lasciato il mio lavoro per iniziare un viaggio intorno al Mondo. Sono partito con uno zaino e tanta voglia di scoprire, conoscere e imparare: dai luoghi e dalle persone. Sono sicuro che, quando sarò tornato, sarò una persona migliore. Adesso era il momento giusto! 
Potete seguire il mio viaggio sul mio blog Un Viaggio Inaspettato e pagina Facebook

1. Cosa ti ha spinto a lasciare il lavoro e partire?

Beh, prima di tutto la passione che ho sempre nutrito per il Viaggio. Poi, una mattina, ancora ricordo quale, mi sono reso conto che i miei anni più belli li stavo passando chiuso dentro quattro mura e che non avevo più così tanto tempo per l’unica cosa che mi fa sentire vivo: viaggiare. Lo schema di vita che ci è stato inculcato: lavoro – mutuo – casa – matrimonio – figli, non è che sia sbagliato, chi sono io per dirlo? Ma io non era così che volevo vederla la mia vita. Passavo i miei giorni nell’attesa del week end o delle ferie estive, ed era tutto un ripetersi: un loop infinito.

2. C’è una persona, un libro, un film che ti ha ispirato?

C’è una persona in particolare: mio padre. Ha sempre viaggiato molto per lavoro sin da quando ero piccolino, e continua a farlo. Credo che questa irrefrenabile passione per il viaggio, e lo stare sempre in movimento, me l’abbia trasmessa lui.
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3. La tua più grande paura prima di partire e dopo

La mia più grande paura prima di partire era scoprire di non essere all’altezza per un’esperienza simile, mentre la paura costante è perdere il passaporto!

4. Come ti sei organizzato per il budget?

Piccola premessa: il mio budget è un gruzzolo di risparmi di 11 anni di lavoro più liquidazione. E mi sono organizzato così: ho fissato dei tetti massimi per categorie: 300 euro per dormire, 200 per mangiare, tra i 50 e i 100 euro per l’assicurazione sanitaria (fondamentale), e altri 100 euro per gli spostamenti. Un totale di massimo 700 euro al mese. Poi tutto dipende molto dal paese in cui mi trovo, magari un mese sforo di 50 euro e il mese dopo ne risparmio 100.

5. Hai intenzione di lavorare viaggiando?

Si, ci avevo pensato e ci sto pensando. Credo sia un’esperienza che sicuramente farò, anche un po’ per necessità ad un certo punto. Per il momento comunque non ho ancora mai lavorato.
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6. In base a cosa scegli l’itinerario?

Lo scelgo cercando di far coincidere luoghi e periodi migliori per visitarli. Per quanto possibile. Ho intenzione di visitare circa 30 nazioni entro Natale 2017, quindi non sarà sempre facile farlo seguendo questa logica. Ah, sono partito dal sud est asiatico perché non vedevo l’ora di scoprirlo!

7. Pensi di essere alla ricerca di un luogo in particolare, dove magari fermarti o tornare a casa un giorno?

Nonostante io sia innamorato del Mondo, per il momento credo che casa mia è sempre casa mia. Ma rimango aperto anche a questa possibilità, mai dire mai. Ho visto posti meravigliosi abitati da persone meravigliose, quindi chissà!
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8. Come sta andando il tuo rapporto con gli asiatici?

I popoli asiatici sono fantastici, ho avuto modo di conoscere bene thailandesi e vietnamiti, poche volte mi sono sentito come a casa come in questi luoghi. Una piccola differenza, però, l’ho notata tra gli abitanti delle grandi città e i piccoli villaggi: i secondi sono sempre, e dico sempre, pronti a tenderti una mano: provato direttamente.

9. E con gli altri viaggiatori?

Durante questo mese e mezzo ho incontrato molti viaggiatori, solitari come me, e anche in gruppi. Diciamo che dipende molto dal “tipo” di viaggiatore, da cosa cerca, dal tipo di viaggio che sta facendo. Io mi trovo molto a mio agio con chi vive l’esperienza come me: un po’ in solitaria, senza troppe pretese e comodità, lontano dai soliti itinerari turistici.
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10. Il bagaglio?

Nota dolente. Ero partito con uno zaino colmo, forse neanche più di tanto: circa 14 kg. Ma già mi sono liberato di circa un terzo del peso, e credo di andare oltre. Da adesso in poi il mio motto sarà: “Viaggia leggero!”. Chi viaggia come me, sa benissimo che si cammina molto, si sta in piedi, scomodi, a volte si dorme poco, ed è quindi fondamentale viaggiare il più comodi possibili e quindi anche più leggeri. Una maglia, un pantalone, si fa sempre in tempo a comprarli durante il viaggio.

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Il fatto è che il limite sei sempre solo te stesso; ma solo quando siamo strappati dalla nostra area di comfort abbiamo la possibilità di capirlo fino in fondo e di capire che possiamo sentirci in quel modo anche una volta tornati a casa, perché l’unica persona responsabile di quella sensazione siamo noi stessi, non il viaggio!

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